Friday 25 May 2012, 03:23

Gli articoli scritti da Peppe D'Antini

Perchè cambiare?

Le elezioni regionali in Abruzzo, al di là del fatto che si tratta di una questione locale, hanno una forte rilevanza politica nazionale, se non altro per l’impegno che i vari leader ci hanno investito. Il risultato non mi sembra sorprendente: era abbastanza ovvio che la coalizione di sinistra avrebbe dovuto pagare il prezzo del caso giudiziario che ha coinvolto Del Turco, e così è stato.
Anzi, forse gli è andata anche troppo bene; in fondo, aver raccolto il 42,67% dei voti dopo aver visto il proprio presidente sbattuto in galera e una buona fetta della classe politica coinvolta in faccende decisamente poco edificanti, poteva far temere risultati ben peggiori. … Leggi tutto

In una botte di ferro

Ebbene sì: oggi mi sento molto più tranquillo.
Ieri sera a Ballarò il prof. Mario Baldassarri, insigne economista specializzato al MIT, nonché senatore della Repubblica, nonché presidente della commissione “finanze e tesoro” del Senato, già vice ministro per l’economia durante la legislatura 2001-2006, ci ha spiegato perché le banche italiane non corrono pericoli.

Le banche italiane da sempre ci strizzano come limoni da sugo, prelevando dai nostri miseri risparmi tutto quello che possono e, a volte, anche quello che non possono; per questo noi abbiamo sempre insultato, aggredito, vilipeso le banche, considerandole degli aguzzini, dei mafiosi a caccia del pizzo. INGRATI!!!
Di questo trattamento oggi noi dobbiamo essere grati, sia alle banche che, inevitabilmente, ai governi che hanno permesso tutto ciò. Baldassari, con una chiarezza e una semplicità davvero encomiabili, ha spiegato che proprio grazie alle enormi risorse che le banche italiane hanno accumulato nei decenni, approfittando impunemente dei propri clienti, ora riusciranno a resistere alla crisi che sta mettendo in ginocchio tutta la finanza mondiale.
Grazie ai soldi, che una volta erano nostri ed ora sono delle banche, siamo in una botte di ferro.

Saputo questo, sono andato a dormire così felice e rilassato, che questa mattina ho avvertito l’irresistibile desiderio di rendere pubblica la mia gratitudine, componendo una breve ode che dedico, ovviamente, a colui che ci ha aperto gli occhi.

Amo la mia banca
dopo un giorno già mi manca.
Amo anche gli interessi
che non vivo senza di essi:
la miseria degli attivi
la montagna dei passivi.
E che dire delle spese?
Col badile le hanno prese,
ma con gran soddisfazione
pago tutta la razione.
Son sfruttato e bidonato
e però son rilassato:
mentre il mondo è lì che crolla
la mia banca non tracolla.
Con la forza dei miei averi
i suoi muscoli sinceri
fan vedere che è ben salda
la mia banca sì gagliarda.

Dedicata a Mario Baldassarri

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Freddie, Fannie e la favola del libero mercato

C’era una volta… le favole cominciano tutte così, per poi finire con … e vissero per sempre felici e contenti. Peccato che non ci sia nessuno felice e contento in questa storia, e se c’è se ne sta ben nascosto. Ma andiamo con ordine. … Leggi tutto

Incubo di una notte di mezza estate

Lo confesso: ho paura.
Ne abbiamo passate tante di situazioni difficili, anche di gravissime; ma mai come questa volta, io credo, la situazione ha raggiunto il livello di criticità e di pericolo cui ci troviamo di fronte. Quello che stiamo vivendo non è, come invece è successo altre volte, qualcosa che arriva dall’esterno; e non si tratta di fatti sporadici o comunque isolati, facili da identificare e circoscrivere. … Leggi tutto

La corruzione: un ricordo del passato

C’è un problema. Anzi… c’era.
C’era il problema, per le pubbliche amministrazioni, “di dover rispettare alti standard di efficienza e correttezza nei confronti del cittadino, della società civile e delle altre istituzioni”; mica una cosetta da niente. Questo “ha determinato (in numerosi contesti nazionali e internazionali) l’esigenza di creare strutture tecniche specializzate nella prevenzione e nel contrasto della corruzione e di altre forme di illecito perpetrate nel settore della pubblica amministrazione”. … Leggi tutto

E’ emergenza!

