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Manuel Zelaya parla all’ONU a New York e giovedì vuol tornare in Honduras

090630040905_sp_zelaya_ap_283 Il presidente Manuel Zelaya sta parlando in questi minuti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L’attivismo della diplomazia poche volte ha potuto concentrare tanto consenso rispetto a una battaglia civile quale quella del rifiuto del golpe in Honduras.

Mel Zelaya all’ONU ha denunciato “l’oscurantismo delle forze reazionarie decise a fermare i movimenti popolare che nel Continente hanno eletto governi progressisti come risposta alle disastrose conseguenze delle loro politiche neoliberali”.

Tra gli altri intervenuti, l’Ambasciatrice statunitense Rosemary Di Carlo ha confermato il rifiuto del golpe e confermato l’appoggio alla gestione della crisi da parte dell’OSA. L’unica nota stonata è stata quella dell’Ambasciatore Ceco Martin Paulos che a nome dell’Unione Europea ha chiesto alle parti di “dialogare” in un contesto nel quale tutti gli altri esigono che i golpisti si ritirino senza condizioni.

Zelaya ha confermato che giovedì ha intenzione di rientrare a Tegucigalpa accompagnato dal segretario generale dell’OSA, José Miguel Insulza. L’annuncio appare come una sorta di conto alla rovescia e un elemento di pressione sulla giunta golpista che nel caso davvero Zelaya decidesse di rientrare sarà costretta a prendere decisioni in merito. O lo arresterà mettendosi definitivamente contro tutto il mondo, oppure permettendogli di rientrare finirebbe in burla.

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11 Responses to Manuel Zelaya parla all’ONU a New York e giovedì vuol tornare in Honduras

  1. facu 30 giu 2009 at 17:44 #

    Nadie recuerda los tres años anteriores de Mel Zelaya, el pueblo apoyo el Golpe de Estado por que creia que era la unica solucion para detenerlo. Fue un grave error, teniamos otras opciones, pero las manifestaciones en las calles son en contra del nuevo gobierno, no a favor de MEL!

    Nadie nos escucha, y somos la mayoria!
    NO QUEREMOS QUE MEL RETORNE!

  2. dema 30 giu 2009 at 21:59 #

    che il popolo per le strade voglia o no che mel torni mi sembra un discorso abbastanza inutile: mi pare che ora come ora sia l’unico che lì si ponga per un vero cambiamento, e per questo penso che le proteste siano anche a favore di zelaya, non solo contro i golpisti. in ogni caso è suo diritto tornare al governo e concludere il mandato a novembre, quando non potrà certamente essere candidato nuovamente alla presidenza.

  3. facu 1 lug 2009 at 00:05 #

    Entiendo lo que dices, nadie esta de acuerdo con el golpe de estado… es retroceder en el tiempo… hoy personalmente fui junto a mi familia, mi padre y mis suegros.. a una marcha por la paz… eramos mas de 2000… y 200 o 300 personas del grupo de mel nos sacaron a pedradas… con palos y golpes…

    nada justifica el golpe de estado, pero Mel no nos dejo otra oportunidad.. los hondureños apollamos el nuevo gobierno. Solo rogamos llegar a las elecciones sin cambios en la constitucion!!!

    Gracias por tu comentario.

  4. facu 1 lug 2009 at 00:12 #

    Capisco che cosa dite, nessuno sono d’accordo con il colpo d’ il etat… è di andare indietro nel tempo… oggi personalmente che ero vicino alla mia moglie, nel mio padre e nei miei suoceri. in un procedere per pace… eravamo circa 2000 genti… e 200 o 300 genti del gruppo di mel hanno rimosso a noi con i bastoni delle rocce… e la violenza… niente giustifica il colpo d’ il etat, ma i mel non ha lasciato l’opzione del anoher. la gente del Honduran sostiene il nuovo governo. Abbiamo chiesto soltanto per arrivare alle elezioni senza cambiamenti nella costituzione! Ringraziamenti per il vostro commento.

  5. Luca Romeo 1 lug 2009 at 01:53 #

    Ma sbaglio o non c’era in programma nessun cambio di costituzione da qui a novembre?
    Il referendum chiedeva al popolo se voleva eleggere una assemblea costituente, quindi bastava vedere il risultato per sapere cosa voleva il popolo, invece qui c’è chi si arroga il diritto di decidere al posto suo.

  6. Antonio Castellarin 1 lug 2009 at 07:59 #

    Credo che questo “facu” abbia innumerevoli mezzi su cui esprimersi, ammesso che sia una persona vera.

