Honduras, l’isola dei famosi, la normalizzazione del silenzio e degli squadroni della morte
Archiviato in: America latina, Clima, energia, scienza, Disinformazione, Globalizzazione, Neoliberismo, Politica internazionale, Primo piano, Sottosviluppo
Si sono spente le luci e se ne va perfino l’ “Isola dei famosi” dall’Honduras mentre si rafforza la resistenza popolare (nella foto di Giorgio Trucchi), si espellono i giornalisti e la diplomazia si impantana in trattative che convengono solo ai golpisti.
Roberto Micheletti, il dittatore di Bergamo alta che ripartendo dal Costa Rica ha dichiarato di aver bisogno di qualche giorno di riposo, intanto manda i suoi squadroni della morte ad ammazzare il sindacalista Róger Bados e fa un’offerta irricevibile al presidente legittimo Mel Zelaya: vieni, consegnati, ti processiamo e poi ti amnistiamo. Buonasera!
I giornalisti dei grandi media commerciali intanto se ne sono andati spontaneamente. Fa caldo e se non la polizia, che non torce loro un capello, Tegucigalpa è comunque brutta e pericolosa come San Salvador, Medellin o Caracas. Si muore e si continuerà a morire per niente di povertà e violenza urbana, che al potere ci sia Mel Zelaya o Roberto Micheletti. Rocco Cotroneo del Corriere della Sera si vanagloria di essersi catapultato direttamente a Miami e perfino Federico Mastrogiovanni, amico e freelance, è partito rumbo a Nicaragua.
Quei pochi che volevano rimanere, Telesur e VTV, invece sono stati arrestati, chiusi in albergo, malmenati, presi di peso, ed espulsi dal paese. Così i grandi media non saranno più costretti all’imbarazzo del condizionale “secondo l’emittente chavista Telesur avrebbero ammazzato un ragazzo [davanti agli occhi di migliaia di persone]”. Se non ci fosse stata Telesur a trasmettere in diretta quell’omicidio le tre scimmiette non avrebbero visto nulla così come non vedranno i prossimi omicidi di una repressione così forte da poter eliminare il coprifuoco. Occhio non vede, cuore non duole. Del resto in Honduras non succede nulla, lo dice Micheletti, e nessuno verificherà la notizia che Róger Bados, un sindacalista e un militante dell’organizzazione Bloque popular è stato assassinato ieri in casa sua da uno squadrone della morte a San Pedro Sula, la città industriale nel nord del paese.
Invece trova spazio sui media il fatto che se ne va dall’Honduras “l’isola dei famosi”, che cerca ora un’altra location da qualche parte nel mar dei Caraibi. Chissà se davvero vanno via per il colpo di stato o perché tre anni di reality show erano già sufficienti a lanciare il nome di Cayo Cochinos, la baia favolosa ex incontaminata dove si realizzava lo spettacolino di Rai2 e dove verrà realizzata una delle più grandi speculazioni edilizie ed ecomostro di tutto il Centroamerica. Venite a fare il bagno nella spiaggia dei famosi. Il primo giro lo offre Micheletti.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















cometa | 14 luglio 2009 08:42 | Rispondi
Se la ventata di sinistra in America latina non si arresta, ciò che non si può controllare attraverso regolari elezioni lo si strappa con la forza. Uno scenario che conosciamo. Mi pare che Obama non si stia dimostrando così indipendente dai giochetti imperialistici nordamericani a cui siamo tristemente avvezzi, nel famoso “cortile di casa”. Tuttavia, come insegna la storia (Carter e Iran-Contras, per es.), il cortile di casa non si limita al latinoamerica.
Non seguo il filo rosso che unisce globalmente lo scenario politico internazionale in questo momento, ma ciò che vedo non mi lascia per niente tranquillo.
Qualcuno mi illumina?
guido cappelli | 16 luglio 2009 20:26 | Rispondi
Guarda come l’ultradestra spagnola manipola in combutta coi fasciti honduregni:
http://www.libertaddigital.com/mundo/chavez-prepara-la-vuelta-de-zelaya-a-honduras-con-la-infiltracion-de-grupos-armados-1276365130/