Thursday 09 February 2012, 15:38

Gli articoli scritti da Antonio Pagliaro

Adesso puoi lasciarmi addio, fotoromanzo a colori

adesso puoi lasciarmi addioC’è lui, vorrebbe fare il tronista di Uomini e Donne ma ha 73 anni e dunque deve accontentarsi di fare il Presidente del Consiglio.

Va in giro da anni circondato da attrici e attricette. E c’è lei che lo attende a casa con i figli. E poi lei improvvisamente si sveglia: ehi, lui era al compleanno di Noemi! Noemi aveva diciassette anni quando lo andava a trovare in hotel o in villa, a Roma, a Milano e in Sardegna.

Noemi aveva diciassette anni, e forse meno, quando vedeva la scrivania del Presidente sommersa di carte e dunque magari cercava posto sotto, cantava il karaoke con lui, lo trovava "tanto sensibile".

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Lo statista che ci trasformò in bestie

confrontoCi sono stati giorni, nemmeno un anno fa, in cui uomini di sinistra scrivevano, dicevano e – temo – pensavano: il Cavaliere governerà bene, di fatto metterà Gianni Letta a Palazzo Chigi come amministratore delegato e lui si occuperà dell’unica cosa che gli interessa davvero: essere ricordato come uno statista. Come il nuovo De Gasperi. Perché già nella scorsa legislatura ha sistemato affari di famiglia e problemi giudiziari, oggi potrebbe avere il coraggio di fare quello che deve fare la destra: costruire uno Stato funzionante. L’antiberlusconismo nel Paese è finito. Basta contrapposizioni!

Già. Dicevano così. Poi, sul grande statista ci hanno fatto anche una puntata di Voyager.

Oggi Veltroni boccheggia, lo statista se la ride e ci trasforma in bestie, a dimostrare che il male è contagioso, che la desolazione morale può solo diffondersi. A lui di Eluana non frega nulla, se no sarebbe intervenuto quando salvarla era ancora possibile. Lui stupra una donna senza coscienza – senza pensieri, senza emozioni, senza sentimenti, una donna che è solo un corpo in cui scorre il sangue, un corpo con le mestruazioni – per uno schifoso calcolo politico. Finge di salvarla quando può solo fallire, per avere una morta da usare come spot, e ci costringe a seguirlo sul suo terreno senza etica per opporci, perché non possiamo fare altro che opporci. Lo statista ci trasforma in bestie. Bestie obbligate a sperare che il corpo di Eluana sopravviva, che la sofferenza di suo padre prosegua, perché se muore, se muore mentre il governo finge di correre per salvarla, allora lui – lo statista – sarà l’eroe, e gli altri – Beppino Englaro, Napolitano, la magistratura – saranno gli assassini. L’avete uccisa voi, col vostro sasso!

Gli assassini! Lo speciale Porta a Porta parlerà dell’omicidio Englaro e il popolo dovrà prenderne atto e dare allo statista maggiori poteri, perché solo con maggiori poteri lui avrebbe potuto salvare Eluana e solo con maggiori poteri potrà salvare tutti noi. E con un bel referendum, cambieremo questa Costituzione sovietica.

Il corpo di Eluana è il corpo dell’Italia e ho paura che ci serva vivo.

Su vibrisse un articolo di Giulio Mozzi sul diverso valore di un’Eluana viva e di un’Eluana morta

La marcia su Udine

circoL’ingresso di Berlusconi nel circo Englaro è un atto così vomitevole da far fare quasi bella figura alla Chiesa. Ho detto quasi. Che almeno i preti ci credono o fingono di crederci, lo fanno perché è la loro religione. Sono osceni nella loro volontà di imporre la loro morale a chiunque, ma almeno si tratta di una morale, sia pur ferma all’anno Mille. Berlusconi no. Berlusconi non crede in nulla e nemmeno finge. E’ chiaro a chiunque che a Berlusconi di Eluana Englaro non interessa nulla. Viva, morta o vegetale, per lui è uguale. Berlusconi non vede mai più lontano del proprio esclusivo interesse. … Leggi tutto

Chi tocca il colonnello muore

omicidio markelovStanislav Markelov era l’avvocato di Anna Politkovskaja ed era l’avvocato che si batteva contro il rilascio anticipato del colonnello Yuri Budanov, l’ufficiale di più alto grado condannato per crimini di guerra da un tribunale russo.

