Menu 2

Ecco perché dobbiamo augurarci una nuova (e migliore) “Onda”.

Nonostante abbia rimandato la presentazione in Consiglio dei Ministri (prevista inizialmente per lo scorso 26 Giugno), la Ministra Gelmini è sempre intenzionata a proseguire con la sua idea di riforma dell’Università.

Non è ancora noto il testo che sarà votato in Parlamento, ma già a Maggio erano state pubblicate alcune anticipazioni sulla nuova riforma.

E’ stato approvato appena due giorni prima della fine dell’anno scolastico, invece, il nuovo Regolamento che “ridisegna l’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei”.

Nel complesso questi ultimi disegni di legge del Governo rafforzano uno scenario che vede la scuola pubblica e, in particolar modo, la garanzia del diritto allo studio per tutti, sottoposti ad un attacco mirato e pericoloso.

A partire da questo Autunno le scuole elementari vedranno la reintroduzione del maestro unico e la destrutturazione del tempo pieno che finiranno per sfavorire in particolar modo le famiglie di lavoratori con redditi medio-bassi.

Continuerà, inoltre, il processo che punta a far entrare fra i finanziatori di scuole superiori e Università anche soggetti privati, che faranno nascere delle fondazioni che naturalmente privilegeranno gli interessi dell’industria e del mondo della finanza a discapito della garanzia per ogni studentessa e studente di ricevere un’istruzione adeguata, che non punti a fare di lui un ingranaggio da inserire nella grande macchina del profitto.

Come se non bastasse la decisione di chiudere moltissimi istituti che non raggiungono un determinato numero di iscritti, soprattutto in piccoli paesi di provincia, e di perseverare nei tagli che penalizzeranno l’efficienza delle strutture e del personale di moltissime scuole superiori, svela la chiara intenzione di precludere l’accesso all’istruzione e il diritto a scegliere per il proprio futuro a moltissimi ragazzi e ragazze.

Altrettanto grave è la situazione degli studenti immigrati. E’ solo grazie all’intervento della stampa, che per una volta si è dimostrata capace di svolgere il proprio lavoro, che Daria, la ragazza diciannovenne ucraina bravissima a scuola ma senza permesso di soggiorno, ha potuto dare l’esame di Maturità.

E non ci sarebbe da stupirsi se l’esecutivo, approfittando dell’estate, tentasse di riportare alla luce la norma sui “presidi-spia”. Probabilmente molti studenti italiani non si sentiranno particolarmente toccati da questa vicenda; si rileggano, allora, le parole, sempre attuali, di Brecht.

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare".

Coloro che oggi chiudono le porte dell’istruzione agli immigrati, domani le potranno chiudere a chiunque non si riconosca nella religione dominante o nel pensiero unico dello Stato, dopodomani a chiunque possa essere definito "diverso" o a chi non sarà ritenuto abbastanza ricco o ben vestito.

Un fattore ancora più preoccupante della politica sull’Istruzione di questo governo è l’arroganza che lo contraddistingue; a partire da Berlusconi che minacciava di mandare l’esercito nelle Università o da Brunetta che definì “guerriglieri” e “buffoni” mezzo milione di studenti e studentesse che manifestavano pacificamente a Roma, fino ad arrivare a poche settimane fa quando la Gelmini ha consigliato di cambiare lavoro a tutti i presidi che osavano mettere in discussione l’efficienza del suo progetto.

Quello appena trascorso è stato l’anno delle celebrazioni (e conseguenti squallide contro celebrazioni) del quarantesimo anniversario del 1968 che segnò, in Italia come nel resto d’Europa e del Mondo, l’inizio di una stagione di rinnovamento sociale e culturale che ebbe enormi ripercussioni sia sul mondo del lavoro che, in particolare nei primi anni della “contestazione studentesca”, nel mondo della scuola.

In pochi anni quella era una scuola impostata su una pesantissima selezione di classe e, a tutti i livelli, su un collaudato sistema di raccomandazioni, si trasformò in un sistema scolastico di massa, fondato sul principio che garantisce a tutti e a tutte il diritto allo studio. Un processo, questo, che per la prima volta mise in discussione il modello educativo dell’indottrinamento clerical-fascista per mettere al centro del processo educativo lo sviluppo da parte di ogni singolo studente di una propria autonoma visione della realtà.

A fronte dell’imponente e vergognoso attacco che questo Governo, pur tentando di agire nell’ombra, sta portando contro questi diritti, è doveroso augurarsi che gli studenti e le studentesse di questo 2009 possano essere i protagonisti di una nuova stagione di lotta. Una nuova stagione di resistenza per difendere il diritto allo studio, ma al tempo stesso anche di partecipazione e di cambiamento. Perché quello che è mancato all’Onda di protesta dello scorso anno è stata proprio la capacità di organizzarsi e di rivendicare la costruzione di un sistema nuovo e più giusto.

Come disse qualcuno…”vogliamo tutto!”.

Mattia Nesti.

, , , , , , , , , , , , , , ,