    Un referendum consultivo e’ un referendum consultivo, se e’ cosi’ vero che la maggioranza non vuole cambi alla costituzione, il problema non si pone.

    L’eventuale voto per l’assemblea costituente avviene il giorno della votazione presidenziale, e qualsiasi sia il suo esito e’ IMPOSSIBILE che l’attuale presidente possa essere anche candidato.

    Questo dimostra la pretestuosita’ di tutte le argomentazioni espresse dai golpisti e loro sostenitori, essi sanno di essere una minoranza nel paese.

    Sanno che il problema vero e’ che la EVENTUALE nuova costituzione porrebbe dei limiti allo strapotere della oligarchia e della svendita dell’Honduras a multinazionali e pescecani

    La costituzione e’ stata fatta nel 1982, anni di squadroni della morte e di Negroponti.

    In innumerevoli paesi del mondo e’ prevista la rielezione.

    Un colpo di stato e’ un colpo di stato.

    “facu” e’ un troll sguinzagliato nella rete, da ignorare lui ed i suoi simili, creatori di notizie.

  7. silviob72 1 lug 2009 at 08:49 #

    Il problema è che c’è ancora gente come questo “Facu” (a me ricorda anche una parola simile in italiano..) si arroga il diritto di decidere per la gente! Gente come lui si considera la gente! Per questo non accetta il referendum! Se lui e la sua cerchia non vuole una cosa… è ovvio che nessuno la può volere! Ovviamente… è ovvio per il loro modo di pensare fascista!

    Potere al Popolo, non ad una elite che si crede rappresentante di tutti!

  8. Mirco Baschieri 1 lug 2009 at 10:08 #

    Buongiorno a tutti.Dal discorso di Zelaya all’Onu mi sembrava di aver capito che,in caso di esito positivo nella consultazione,egli avrebbe proposto di inserire nella nuova costituzione anche il referendum revocatorio di metà mandato.
    Una cosa non ho capito:ma se c’è un mandato di cattura per Zelaya(si dice anche per narcotraffico…che casualità…) perchè lo hanno esiliato invece di arrestarlo direttamente?

  9. Mirco Baschieri 1 lug 2009 at 13:43 #

    Telesur informa che gli Usa continuano a stanziare aiuti militari a Honduras per un valore di 43 milioni di dollari.Come volevasi dimostrare la condanna di Obama risulta essere di facciata,tant’è che non ha nemmeno ritirato il loro ambasciatore.

  10. dema 1 lug 2009 at 20:11 #

    è quello che ho pensato domenica quando ho sentito la notizia del golpe: purtroppo obama è solo la punta dell’iceberg di un sistema di eversione contro qualsiasi governo progressista che negli otto anni di bush si è se possibile ancor più rafforzato…poi non credo che con obama sia cambiato l’ambasciatore USA in honduras, zelaya è al governo dal 2006 di tempo per tramare ce n’era….poi due giorni fa su cubavision international alonso parlava di fonti confermate che dicevano che venerdì alcuni militari e rappresentanti del congresso honduregno si erano riuniti con l’ambasciatore USA ufficialmente per “risolvere la situazione creatasi”. il mio spagnolo è molto approssimativo ma credo di aver capito bene, però in seguito non ho sentito questa notizia replicata da nessuna parte…forse sarò paranoico ma visti i precedenti non mi stupirei…era solo settembre 2008 quando evo in bolivia ha cacciato l’ambasciatore nordamericano…detto questo rispetto tutte le opinioni, anche di questo facu, ma ad una persona che dice che bisogna arrivare alle elezioni senza cambiare la costituzione (cosa che sarebbe sicuramente avvenuta, come dice antonio) e che probabilmente pensa che questa non debba essere cambiata di una virgola non va dato molto credito…e sinceramente mi pare assurdo parlare di pace in questo momento…non che voglia una guerra ci mancherebbe ma mi pare una parola detta molto superficialmente, una delle tante per difendere lo status quo e l’inevitabile cambiamento. Una costituzione uscita dal dopo dittatura militare certamente non sarà rappresentativa di tutto il popolo, ma solo di una piccolissima parte, basti pensare che i due partiti principali al congresso sono uno di centro destra e l’altro di destra pura (situazione molto simile a quella causata dalle legge elettorale cilena rimasta immutata dai tempi di pinochet)…boh…non è nemmeno previsto il ricorso a referendum di nessun tipo…se questa è democrazia…oligarchica sicuramente

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