<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Repubblica dominicana: donne che difendono i diritti umani &#8211; il caso di Sonia Pierre</title>
	<atom:link href="http://www.gennarocarotenuto.it/9054-repubblica-dominicana-donne-che-difendono-i-diritti-umani-il-caso-di-sonia-pierre/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gennarocarotenuto.it/9054-repubblica-dominicana-donne-che-difendono-i-diritti-umani-il-caso-di-sonia-pierre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=repubblica-dominicana-donne-che-difendono-i-diritti-umani-il-caso-di-sonia-pierre</link>
	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 May 2012 13:43:37 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
	<item>
		<title>Di: Kuda</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/9054-repubblica-dominicana-donne-che-difendono-i-diritti-umani-il-caso-di-sonia-pierre/comment-page-1/#comment-8479</link>
		<dc:creator>Kuda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:16:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/?p=9054#comment-8479</guid>
		<description>Il caso è chiuso, ho incontrato Sonia nell&#039;agosto del 2008, non ci sono più problemi per i suoi documenti. Il caso era nato dopo che Sonia, nel ricevere il Premio Fondazione Bob Kennedy aveva sollevato a gran voce il problema degli haitiani provocando anche un&#039;ispezione dell&#039;ONU e del Dipartimento di Stato USA. Ora il problema però, se volete, è molto peggio, vi è in corso la riforma della costituzione dominicana, si passerà dalla jus soli allo jus sanguinis, di fatto non saranno più dominicani i nati in RD ma solo i nati da figli di dominicani, creando un grandissimo problema per i figli dell&#039;oltre milioni di haitiani che risiede in RD. Questo appello non va più spedito, ma va denunciato il cambio in corso nella Costituzione. Kuda (da anni vcooperante in RD)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso è chiuso, ho incontrato Sonia nell&#8217;agosto del 2008, non ci sono più problemi per i suoi documenti. Il caso era nato dopo che Sonia, nel ricevere il Premio Fondazione Bob Kennedy aveva sollevato a gran voce il problema degli haitiani provocando anche un&#8217;ispezione dell&#8217;ONU e del Dipartimento di Stato USA. Ora il problema però, se volete, è molto peggio, vi è in corso la riforma della costituzione dominicana, si passerà dalla jus soli allo jus sanguinis, di fatto non saranno più dominicani i nati in RD ma solo i nati da figli di dominicani, creando un grandissimo problema per i figli dell&#8217;oltre milioni di haitiani che risiede in RD. Questo appello non va più spedito, ma va denunciato il cambio in corso nella Costituzione. Kuda (da anni vcooperante in RD)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rudi Menin</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/9054-repubblica-dominicana-donne-che-difendono-i-diritti-umani-il-caso-di-sonia-pierre/comment-page-1/#comment-7965</link>
		<dc:creator>Rudi Menin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 22:14:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/?p=9054#comment-7965</guid>
		<description>Quando, qualche tempo fa, un sindaco del nordest fece illuminare sui display del suo paese l&#039; assurda scritta che consigliava ai suoi concittadini di emigrare all&#039; estero come clandestini per poter vivere meglio, subito mi venne in mente la condizione degli haitiani che vivono, in questo stato di clandestinità, nella Repubblica Dominicana. Così mi resi conto del grado di idiozia che uno slogan del genere potesse avere, nonostante l&#039; enorme plauso ricevuto dagli autoctoni salvo che, guarda un po&#039;, nessuno abbia poi seguito quella che, anche se provocatoria, era una castroneria vera e propria. Dajabon è una città della Rep. Dominicana che gli stessi abitanti dominicani la collocano alla &quot;fine del mondo&quot;, al confine con Haiti da cui è divisa da un ponte sotto il quale passa il rio masacre. Lontanissima dai &quot;paradisi&quot; tropicali promessi dai tour operator, con i miei occhi ho visto, nella città in cui, tempo fa, il macellaio Trujillo fece massacrare decine di migliaia di haitiani, le condizioni di vita dei poveri cittadini di Haiti. Inerme, impotente, ho assistito a numerose scene in cui la polizia dominicana sopraggiungeva a sorpresa, li picchiava e li caricava nei propri mezzi per poi partire a sirene spiegate. Fuggono da un paese disperato come il proprio e si ritrovano a vivere, da clandestini, in condizioni a dir poco disumane. Fanno i peggiori lavori, sono pagati una miseria, quando sono pagati, e lottano continuamente per il mantenimento propria dignità.... Ecco perchè è un dovere firmare questo appello...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando, qualche tempo fa, un sindaco del nordest fece illuminare sui display del suo paese l&#8217; assurda scritta che consigliava ai suoi concittadini di emigrare all&#8217; estero come clandestini per poter vivere meglio, subito mi venne in mente la condizione degli haitiani che vivono, in questo stato di clandestinità, nella Repubblica Dominicana. Così mi resi conto del grado di idiozia che uno slogan del genere potesse avere, nonostante l&#8217; enorme plauso ricevuto dagli autoctoni salvo che, guarda un po&#8217;, nessuno abbia poi seguito quella che, anche se provocatoria, era una castroneria vera e propria. Dajabon è una città della Rep. Dominicana che gli stessi abitanti dominicani la collocano alla &#8220;fine del mondo&#8221;, al confine con Haiti da cui è divisa da un ponte sotto il quale passa il rio masacre. Lontanissima dai &#8220;paradisi&#8221; tropicali promessi dai tour operator, con i miei occhi ho visto, nella città in cui, tempo fa, il macellaio Trujillo fece massacrare decine di migliaia di haitiani, le condizioni di vita dei poveri cittadini di Haiti. Inerme, impotente, ho assistito a numerose scene in cui la polizia dominicana sopraggiungeva a sorpresa, li picchiava e li caricava nei propri mezzi per poi partire a sirene spiegate. Fuggono da un paese disperato come il proprio e si ritrovano a vivere, da clandestini, in condizioni a dir poco disumane. Fanno i peggiori lavori, sono pagati una miseria, quando sono pagati, e lottano continuamente per il mantenimento propria dignità&#8230;. Ecco perchè è un dovere firmare questo appello&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

