Wednesday 08 February 2012, 19:42

Gli articoli scritti da Enza Panebianco

Le femministe sono felici, anzi felicissime

Gira voce che le donne siano infelici per colpa delle femministe, anzi che le femministe siano propriamente infelici e contagiose. La notizia parte da una ricerca d’oltreoceano e arriva fino a noi con tanto di timbro di grandi quotidiani e solite firmuncole maschiliste [in basso trovate tutti i link].

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Sessualmente parlando

Ci sono uomini che se gli chiedi che ne pensano di quello o di quell’altro è come se li mettessi sotto torchio. Si sentono sotto interrogatorio. Cominciano a sudare freddo, si toccano la faccia, mordicchiano le dita, rannicchiano le gambe. Tutto del loro corpo dice che stanno chiudendo la comunicazione e che soffrono come bestie.

La prima domanda che decisi di fare in tempi non sospetti fu a proposito dell’uso che intendevano fare del pene. Qual era la differenza di destinazione d’uso tra un pene grande e un pene piccolo?

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Femminicidio culturale

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Le insegnanti in lotta contro i licenziamenti di massa

Mentre il mondo si diletta a farsi distrarre dalle faccende più insulse quell’autunno che si prospettava caldo ha avuto inizio in anticipo. In sicilia, da agrigento a palermo le donne, precarie, a rischio di licenziamento hanno occupato i rispettivi provveditorati e stanno protestando in catene e con uno sciopero della fame.

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A Benevento sette donne hanno iniziato la loro battaglia. Seguendo l’esempio degli operai della innse, sono salite sul tetto del provveditorato e hanno piazzato le tende per restarci fino a che non si trova una soluzione. In basso potete leggere il loro documento-appello.

Tutto parte dalla riforma gelmini che prevede, come dice lo striscione delle donne di benevento, il licenziamento di massa di ben 20.000 persone di cui 500 solo in quella città.

La maggior parte dei soggetti colpiti dal provvedimento sono donne. Molte hanno tantissimi anni di anzianità di servizio.

Noi siamo con loro. Buona lotta a tutt*.

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Dal tetto del provveditorato di Benevento un appello a tutti i precari della scuola:

ARRAMPICATEVI ANCHE VOI!

Siamo donne, gran parte di noi madri di famiglia, ogni anno in attesa di una stabilizzazione che non arriva mai, di una garanzia per il futuro, sballottate per oltre 10 anni da una scuola all’altra a tappare i buchi di una scuola pubblica allo sfascio.
Il governo ha deciso per noi: della scuola e degli insegnanti se ne può anche fare a meno. 
Per fare le veline e i tronisti, per mentire ed imbrogliare, per corrompere e arricchirsi, non serve conoscere Socrate o Manzoni.

Serve piuttosto infondere nella società il bene più prezioso sul quale il potere fonda la sua forza e il suo consenso: l’ignoranza.
La nostra colpa, la colpa di ventimila tecnici e insegnanti che vogliono far precipitare nel buco nero della disoccupazione, è il nostro lavoro, il nostro impegno quotidiano, l’alzarsi ogni mattina per compiere un’ attività ormai forse ritenuta da lor signori superflua, deleteria o negativa: l’insegnamento.
Siamo persone semplici, non abbiamo mai impugnato una bandiera o uno striscione fino a poche settimane fà, ma dalla storia abbiamo imparato che la ribellione è l’ultima arma a disposizione contro i soprusi e la prepotenza dei potenti.

Il sapere della moltitudine contro l’ignoranza del potere: è anche questa la nostra battaglia.
Il ministro Gelmini vuole distruggere la scuola pubblica, ma noi non lo permetteremo.
Siamo saliti su questo tetto rovente di giorno e gelido di notte come atto estremo di protesta contro i tagli alla scuola, nella speranza che questo gesto sia anche e soprattutto un raggio di luce per aiutare i più a non chiudere gli occhi, a non lasciarsi intorpidire dal sonno della ragione.
Hanno calpestato i nostri diritti, le nostre speranze, il nostro futuro, solo unendo le nostre forze, mobilitandoci in modo collettivo, possiamo riconquistarli.