Nel processo contro il colonnello Budanov, Markelov rappresentava la famiglia di Elza Kungaeva, la diciottenne cecena stuprata e uccisa a Khankalà da un gruppo di soldati russi. … Leggi tutto

Che l’orchestra non smetta di suonare

si mangiaL’idea di Berlusconi sul crollo della scuola “è stata una fatalità” è la perfetta sintesi del personaggio, del tutto inadeguato alla politica. D’altra parte, per la scuola di Rivoli si era fatto tutto il possibile: il crocifisso era al suo posto. Dunque, una “drammatica fatalità“. Non esiste l’istituzione, non esiste la responsabilità istituzionale. Il cavaliere Berlusconi non lo fa per male, dentro di lui non esiste proprio l’idea. Nella sua testa è tutto privato: molte cose sono sue, le altre potrebbe comprarle. Ma quella scuola non l’aveva ancora comprata e dunque perché prendersela con lui? Ai genitori di Vito ci pensi Legrottaglie, anche se – certo – non è del Milan. Eventualmente lui – il Presidente – può dirlo a Kakà e Ronaldinho.

Ma basta perdere tempo con queste sciocchezze. Non si parlava di responsabilità? E allora noi cittadini smettiamolo di armeggiare su Facebook alla ricerca degli ex, smettiamola di mettere le foto del gatto e scoprire quale personaggio di Sex and the City sei. Tutto ciò non fa bene all’economia. Corriamo a consumare per evitare la crisi. Comprate, comprate, anche se Annie Leonard – stupida catastrofista, certamente di sinistra – non è d’accordo. Loro – i politici – vedano se riescono a completare la truffa Alitalia e a spostare il culo di Villari, ben piantato sulla sedia (curiosità: ma a quanto ammonta l’indennità per il presidente della Vigilanza Rai che, zitto zitto, Villari sta intascando?). Orlando no, Orlando non andava bene perché lui sa su cosa si fonda questa Repubblica di sangue. Lui conosce i mandanti delle stragi. E dunque stia lontano dalla Rai.

Queste le cose che contano nell’Italia che affonda. Mentre sono Zimbabwe e Mali i Paesi che ci fanno compagnia in tutte le classifiche, per fortuna esclusa quella del calcio e dunque non se ne accorge nessuno. Ma non era lui che era cambiato? Non era lui quello che l’antiberlusconismo è finito e stavolta farà bene perché ormai ha sistemato i suoi affari, non ha nulla da perdere e vuole essere ricordato come grande statista?

Era lui, e da noi millanta il 72% del consenso. Settantadue, attenzione, perché è il dettaglio che conta. Ma all’estero no. All’estero non hanno avuto trent’anni di Mediaset, all’estero si pensa a Berlusconi come uno si ricorda del compagno scemo che faceva le cazzate alle superiori. E gli albanesi sui gommoni invertono la rotta

Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei

barboncinoVilletta Russo (in memoria del tenente Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia nel 1977), Palermo centro. Le palme sono morte, uccise dal punteruolo rosso. Le aiuole sono coperte di cartacce, piatti e bicchieri di carta, residui di cibo. Sulle panchine i resti del bivacco della notte precedente: bottiglie vuote di birra Moretti e di superalcolici, cartoni della pizza. In fondo, qualcuno ha amoreggiato, rimangono i fazzolettini accartocciati. Il rombo di due ciclomotori: salgono sul marciapiede, percorrono il viale fra le aiuole, sgommano sull’erba, vanno a posteggiare a fianco di una panchina. … Leggi tutto

19 luglio 1992 strage di stato annunciata

“Il motivo principale credo sia stato quell’accordo di non belligeranza tra lo stato e il potere mafioso che deve essergli stato prospettato nello studio di un ministro negli incontri di Paolo Borsellino a Roma nei giorni immediatamente precedenti la strage, accordo al quale Paolo deve di sicuro essersi sdegnosamente opposto. … Leggi tutto

Forza Italia

Io ero solito stare dalla parte dell’Italia quando la Spagna finiva eliminata (e anche prima) ma questo non mi pare più possibile da quando quel paese è Berlusconia“, scrive Javier Marias. Ma noi siamo italiani, abbiamo tifato per Paolo Rossi e Bettega, le nostre vite sono scandite dai Mondiali – che da Espana ‘82 ci piace chiamare Mundial – di cui ricordiamo ogni gol e che ci commuoviamo a rivedere su Eurosport Classic, ma solo nel commento originale. Ci commuove Bruno Pizzul che dice “ha il problema di girarsi“, “cincischia a centrocampo” ed “è tutto molto beello“. Ci commuove la voce di Nando Martellini e i suoi infiniti errori. Ci ricordiamo la poltrona su cui eravamo seduti per Italia-Brasile 3-2, che c’era caldissimo fuori e il condizionatore faceva così rumore che la voce di Martellini spariva, che erano le cinque del pomeriggio, che papà era seduto lì e nonno ha perso il terzo gol perché è andato a prendere da bere.

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E alla semplificazione delle pari opportunità estere, Paris Hilton

il semplificatoreIl quarto governo Berlusconi è il peggior governo della storia. Anche dello Zimbabwe. In futuro, per fare peggio di così, re Silvio dovrà chiamare Fabrizio Corona, Totò Riina e Iva Zanicchi. Non è detto che non ci si arrivi. Rimpiangere Mastella si può. … Leggi tutto