Friday 10 February 2012, 04:53

Repubblica dominicana: donne che difendono i diritti umani – il caso di Sonia Pierre

soniahead Sembra proprio che non ci sia nulla di sbagliato in questo paese nel difendere i diritti umani. Quello che sembra sbagliato è difendere i diritti della comunità dominico – haitiana". (Sonia Pierre)

Sonia Pierre, direttrice esecutiva dell’organizzazione per i diritti umani Movimento delle donne dominico-haitiane (Mudha), che combatte le discriminazioni nei confronti della comunità haitiana nella Repubblica dominicana è stata minacciata e perseguitata a causa del suo lavoro. Il Mudha fa parte della Rete di incontro di persone dominico-haitiane "Jacques Viau", che lavora per combattere i pregiudizi contro gli haitiani e il razzismo nel paese. La Rete si occupa di assicurare che i dominicani di discendenza haitiana ricevano la nazionalità dominicana e godano pienamente dei loro diritti come cittadini ; lavora insieme al Network di frontiera "Jano Siksè", una rete di organizzazioni di base haitiane e dominicane che monitora le violazioni dei diritti umani, inclusi i trasferimenti collettivi o arbitrari e i maltrattamenti ad opera dei membri delle forze di sicurezza ai confini tra Haiti e la Repubblica Dominicana.

Sonia Pierre è stata il bersaglio di ripetute minacce a causa del suo impegno in favore dei diritti umani. Nell’agosto 2000, la Corte interamericana dei diritti umani ha esortato le autorità dominicane ad attivare misure di protezione nei suoi confronti. Ciò nonostante, nel 2005, Sonia è stata costretta a lasciare la Repubblica dominicana, insieme ai suoi bambini, a seguito di numerose minacce.

Nel 2007, il presidente del National Border Council ha dichiarato che oltre un milione di haitiani è in possesso di documenti falsificati nella Repubblica dominicana e ha espressamente citato il nome di Sonia Pierre. E stata anche ordinata un’inchiesta per accertare la veridicità del certificato di nascita di Sonia che si è conclusa, dopo mesi di incertezza, con una sentenza a suo favore; è stato evidente che si era trattato di un ulteriore tentativo di intimidirla a causa del suo impegno in favore dei diritti della comunità haitiana nella Repubblica dominicana.

President S.E. Leonel Fernández
Presidente de la República
Palacio Nacional
Santo Domingo
Dominican Republic
Fax: +1 809 682 0827

President Sr. Franklin Almeyda Rancier
Secretario de Estado de Interior y Policía
Ave. México, Esq. Leopoldo Navarro, Edif.
Oficinas Gubernamentales
Santo DomingoDominican Republic
Fax: +1 809 685 1194

Egregio Presidente,
Egregio Segretario di Stato,

Ci rivolgiamo a Voi in relazione al caso di Sonia Pierre, un’attivista dei diritti umani che lavora intensamente affinché i dominicani di discendenza haitiana nati nella Repubblica dominicana ricevano la nazionalità dominicana e godano di tutti i diritti che spettano loro in virtù della cittadinanza.

Desideriamo sottolineare l’importante contributo che Sonia Pierre ed organizzazioni come il Movimento delle donne dominico-haitiane (Mudha) o la Rete di incontro dominico-haitiana "Jacques Viau" apportano alla tutela e alla promozione dei diritti dei migranti haitiani e dei dominicani di discendenza haitiana.

Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per la campagna volta a screditare sia Sonia Pierre sia il Mudha. Pertanto, chiediamo alle autorità che, così come sollecitato dalla Corte interamericana dei diritti umani, sia garantita protezione a Sonia Pierre.

Per concludere, esprimiamo inquietudine per la discriminazione e gli abusi di cui soffrono gli immigrati haitiani e i dominicani di origini haitiane e chiediamo che le autorità rispettino i loro diritti umani. Conformemente agli obblighi che derivano dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, chiediamo che si riconosca la legittimità dell’attività degli attivisti e delle attiviste per i diritti umani e il loro diritto a lavorare senza timore di subire rappresaglie.

Vi ringraziamo per l’attenzione.

Amnesty International



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

RSS Feed for This Post 2 Commenti

  1. Rudi Menin | 6 luglio 2009 00:14 | Rispondi

    Quando, qualche tempo fa, un sindaco del nordest fece illuminare sui display del suo paese l’ assurda scritta che consigliava ai suoi concittadini di emigrare all’ estero come clandestini per poter vivere meglio, subito mi venne in mente la condizione degli haitiani che vivono, in questo stato di clandestinità, nella Repubblica Dominicana. Così mi resi conto del grado di idiozia che uno slogan del genere potesse avere, nonostante l’ enorme plauso ricevuto dagli autoctoni salvo che, guarda un po’, nessuno abbia poi seguito quella che, anche se provocatoria, era una castroneria vera e propria. Dajabon è una città della Rep. Dominicana che gli stessi abitanti dominicani la collocano alla “fine del mondo”, al confine con Haiti da cui è divisa da un ponte sotto il quale passa il rio masacre. Lontanissima dai “paradisi” tropicali promessi dai tour operator, con i miei occhi ho visto, nella città in cui, tempo fa, il macellaio Trujillo fece massacrare decine di migliaia di haitiani, le condizioni di vita dei poveri cittadini di Haiti. Inerme, impotente, ho assistito a numerose scene in cui la polizia dominicana sopraggiungeva a sorpresa, li picchiava e li caricava nei propri mezzi per poi partire a sirene spiegate. Fuggono da un paese disperato come il proprio e si ritrovano a vivere, da clandestini, in condizioni a dir poco disumane. Fanno i peggiori lavori, sono pagati una miseria, quando sono pagati, e lottano continuamente per il mantenimento propria dignità…. Ecco perchè è un dovere firmare questo appello…

  2. Kuda | 3 settembre 2009 14:16 | Rispondi

    Il caso è chiuso, ho incontrato Sonia nell’agosto del 2008, non ci sono più problemi per i suoi documenti. Il caso era nato dopo che Sonia, nel ricevere il Premio Fondazione Bob Kennedy aveva sollevato a gran voce il problema degli haitiani provocando anche un’ispezione dell’ONU e del Dipartimento di Stato USA. Ora il problema però, se volete, è molto peggio, vi è in corso la riforma della costituzione dominicana, si passerà dalla jus soli allo jus sanguinis, di fatto non saranno più dominicani i nati in RD ma solo i nati da figli di dominicani, creando un grandissimo problema per i figli dell’oltre milioni di haitiani che risiede in RD. Questo appello non va più spedito, ma va denunciato il cambio in corso nella Costituzione. Kuda (da anni vcooperante in RD)

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.