Friday 10 February 2012, 02:45

Walter Veltroni lavora alla legge sul conflitto d’interesse!

giustiniano Dante Alighieri impiegò circa 16 anni per scrivere la “Divina Commedia”, Alessandro Manzoni quasi 20 per passare dal “Fermo e Lucia” ai “Promessi sposi”.

La notizia che Walter Veltroni stia personalmente redigendo la “legge sul conflitto d’interessi”, che il centrosinistra doveva fare 15 anni fa (e che a meno che non sia ispirata direttamente da Patrizia, Noemi e altri autorevoli esponenti del PDL non passerà mai), ci restituisce il polso di un momento storico nel quale uno non sa se dire “finalmente, meglio tardi che mai” o contrirsi all’evanescenza di un progetto presentato solo a futura memoria e che non giungerà mai neanche in aula.

Attendiamo quindi senza nessuna trepidazione (tanto, a questo punto) la titanicità di un’Opera pensata per sfidare i millenni neanche fosse il “Corpus iuris civilis” di Giustiniano (per il quale, detto tra noi, bastarono cinque anni).

Don Walter il visionario, a pochi mesi dal passo indietro dalla segreteria del PD che commosse il mondo, fa dunque passi avanti e si sgranchisce le gambe. Farà campagna per Dario Franceschini (se fossi il ferrarese toccherei ferro), vuole impegnarsi nell’antimafia (perché non prima?) e scrive la magna opera sul conflitto d’interessi.

Caspita, ha scomodato perfino Roberto Zaccaria, ma dovrà costargli moltissimo un passo così conflittuale come “ci deve essere incompatibilità tra funzioni pubbliche e possesso di mezzi di comunicazione”, detto così, senza nemmeno la scappatoia di un “ma anche”.

Sbaglia chi pensa che un dirigente come Veltroni sia comunque una risorsa per il partito e il paese. Non lo è, ce ne sono ben altre di risorse, il suo tempo è passato come dimostra la tardività di questo progetto di legge. Se fosse coerente con se stesso si sarebbe già dimesso anche da deputato. Anzi in questo scrivere solo oggi finalmente una legge che ebbe il potere di scrivere e far approvare più di una volta da una maggioranza parlamentare (nella XII, XIII e pure nella XV legislatura) c’è tutta l’inconsistenza, il volontarismo, l’eroismo sterile e fine a se stesso del personaggio.

Non solo: in quest’annuncio, che più che tardivo è anacronistico, c’è la sconfitta epocale di un’intera classe dirigente, quella post-comunista e quella della sinistra DC alla prima strutturalmente alleata in questi tre lustri fino al PD. Lenta, timida, spesso connivente, culturalmente succube, forse con fumosi ideali ma sicuramente senza idee, sulla quale ricadrà per intero la responsabilità di aver incaprettato l’Italia al berlusconismo che, come ebbe il coraggio di affermare Alberto Asor Rosa, è oramai il punto più basso della storia del nostro paese dall’Unità ad oggi, fascismo compreso.

Berlusconi vince a mani basse perché l’opposizione politica ha la responsabilità storica di non aver voluto e saputo fare opposizione anche quando era governo, per esempio con una legge seria sul conflitto d’interessi. Per esempio arrivando a preferire la demonizzazione delle piazze quando queste si sono manifestate, dai movimenti ai girotondi. Per esempio preferendo dialogare con il nemico, qual è Berlusconi che non è certo un semplice avversario politico, arroccandosi nel Palazzo piuttosto che parlare con la società civile.

Ed è perché non c’è opposizione nel Palazzo per colpa di Veltroni, D’Alema, Bertinotti, Rutelli, Pecoraro Scanio e le loro rispettive corti dei miracoli, che Silvio Berlusconi sta a Palazzo Chigi e infesta da trent’anni il paese con i suoi miasmi televisivi (grazie al tuo caro Bettino Craxi, Veltroni!), invece di stare nel luogo dove un corrotto e corruttore come lui dovrebbe stare: in galera.

In Africa (per il bene degli africani) è meglio che non vada Walter Veltroni. Ma Don Walter non aveva comprato una bella casa a New York con vista su Central Park dove andare in pensione?



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  1. Peppe Dantini | 18 luglio 2009 11:58 | Rispondi

    Condivido il giudizio su Veltroni, sulle colpe della sinistra e tutto il resto. Ma non ci dimentichiamo che la legge sul conflitto di interessi in Italia esiste dal 1957 (n. 361 del 30/03/1957).
    Se quella legge fosse stata applicata, Silvio non sarebbe entrato in parlamento nel 1994. Con conseguenze che possiamo solo immaginare. Invece la sinistra si guardò bene dal pretendere il rispetto della legge; e questo, in sede di giunta per le elezioni, per ben due volte, nel 1994 e nel 1996.
    http://www.gennarocarotenuto.it/9328-grillo-al-pd-e-io-mi-candido-a-papa/

  2. Werner Travagliati | 18 luglio 2009 12:36 | Rispondi

    Non ci dobbiamo fidare mai più di veltroni che è in politica da un millennio e gioca a fare il verginello per aiutare l’amico degli amici silvio. A casa e mai più a rappresentare nessuno. Basta Mafiosi in parlamento. Qualunque parlamento.

  3. morenz | 18 luglio 2009 14:21 | Rispondi

    Anche se non voto PD, sono “atterrito” di fronte a questi personaggi che non si sono resi conto neanche della colossale figura di m…. che Grillo è riuscito a far fare loro.
    Qualche volta mi chiedo se non siano veramente conniventi al 100%, visto che non posso credere che persone apparentemente così stupide siano al potere.
    Forse potremmo imparare una cosa da Grillo: iscriviamoci al PD (anche se un po’ mi ripugna e sono allergico alle tessere) e iniziamo a rompere le scatole come fa lui (non per forza PER lui…). Gli interventi alle assemblee societarie mi sembrano l’atto più efficace del “comico”.
    La cricca non si farà da parte da sola, bisogna smuoverla.

  4. Pietro Lasalvia | 18 luglio 2009 18:20 | Rispondi

    Mi lascia senza parole il fatto che questa gente inutile pretenda al contrario di essere assolutamente indispensabile. E’ semplicemente grottesco.

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  1. Da Compagni indietro, il gran partito… : Giornalismo partecipativo | lug 20, 2009

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