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Due o tre cose che (forse) ho capito di Teheran

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Se fossi iraniano sarei in piazza, sarebbe la scelta più probabile. In subordine mi sentirei manipolato e starei a casa. Di sicuro non riesce a piacermi Mahmoud Ahmedinejad per una serie di ragioni che vanno da un uso propagandistico dell’antisemitismo che mi ripugna, al ruolo della donna che è sempre una cartina tornasole sullo stato di una società, al fatto che non vi sia stato durante il suo mandato un avanzamento nel campo del rispetto dei diritti umani (nessuno se lo aspettava) anche se non so dire se questo sia peggiorato o se un miglioramento ci fosse stato al tempo del riformista Mohammad Khatami.

A favore di Ahmedinejad c’è solo la prosecuzione di una politica di stato che rende l’Iran una potenza regionale importante, indipendente, capace di tessere la propria tela e non farsela tessere come era avvenuto prima del 1979. Inoltre ha tenuto il punto sul diritto dell’Iran a veder rispettata la propria firma al trattato di non proliferazione nucleare, come ha dovuto riconoscere Obama dopo anni di menzogne, mistificazioni e manipolazioni dell’opinione pubblica neoconservatrici. Non è tutto merito suo, è politica di stato, ma è positivo.

Allo stesso modo credo che, rispetto a quanto si commuove per l’opposizione una certa stampa occidentalista (per la quale altre opposizioni o vanno affogate nel silenzio o isolate come terroriste), sia ragionevole la posizione (oggi bacchettatissima dai giornali) di Barack Obama: tra Ahmedinejad e Hossein Moussavi la differenza di programmi è ben poca e tutto si gioca all’interno del regime che manovra le piazze secondo logiche in gran parte sconosciute se non a pochi studiosi iranici. Nessuno dei due candidati, e neanche buona parte della piazza, vuole abbattere la Repubblica islamica anche se per certa stampa sarebbe già suonata la campana dell’ultimo giro. Nessuno poi vuole restaurare un regime sanguinario, servile e neocoloniale come quello dello Shah. Ma se così succedesse la nostra stampa si spellerebbe le mani ed è per quello che si scaldano tanto i nostri neoconservatori che hanno oggi in Iran un piccolo spazio revanscista dopo anni di sconfitte politiche e morali oltre che militari. Hanno scongelato perfino Robert Kagan perché ci dicesse che Obama e Ahmedinejad “sono oggettivamente alleati”. Anche di queste logiche deve tener conto la nostra maniera di informarci dei fatti iraniani.

LE DUE PIAZZE

Visionando su Flickr e altre fonti online alcune centinaia di foto delle manifestazioni di questi giorni, e studiando attentamente le foto pubblicate da molti grandi giornali si ottiene una visione parziale e non sappiamo nulla di quello che succede (probabilmente poco) nel resto del paese ma salta all’occhio che per Moussavi scende in piazza la classe media e per Ahmedinejad si muove un lumpenproletariato (tutto maschile) organizzato.

Basta questo per parteggiare per i secondi? Proprio no, ma basta avere chiari i termini della questione e non cadere nella propaganda occidentale di considerare le mobilitazioni di piazza sgradite sempre e solo come truppe cammellate clientelari. Vera è anche la piazza di Ahmedinejad ma non siamo autorizzati a pensarlo. Al contrario ci inducono, con un vero e proprio marketing della protesta, all’empatia con alcuni scatti a giovani o belle donne ripresi a piene mani anche da molti blog, a considerare come tutta genuina, idealista e disinteressata l’opposizione ascritta come filo-occidentale. Sono i nostri. In parte deve essere senz’altro così ma dall’Ucraina alla Serbia al Venezuela fino alle ragazze afgane che si levavano il burka oramai i nostri media funzionano come le ragazze pon pon nel football americano: servono ad organizzare il tifo e a distrarti dal guardare la partita.

Basta questo per non stare con le classi medie riformiste? Di nuovo la risposta è no. La piazza dei volontari della rivoluzione, la piazza di Ahmedinejad, coincide in buona parte con quelli che spaventano le ragazze in strada per una ciocca di capelli fuori posto, oppure circondano minacciosi le case di chi, come il premio Nobel Shirin Ebadi, sfida dall’esterno il regime denunciando le violazioni di diritti umani.

