Friday 25 May 2012, 03:19

Gli articoli scritti da lia accardi

femminismo, politica, diritti umani

Storie di pirati, di mare e di fame

di mazzetta

pirati

Il sequestro di una nave italiana con alcuni marinai italiani a bordo, ha riportato sui nostri media l’attenzione per i pirati. Un’attenzione selettiva, perché pur essendo somali, della Somalia si parla pochissimo, nonostante sia da anni teatro di tragedie che fanno impallidire terremoti e altre disgrazie. Ma nel nostro paese c’è poco interesse per il destino dei poveri, a maggior ragione se sono negri: migliaia di migranti muoiono da anni nei nostri mari senza suscitare la minima commozione, mentre il governo si fa sempre più ostile nei loro confronti. Lo dimostra la prima storia di mare, quella di uno dei tanti barconi affondati tra la Libia e la Sicilia agli inizi di aprile. Si parlò allora di quasi duecento dispersi in un naufragio, ma la notizia venne passata insieme al “salvataggio” di un altro barcone stracolmo di gente da parte della nostra marina. Tutto vero, ma i “dispersi” che fine hanno fatto? I dispersi sono diventati ufficialmente morti pochi giorni dopo, nel numero esatto di duecentotrentasette. Numero esatto perché nonostante un diffusa convinzione contraria, ciascun migrante ha un passato, una storia, famiglie che non vedrà più e che ora li piange.

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Russia: Morire d’informazione

di Mario Braconi

boburova

Molti dei giornalisti italiani convinti di raccontare verità scomode per il potente di turno dovrebbero fermarsi un attimo. E riflettere sull’immenso valore della testimonianza che stanno dando al mondo i loro colleghi russi che continuano a fare il proprio lavoro, spesso rimettendoci la pelle. La libertà di stampa e di espressione in Russia sono a rischio da anni: oltre ai quotidiani, basta scorrere il report pubblicato a febbraio da Amnesty International su questo argomento: in un anno ben cinque giornalisti sono stati assassinati (tra di essi Anastasia Baburova, praticante presso la ’Novaia Gazetà, uccisa il 19 gennaio scorso dal killer a volto coperto che aveva appena eliminato l’avvocato ed attivista per i diritti umani Stanislav Markelov, che rappresentava Anna Politkovskaia). Alla stampa, in generale vengono regolarmente riservate minacce, quando non percosse, dalla polizia, che si fa beffe dei cartellini identificativi che i giornalisti portano per farsi riconoscere. Il processo ai presunti assassini della giornalista Anna Politkovskaya è stato trasformato in una barzelletta, non si capisce bene se per incapacità investigativa, per dolo o per tutte e due le cose assieme.

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Il libro che nessun editore vuole pubblicare:

Il Ponte e le mafie di Antonio Mazzeo, prefazione di Umberto Santino

www.ritaatria.it

noponte

Carissimi, vi giro - con richiesta di pubblicare e/o far girare, un intervento di Umberto Santino (Centro Impastato di Palermo) su mafia e ponte. Lo ha scritto come prefazione al volume che ho preparato più di un anno fa sull’argomento e che, purtroppo, è ancora alla ricerca di un editore disponibile a pubblicarlo. Che perlomeno circoli la prefazione, allora…
Antonio Mazzeo

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Vaticano. Nascere senza peccato originale

trotuladi Rosa Ana De Santis

Il giornale del Santo Padre ci ha abituati ai divieti categorici sulle nuove pratiche mediche che rendono possibile nuovi approcci alla vita e nuove possibilità di scelta. Il peso cieco dei no grava sulla nascita. no allo screening degli embrioni nelle pratiche di fecondazione assistita, no alla ricerca sulle staminali embrionali, solo per citare gli esempi più recenti che hanno acceso il dibattito su quell’ibrido e infelice esperimento rappresentato dalla legge 40. Altrettanto accade per la morte. No alla possibilità di scegliere di non vegetare senza coscienza. No a un vero testamento biologico. L’eutanasia, nemmeno a pensarci, è materia preziosa per un’esemplare condanna. In preda a una smania da conversione, la legge divina vale per tutti ovviamente e non solo per i seguaci della fede cattolica.. Ma tutto questo non ci scuote né ci sorprende. E’ la dottrina di una fede ben precisa, fondata su dogmi umani d’ispirazione divina – così dicono- che nel corso della storia hanno assunto l’imperturbabilità di un brevetto di origine controllata: Roma e il Vaticano.

