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Distorsioni in materia di pubblica sicurezza

Lo scorso 15 luglio, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la famosa legge sulle “Disposizioni in materia di pubblica sicurezza”, nonostante l’ampia movimentazione della gente, intellettuali e persone comuni. [Trovate una scheda con le nuove disposizioni qui.]

Napolitano avrebbe dovuto opporre un deciso rifiuto alla firma, in quanto l’attentato ai diritti basilari della persona sanciti dalla Costituzione (oltre che dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e tutte le convenzioni internazionali) è palese ed evidente anche a chi non sia esperto di diritto costituzionale.

Per cominciare, con il divieto ai matrimoni misti si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

Allo stesso modo, vorrei chiedere al presidente se secondo lui non è lesivo dei diritti della persona la discriminazione che impedirà di curarsi o curare i propri figli e familiari, di inviare denaro all’estero, di affittare un appartamento, di ottenere atti civili.
Pensate: le madri non potranno più riconoscere i propri figli, e saranno costrette a nasconderli e a non portarli a scuola o dal medico, per evitare che lo stato li possa rubare, rapire, per darli in adozione a coppie in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Viene sottratto ai bambini ed alle bambine il diritto basilare ad un nome (previsto dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia si e’ impegnata a rispettare), all’istruzione, alla salute, li si costringerà, insieme ai loro genitori, alla marginalità, all’invisibilità.

Mai nella storia italiana si era giunti così in basso. Mai, neppure nelle leggi razziali del 1938, era stata toccata tale barbarie: sottrarre i figli alle legittime madri. Una donna italiana ritenuta colpevole di assassinio, strage o genocidio può comunque tenere con sé il proprio figlio, ma evidentemente per il parlamento italiano il reato di clandestinità, che Napolitano, garante della Costituzione, ha avallato, è più grave ancora.

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A codesti politici razzisti, squallidi avvoltoi che si pongono al di fuori della Comunità internazionale, della civiltà, che vorrebbero procedere in retromarcia il cammino della Storia annullando le conquiste della razza umana…
a questo popolo che è stato servo, migrante, mendicante di briciole alla mensa degli altri Paesi (e che tornerà presto a mendicare, cercando lavoro), a questo popolo di ladri, truffatori e fascisti, a questo popolo che non conosce o ha dimenticato il valore della solidarietà, della libertà, dell’uguaglianza, della convivenza, dell’aiuto reciproco…
a questi tristi figuri che incontro per strada, nei negozi, negli uffici, in autobus, sub-umani, feccia del genere animale, io faccio una promessa, attraverso le parole di Peppe Sini:

Accadde molti anni fa a chi scrive queste righe di coordinare per l’Italia una campagna di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano.
Ricordo chi mi diceva che era un impegno generoso ma inutile, che quel regime sarebbe durato mill’anni ancora.
Non è andata così in Sudafrica.
Non andrà così in Italia, non si illudano i razzisti al governo.
Ancora è nostro quell’antico canto:
WE SHALL OVERCOME.

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