Il 25 luglio 1943, con l’arresto di Mussolini, cadeva il fascismo; un nuovo periodo si apriva per gli italiani, un periodo che inizia in maniera drammatica, ma che è pieno di speranza e di buone intenzioni, e che poi porta alla nascita della democrazia, allo sviluppo economico, al benessere.Il 25 luglio 2008, con la dichiarazione dello stato d’emergenza su tutto il territorio nazionale per “il persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari”, cade la democrazia. Quella democrazia faticosamente conquistata, pagata con il sangue di tanti italiani, è ormai un ricordo; scomparsa (che combinazione!) nello stesso giorno in cui erano state costruite le sue premesse. … Leggi tutto

…e intanto noi parliamo di pompini

E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro. … Leggi tutto

Clandestini in Parlamento: aveva ragione Silvio

Quel che è giusto è giusto: bisogna saper riconoscere la verità, anche quando questa arriva dall’avversario. Silvio ce l’aveva detto che alle elezioni ci sarebbero stati i brogli, ma non gli abbiamo voluto credere, lo abbiamo preso in giro, ci siamo fatti quattro risate delle sue paure.
Roma, 27 marzo 2008: “ho un solo incubo, quello dei brogli“.
Taormina, 29 marzo 2008: “stiamo mettendo in campo un esercito di 120 mila persone contro gli imbrogli della sinistra“.
Chieti, 9 aprile 2008: “sono sicuro che vinceremo che ce la faremo anche se la sinistra metterà in campo la sua abilità nel fare brogli“.
E invece aveva ragione lui: ci sono stati i brogli! … Leggi tutto

L’Italianic e l’Aventino dorato

Ecco, l’hanno fatto. Si sono offesi e l’hanno fatto di nuovo. Cavolo però, come sono permalosi!
Io sinceramente non capisco la gente che si offende; sarà che sono un tipo semplice, sarà che non considero l’orgoglio una virtù, sarà che evito di frequentare persone che non stimo, sarà quello che volete, ma non vi so dire quand’è stata l’ultima volta che mi sono offeso.
Perché offendersi? Che senso ha? Se una persona non ti piace, stai alla larga; se non hai stima di una persona, non ce l’hai neanche di quello che dice; se consideri qualcuno un bastardo, non c’è motivo di pretendere il suo rispetto. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno offendersi, e magari lo fa in maniera plateale, ho sempre l’impressione che abbia la coscienza sporca.

Invece c’è gente che si offende di continuo. O meglio… c’è gente che fa finta di offendersi. Perché è ora di gettare la maschera e dire le cose come stanno: questi qui fanno finta, sono fasulli, dal primo all’ultimo. Come? Ah, già! Non vi ho detto ancora di chi sto parlando.
Parlo dei parlamentari della cosiddetta sinistra; scusate se uso ancora il termine obsoleto e velleitario di “sinistra”, ma è solo per comodità. In realtà la sinistra in Italia non esiste più da molti anni. Come la destra.
Insomma, questa sinistra si è offesa perché il governo ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza (una bestialità di cui parleremo prossimamente), attualmente in discussione al Senato, il famoso emendamento detto “salva-premier”. Si è offesa e se n’è andata, si è ritirata sul suo Aventino. Mi ricorda qualcosa…
L’emendamento è stato approvato, Sua Bassezza si è parato il culo per l’ennesima volta, il sistema giudiziario italiano è stato ulteriormente umiliato, un altro pezzo di Costituzione è stato cancellato. E via così, avanti tutta verso nuovi abissi!