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Quando RSF ’gioca’ con la dignità delle donne…

marianneFrancia: scioccante campagna di Reporters sans frontières, in nome della libertà di stampa...

di Marta Marsili

L’appello di Michèle Loup, consigliera regionale de l’Ile de France e presidente dell’Associazione delle Elette/i contro la violenza sulle donne, affinchè la società civile protesti in massa contro la nuova campagna di Reporters sans frontières dedicata alla libertà di stampa.

La campagna in questione ritrae il busto di una Marianne (figura di donna, allegoria della Repubblica francese che incarna i valori rivoluzionari di Liberté, Egalité, Fraternité) con il volto sporco di sangue e il naso rotto, come per aver ricevuto un pugno in piena faccia, a cui si aggiunge l’emblematico slogan “Francamente, se l’è cercata”.

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Gli emiri, il Milan, l’Inter, la Juve e il Ponte sullo Stretto

agoradi Antonio Mazzeo

La notizia dei 500 milioni di euro offerti dall’Abu Dhabi United Group for the Development and Investment (ADGDI) per rilevare il 40% del pacchetto azionario del Milan calcio ha fatto il giro del mondo, mettendo in fibrillazione azionisti, scommettitori e tifosi. Il presidente del Consiglio e proprietario della blasonata squadra italiana, Silvio Berlusconi, ha smentito qualsivoglia trattativa di cessione, ma ci sono troppe strane coincidenze per poter archiviare frettolosamente l’intera vicenda. Innanzitutto perché dietro l’operazione ci sarebbe lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nayhan, membro della famiglia che governa l’emirato di Abu Dhabi, nonché proprietario del Manchester City, team inglese del solo qualche mese fa aveva chiesto di acquistare Kaká dal Milan, in cambio di 108 milioni di euro.

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Donne, diamo vita al "Pacchetto Bellezza"

POLITKOVSKAIAda ritaatria.it

Dedicata ad Anna Politkovskaia, giornalista russa, uccisa perché amava la verità

Per cancellare le violenze che ci vengono fatte
E’ COSI’, siamo infuriate ed esasperate per tutta la valanga di violenza che oggi noi donne italiane e migranti
stiamo subendo a causa di comportamenti maschili oltraggiosi e devastanti!
E’ in atto un tentativo determinato ad annientare la grandezza e la gioiosità femminile che va dalla violenza
sessuale che devasta corpi e anime, esercitata da maschi soli o in branco, sconosciuti o parenti, alla violenza
delle guerre, le cui conseguenze ricadono ancor più sulle donne, sui loro figli e sulle loro case. L’esperienza
femminile ci dice che le guerre da qualunque parte si combattano, usano mezzi che ci sono estranei per i
quali noi donne non siamo altro che “bottino di guerra”.

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Anche le donne s’iscrivono alle ronde?

di Rosa Ana de Santis

da altrenotizie.org

ronde

La notizia arriva dalla Capitale. Non saranno solo i padri e i mariti a improvvisarsi guardiani e giustizieri. Le donne non vogliono rimanere indietro, ci tengono a fare come gli uomini. L’iniziativa è nata dal quartiere Appio, dove si è consumata l’ultima violenza carnale. Si comincia oggi dall’Eur con spray al peperoncino e cappelletti di riconoscimento. Non è ancora chiaro se l’assimilazione agli uomini sarà sulla linea di una violenza spregiudicata e fuori controllo o su quella dell’inutilità permanente che non avrà legittimità di fare alcunché per difendere le potenziali vittime. Non è chiaro semplicemente perché confuso e carente è l’impegno e l’attesa politica di un provvedimento – di cui è in arrivo la direttiva di attuazione – voluto dal governo per dispensare se stesso da un impegno serio e istituzionale sulla sicurezza. … Leggi tutto

Piera Aiello, l’orgoglio di essere donna

di Carmen Valisano

Intervista a Piera Aiello di Carmen Valisano, appena apparsa su Step1 :

Di Piera Aiello non esistono più immagini né registrazioni audio pubbliche: sono tutte segrete. Piera ha un nuovo nome, una nuova vita, una nuova famiglia. Vive in un luogo che chiama «località segreta» con naturalezza, come se si trattasse del nome di una città o di un paesino. Quelli che però pensano di trovarsi davanti ad una persona che ha vissuto due vite diverse si sbagliano di grosso. La madre che, incinta di otto mesi, subiva le violenze del marito Nicolò («perché gli buttavo la droga nel gabinetto», racconta) è la stessa che con orgoglio palese parla dei figli e descrive quella nuova tranquillità per cui ha lottato con i denti.

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