Inoltre ha di nuovo ragione Obama: Moussavi non è il nostro uomo né all’Avana né a Teheran, e meno male che non voglia metter bocca come fece il suo predecessore Ike Eisenhower con Mossadeq. D’altra parte agli oltranzisti occidentali piace pensare che solo la violenza e l’oscurantismo separi i popoli dalla fine della storia nel senso predetto da Francis Fukuyama. Dimenticano che la rivoluzione del 1979, che piaccia o no, fu vera, solida e nazionale ed è pietosa la malafede di chi si scandalizza per Teheran perché questa ha una politica indipendente da potenza regionale (alla quale il revanscismo bushiano ha consegnato spazi di crescita enormi) e mette sotto i nostri occhi una innegabile dialettica (democratica?) salvo chiudere entrambi gli occhi di fronte all’alleato Arabia Saudita dove di dialettica non ve n’è alcuna.

D’altra parte se tale dialettica viene umiliata da moli colossali di brogli non si può non dare voce a chi quei brogli contesta. Il fatto è che alcuni dettagli lasciano perplessi. Saranno davvero stati così massicci? Molti tra quelli che oggi parlano di brogli, i dati forniti oggi da Marjane Satrapi sembrano francamente esagerati con Moussavi vincente al primo turno e Ahmedinejad addirittura terzo, fino a ieri parlavano del capillare controllo della società da parte del partito di Ahmedinejad. Nella storia ci sono stati casi di regimi convinti del proprio controllo capillare su una società da andare così spensieratamente ad elezioni e perderle. Il riferimento ovvio è al referendum di Augusto Pinochet nel 1988. Ahmedinejad controlla la società o no? Oppure lui e Moussavi sono davvero semplici pedine di un regime feudale e quello che offrono le tivù e twitter è solo un reality show? Insistere sui brogli non è anche una scorciatoia per non spiegare?

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26 Responses to Due o tre cose che (forse) ho capito di Teheran

  1. Giaco 17 Giu 2009 at 11:20 #

    A corredare ciò che dici sui brogli, c’è un articolo che spiega i motivi per i quali è quasi impossibile che ce ne siano stati così tanti.
    http://www.antimafiaduemila.com/content/view/16930/48/.

  2. Fabio Bovi 17 Giu 2009 at 11:27 #

    Sono d’accordo…
    condivido le tue analisi e … (senza offesa) la tua ignoranza su un paese molto piu’ complesso di quello che ci vogliono far credere.
    Soprattutto condivido il fastidio per come i Media manipolano, distolgono l’attenzione, non spiegano, utilizzano a piacimento immagini per scatenare reazioni emotive e per non spiegare…

    ieri ho postato un articolo sull’Iran:
    http://www.fabionews.info/View.php?id=6430

    Oggi ho letto l’articolo inetressante di Peacerporter che (finalmente) riporta una voce fuori dal coro di una giornalista amerikano
    http://it.peacereporter.net/articolo/16247/Le+elezioni+iraniane+e+l%92isterismo+mediatico

    Anche secondo me sarebbe piu’ importante per moltissimi aspetti parlare delle repressioni in Peru’ che ci coinvolgono molto di piu’ vsto che gl indigeni lottano anche per difendere in nostro diritto ad un futuro…
    E nessuno parla dei diritti negati negli USA dove i 5 cubani non hanno piu’ speranze “legali” di uscire dal carcere dove sono ingiustamente rinchiusi dopo la sentenza della corte suprema…

    Ma lo sappiamo che l’informazione oggi non serve ad informare ma a manipolare l’opinione pubblica convincendola di vivere nella realta’ che e’ piu’ funzionale ai poteri che controllano e posseggiono l’infromazione Maistream, quello che non e’; funzionale a questo fine semplicemente no ci viene raccontato quindi, ep rla maggioranza delel persoen, semplicemente NON ESISTE!