Va detto anche, per onestà intellettuale, che se la sinistra fosse rimasta in aula a fare un’opposizione seria, non sarebbe cambiato niente; i numeri sono tali che possono far passare qualsiasi cosa.
In fondo non c’è niente di sorprendente o di inatteso: si sapeva, perché lo avevano già fatto in occasioni precedenti e perché era stato sbandierato in campagna elettorale, quali fossero le intenzioni di questa banda. Intenzioni che stanno diventando, una alla volta, fatti concreti. In tanti parlano di fascismo strisciante, ma io non vedo strisciare niente: qui si galoppa a briglia sciolta, in maniera assolutamente limpida e coerente. E infatti non è con loro che me la prendo.

Chi è che a partire dal 1994 ha difeso il diritto di Berlusconi di candidarsi e di entrare nei palazzi della politica? D’Alema e tutta la sinistra. Il tutto in barba al fatto che ci fossero le leggi che lo proibivano per il fatto che era titolare di concessioni pubbliche. “Se gli italiani lo votano…” è stata la difesa d’ufficio di una violazione di legge. Ma gli italiani sono persone, e possono sbagliare; e due cose sbagliate non ne fanno una giusta. Così si è permesso ad un personaggio gravemente inguaiato, sia dal punto di vista economico che da quello giudiziario, di conquistare il potere e di risolversi i suoi problemi.
E tanto per tornare a tempi più recenti, non è stato Veltroni che lo ha riabilitato come leader della coalizione opposta, dopo che i suoi stessi alleati lo avevano scaricato? Era morto e sepolto (politicamente) e il buon Walter lo ha resuscitato come un novello Lazzaro, anzi un lazzaro’.
Lo stesso Walter che neanche due mesi dopo (un tempismo sinistramente perfetto), ha innescato la crisi del governo Prodi con la dichiarazione che ha fatto infuriare Mastella: “Alle prossime elezioni noi correremo da soli“.
Sempre lo stesso Walter che in campagna elettorale si è rifiutato di combattere l’avversario, perché ci vuole rispetto e bisogna saper dialogare con tutti. Anche con chi fa a pezzi la Costituzione?

Se oggi Sua Bassezza è di nuovo al comando dell’Italianic lo dobbiamo a D’Alema, a Veltroni e a tutta questa sinistra che non ha voluto (stavo per scrivere “saputo”, ma la loro non è incapacità) combattere i veri nemici della democrazia; che non ha voluto costruire un’alternativa valida e credibile; che ha approfittato delle occasioni in cui è stata al governo non per raddrizzare le tante storture del nostro povero paese, ma per farsi gli affari propri.
Se avessero un briciolo di responsabilità e di coerenza, sarebbero usciti dall’aula, sì, ma per sempre. L’unica cosa onesta che questa sinistra può fare è dimettersi in massa da tutte le cariche che occupa, e non farsi più vedere. (Oddio, ho messo le parole “onesta” e “sinistra” nella stessa frase…)
Il guaio è che i privilegi di cui godono sono tali che non ci rinunceranno mai volontariamente; privilegi paradossalmente ancora più godibili ora che stanno all’opposizione, dal momento che non hanno la preoccupazione di dover governare. In fondo a loro va bene qualsiasi cosa, purché possano continuare a razzolare liberamente nella greppia che noi gli paghiamo. Ogni tanto sbraitano un po’ per cercare di salvarsi la faccia, magari si ritirano per qualche ora, dicono peste e corna dei loro (presunti) avversari, si invitano in tutte le trasmissioni a recitare la loro parte. Poi si ritrovano per la cena con i loro colleghi, che nel frattempo hanno portato a termine la malefatta del giorno, e si raccontano barzellette sugli italiani.

Quando la nave affonda i topi scappano; e non riusciamo a capire come mai questi invece restano sempre lì. Beh, ho capito il perché: i topi stanno su un’altra nave.
Sarà una lunga notte…

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