La solidarietà è la nostra arma, la stessa arma che ha condotto gli operai della INNSE alla vittoria.
Stanotte resteremo ancora qui sopra e ci addormenteremo con un piccolo sogno nel cuore: risvegliarci al mattino e scoprire che non siamo soli, che sui tetti di 10, 100, 1000 scuole e uffici scolastici, una moltitudine di colleghi, tecnici, studenti, hanno acceso altre centinaia di candele della speranza e della ribellione.
Arrampicatevi sui tetti, se saremo in tanti, vinceremo con la forza della nostra determinazione.
Perchè in gioco non c’è solo il nostro posto di lavoro, ma il sapere e la conoscenza, la speranza e il futuro di un domani migliore.

Patrizia, Elvira, Daniela, Silvana, Mariolina, Pina, Lucia.
Dal Tetto dell’Ufficio Scolastico di Benevento, nel sud ribelle, le sannite agguerrite preparano le forche caudine.

da femminismo a sud

Reagisci!

Se sei una donna che vive una situazione di violenza, reagisci. Se sei una donna che vive una situazione di violenza e hai dei figli, reagisci.

Se tu non reagisci, e non sto dicendo che sia semplice e che se non riesci sei una fallita, ma se tu non reagisci rischi la tua vita e quella dei tuoi figli.

Lascia stare tutto quello che ti hanno detto fino ad ora, che devi essere meno aggressiva, più femminile, dedita alla famiglia, riconoscente per il solo fatto di aver trovato un uomo che ti ha messo una fede al dito. Sono balle!

Tu non devi fare nulla che non vuoi. Basta che guardi dentro di te e capirai cosa ti piace e cosa invece ti produce disagio.

Tu sei una splendida persona, sei bellissima, mille altre persone ti ameranno nel modo giusto se solo tu ti vorrai bene un po’ di più.

Se non reagisci i tuoi figli si sentiranno responsabili per te. Se non reagisci i tuoi figli impareranno a non reagire. Saranno sopraffatti dalla vita, dalle emozioni, dai prepotenti.

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Femminicidio: perchè non si parla mai di lei?

Non avevamo dubbi. Non potevamo concludere il mese d’agosto senza un’altra strage compiuta da un uomo. Ha massacrato la moglie e due figli, uno di 19 anni e l’altro di 4. Poi ha ammazzato anche una donna di 79 anni che li ospitava.

La rassegna stampa non presenta molte diversità. Per tutti i quotidiani online presi in esame lui è principalmente uno malato di disoccupazione, un cassintegrato che per questo motivo avrebbe deciso di fare una carneficina per poi rincoglionirsi di farmaci e alcool. Qui le tesi si discostano. C’è chi dice che in preda al pentimento si sarebbe gettato dal secondo piano e chi invece specifica che – causa rincoglionimento – quando è uscito per aspettare i carabinieri è caduto e ha sbattuto la testa nella legnaia.

Definiamo i significati: innanzitutto la disoccupazione come male che farebbe diventare un sant’uomo un efferato pluriomicida.

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Donne uccise: i maschi non concedono neppure la semilibertà

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Parliamo di femminicidio all’italiana. Lei è una martire o una arpia. Lui è sempre depresso. Nel giro di pochi giorni su parecchi quotidiani avete potuto leggere la storia di Mariagrazia, uccisa dal solito marito che dopo averle tolto la vita si è suicidato, di Rossana, uccisa dal convivente che dopo una fuga si è costituito, di Teresa, uccisa dal marito e poi perfino insultata (era un’arpìa!), di una donna della quale nessuno scrive il nome, che viene massacrata a colpi di accetta da un uomo che aveva già tentato di uccidere la ex moglie, di Rosalia, morta a 17 anni perchè è chiaro che "se mi lasci non vale", di Miriam e Anna, la prima morta per mano certa e la seconda ancora non si sa, di molte altre ancora che se sommate diventano un numero spaventoso del quale ci si rende conto solo a contarle ogni giorno.

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Sicilia: l’eterna colonia per gli affari del nord

Già vi ho parlato dei balletti della maggioranza a proposito di correntoni siculi. A tutta la faccenda berlusconi risponde dicendo che ha un grande piano.

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L’abbiamo preso… il babau

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Alla questura di roma gongolano. L’abbiamo preso, dissero in tivu’. E l’hanno preso facendo il “porta a porta” – continuano – e sfido chiunque a non aver pensato al plastico di bruno vespa e alle analisi psichiatriche di mister ciuffo.

Gli ingredienti ci sono tutti. E’ il mostro d’estate romana. Lo esibiranno presto in quel grande circo che è diventata la capitale.  Zanne, corna, messe sataniche, occhi rovesciati, vomito verde e aramaico antico per il più grande esorcismo del mondo. … Leggi tutto