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Honduras, perché gli Usa tacciono? Colpa del conflitto Obama- Hillary

Alcuni fedelissimi della Segretaria di Stato americana oggi lavorano attivamente con i golpisti.

Tom Hayden
La politica americana confrontata al colpo di Stato del 28 giugno (che ha detronizzato il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya, sostituendolo con Roberto Micheletti), rischia di sprofondare nella confusione a causa delle divergenze tra il Presidente Barack Obama e la Segretaria di Stato Hillary Clinton.
Questi contrasti vengono da lontano, almeno dalle primarie del 2008 quando i due si sfidarono per l’investitura presidenziale.

Obama difendeva una nuova concezione della diplomazia, allo stesso tempo diretta e multilaterale, mentre Mrs Clinton sosteneva una linea più intransigente e più vivina alla tradizione statunitense.
Oggi Obama si è impegnato, assieme all’Organizzazione degli Stati americani (Oea) a esercitare pressioni sul nuovo regime in Honduras per isolarlo dal resto del continente. Non a caso è stato definito dal "ministro degli Esteri" del regime come «un piccolo negro che non sa dove sia situata Tegucigalpa». Il che la dice lunga sullo stato d’animo dei golpisti.
La Segretaria Clinton, che ufficialmente sostiene l’iniziativa di Obama all’Oea, coltiva tuttavia dei legami dubbiosi con i responsabili del colpo di Stato attraverso due fedelissimi. In primis Lanny Davis, che fu il suo pugnace addetto stampa durante la campagna per le primarie democratiche e che oggi si occupa delle relazioni esterne dell’amministrazione sostenendo di fatto l’uomo forte dell’Honduras Roberto Micheletti.
Appena assunte le sue funzioni, Davis ha immediatamente annunciato che il "ministro degli Esteri" Enrique Ortez è stato silurato per aver trattato Obama da «piccolo negro ignorante». E ora si è impegnato nell’orchestrare una grande offensiva mediatica destinata a far cambiare la politica del presidente nei confronti dell’Honduras. L’obbiettivo di Davis consiste nel convincere Obama ad assumere posizioni meno critiche verso i golpisti al fine di mettere in piedi dei negoziati senza orientazioni precise, interminabili, che darebbero tempo al nuovo governo di consolidare il suo potere.
Parallelamente, un altro fedelissimo di Hillary Clinton, Bennet Ratcliff, è stato nominato ad entrare nell’équipe che conduce i negoziati in nome dei golpisti nei colloqui iniziati il 9 luglio in Costarica per trovare una via d’uscita alla crisi. Secondo una fonte citata dal New York Times , «ogni proposta avanzata dal gruppo di Micheletti è stata redatta o comunque approvata dal signor Ratcliff».
In tal senso Obama non potrà continuare a sostenere la strategia di isolamento di golpisti sancita dall’Oea e allo stesso tempo tollerare che dei consiglieri legati a Hillary Clinton facciano lobbismo in favora di un gopverno nato da un colpo di mano militare. Anche il mediatore designato da Clinton, il presidente del Costarica Oscar Arias, ha detto agli americani che le elezioni honduregne previste per settembre sarebbero illegittime se organizzate dai golpisti.
Obama potrebbe adottare varie misure per inasprire le sue posizioni e mostrare che disapprova il corso attuale degli eventi in Honduras. Richiamare l’ambasciatore americano sembra una mossa auspicabile. Obama potrebbe anche decidere di sospendere il versamento di 18,5 milioni di dollari di finanziamenti militari previsti per l’Honduras e congelare i 1810 milioni di dollari di aiuti già annunciati. La legalità di questi trasferimenti di denaro è a questo punto discutibile. L’emendamento Leahy del 1997 alla legge che stabilisce gli aiuti internazionali degli Stati Uniti vieta l’invio di risorse verso i regimi militari che hanno rovesciato dei governi democratici. E’ prorpio quel che ha fatto l’esercito honduregno lo scorso 28 giugno.
Una recente gaffe commessa da Hillary Clinton mentre parlava di un altro paese dell’America latina, lascia molto da pensare. La nostra più alta responsabile in politica estera ha infatti dichiarato che l’Iran starebbe costruendo una gigantesca ambasciata in Nicaragua: «Immaginate a cosa potrà servire», ha insinuato. Peccato che questa informazione fosse del tutto falsa. Sono forse stati i suoi vecchi amici che hanno portato la Segretaria di Stato a prendere lucciole per lanterne?
Huffington Post

Tratto e tradotto da LIBERAZIONE, del 6 Agosto 2009. (http://liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=06/08/2009)

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