Friday 10 February 2012, 05:19

Nigeria, sabotati oleodotti Shell e Agip. L’ENI: "persa la produzione di 24 mila barili al giorno"

Militanti del MendIl Movimento per l’emancipazione del delta del Niger ha rivendicato due attacchi a oleodotti della Royal Dutch Shell e dell’Agip (Eni) nel delta del Niger. Mentre il presidente nigeriano Yar’Adua arriva in Italia per il G20 il cane a sei zampe torna nel mirino dei militanti.
”La piaga del sabotaggio – scrive il portavoce del Mend Jomo Gbomo – e’ scesa pesantemente sulle principali condotte di greggio della Shell e dell’Agip nello stato di Bayelsa”. "L’impianto Agip, che collega il terminale di esportazione di Brass della società, è esploso presso Nembe Creek, mentre l’oleodotto della Shell è stata attaccato vicino al villaggio di Asawo".

Nessuna conferma dell’attacco è arrivata dalle autorità locali. In serata l’attacco viene confermato con un comunicato stampa pubblicato sul sito della società del cane a sei zampe. “Eni rende noto che si è verificato un sabotaggio lungo l’oleodotto a nord di Brass, in Nigeria. La perdita di produzione, si legge nella nota, si attesta a circa 24.000 barili di petrolio al giorno, di cui 4.800 barili al giorno in quota Eni.”
L’Eni torna nuovamente nel mirino dei militanti, dopo l’attacco portato la notte tra il 18 e il 19 giugno ad un oleodotto nella stessa zona di Nembe Creek che era costato un produzione giornaliera 33 mila barili, con l’attacco di oggi si riduce ancora la produzione del paese e della nostra compagnia. Dopo che la Chevron ha ritirato il suo personale dalla zona del delta il Mend aveva invitato le altre compagnie a seguirne l’esempio per evitare che i lavoratori possano rimanere coinvolti nel conflitto.
Venerdì scorso il nuovo ultimatum: “Vogliamo er mettere in guardia le restanti aziende che operano nella regione, vale a dire Agip (Eni), Total, Shell e Exxon Mobil a lasciare il delta del Niger mentre c’è ancora tempo perché entro le prossime 72 ore l’uragano Piper Alpha si trasformerà nell’uragano Mosè”.

Dovrebbe essere arrivato in Italia per il G20 il Presidente nigeriano Yar’Adua, il condizionale è obbligato dalle precarie condizioni di salute del presidente. Secondo alcuni quotidiani del paese africano Yar’Adua potrebbe essersi recato in Germania per curarsi.



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  1. Freedom Pentimalli | 12 luglio 2009 20:43 | Rispondi

    Il perchè di queste rivolte? Ce ne sono fin troppi, ma due su tutti: non solo dei miliardi e miliardi di euro annui che la Eni fattura grazie a quelle risorse non lascia nemmeno le briciole in modo che si investano per l’interesse pubblico di quelle regioni, ma è anche in grado di inquinare in modo spaventoso…il delta del Niger è una regione ricchissima di corsi d’acqua, dai quali i pescatori traevano sostentamento; ma adesso che quei corsi d’acqua sono diventati neri, e i pesci vi galleggiano morti a pancia in su, per le fuoriuscite di petrolio dalle condutture non ci si impegna neanche in una bonifica… cosa lasciamo noi a quelle popolazioni? la fame e la miseria….e poi devo sentire Emilio Fede che in una puntata di Password dedicata agli immigrati, si chiede perchè mai non se ne restano a casa loro, gli immigrati. Non so se sia più ignoranza o egoismo, fatto sta che in Italia si è sempre meno lungimiranti: le direttive sugli immigrati contenute nell’ultimo decreto sicurezza cosa sono se non figlie della miopia?…per tornare all’argomento, ben vengano i sabotaggi del MEND, io credo; anche se ogni giorno sfrutto anche io un pò di quelle risorse e sono certamente complice di questo sistema, sono felice di essere cosciente del fatto che sono loro, il MEND e la gente che rappresenta, quelli dal lato giusto della della storia in questione… purtroppo servono a poco questi discorsi astratti, quello che ho scritto è solo un mucchio di parole, forse contraddittorie. Quello che spero più vivamente è che la politica e la burocrazia deglia stati africani in generale non si vendano alle multinazionali, girando le spalle ai loro paesi, facendosi corrompere… l’Africa ha sofferto già troppo a causa del resto del mondo, non merita di morire di fame per mano dei propri figli.

  2. dema | 13 luglio 2009 20:31 | Rispondi

    su questo tema segnalerei: “Nigeria: secondo Amnesty Shell e Eni responsabili di violazioni di diritti umani” a questo link:
    http://www.asud.net/index.php?option=com_content&view=article&id=664%3Anigeria-secondo-amnesty-shell-e-eni-responsabili-di-violazioni-di-diritti-umani&catid=7%3Amondo&Itemid=38&lang=it

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