    Ciao
    Fabio

  3. Antonio Castellarin 17 Giu 2009 at 14:59 #

    E’ facile che se abitassi in Iran sarei anche io a manifestare, anche se i programmi economici di Moussavi, per quel POCO che ho capito sono di un liberismo in ritardo con la storia di almeno tre anni (per capirci sono dello stesso tipo che ha portato le tre repubbliche baltiche alla bancarotta)

    Vorrei solo chiedere dov’era il mainstream nel 2006 quando c’e’ stato il furto di Calderon, questo si documentato e reale.

    Questa cosa non spiega cosa succede in Iran, spiega pero’ il lavoro del mainstream.

    Cito
    “¿Una guerra contra un Irán satanizado?
    EE.UU. quiere deslegitimar las elecciones iraníes
    di Paul Craig Roberts” su rebelion http://www.rebelion.org/noticia.php?id=87125

    dove in sostanza dice che non ci sono ancora elementi per poter dire qualcosa non campato in aria.

    Dove si cita il sondaggio fatto da

    “….Sin embargo, existen pruebas concluyentes de lo contrario. Un sondeo de opinión independiente y objetivo fue realizado en Irán por encuestadores estadounidenses antes de la elección. Los encuestadores, Ken Ballen del Centro por la Opinión Pública, sin fines de lucro, y Patrick Doherty de la Fundación New America, sin fines de lucro, describen los resultados de su sondeo en el Washington Post del 15 de junio. La encuesta fue financiada por el Rockefeller Brothers Fund y realizada en farsi “por una compañía de sondeos que trabaja en la región para ABC News y la BBC y que ha recibido un premio Emmy.”*…..”

    dove risulta che c’era un vantaggio di 2 a 1 per Ahmadineyad.

    Theran e’ la capitale, ha molti abitanti ma non e’ l’Iran.

  4. Mauro Pigozzi 17 Giu 2009 at 18:29 #

    Sono completamente d’accordo sull’analisi della questione iraniana, anzi consiglio di leggere un bel articolo sullo stesso tema e con similitudini scritto da Massimo Fini (che ha scritto anche un ottimo articolo sulla questione peruviana) penso rintracciabile anche su internet… Direi che questo è il classico tema dove le nostra pessima stampa sguazza volentieri, d’altronde è famosa per avere dei famosi corrispondenti dall’estero che scrivono di questioni relative a paesi di cui si trovano a chilometri e chilometri di distanza!

  5. Raffaele Della Rosa 17 Giu 2009 at 21:19 #

    Se i manifestanti sono disarmati o quantomeno non hanno e non usano armi da fuoco io dico senza SE e senza MA che chi spara loro è un assassino. Tanto più grave il fatto se si agisce agli ordini ed al riparo di un governo.
    Questo non vuol dire associarsi all’ ingerenza “umanitaria” della grande stampa e dell’ Unione Europea filosionista.
    Sono infatti d’accordo con Gennaro che sottolinea una politica dei diritti umani e della difesa democratica a senso unico, in malafede e neo imperialista da parte dei poteri forti multinazionali.
    Anche sulla stima e valutazione della portata dei brogli (eventuali) sarebbe bene non prenderla così bollente, non fare gli innamorati cotti, perchè la dialettica tra le masse e le élites molte volte non è chiara per chi ha maggiori elementi di conoscenza….figuriamoci per noi…

    Però seguire le vicende con attenzione, per mettere in comune conoscenze ed opinioni, e darci gli uni con gli altri la possibilità di fare, ognuno, le proprie valutazioni (per quanto mi riguarda sempre PROVVISORIE)

  6. Nicomari 18 Giu 2009 at 11:57 #

    Vedo cbe Carotenuto perservera nel confondere antisionismo con antisemitismo.

    In quanto alla strumentalizzazione della rivolta, ci sono tutti gli indizi dall’organizzazione di Twitter al fatto che a questa rivolta viene assegnato il nome di un colore, ricordando un’altra rivolta organizzata e sponsorizzata dall’America, quella arancione.

    In terzo luogo direi come Wittgenstein che se stigmatizziamo gli interventismi occidentali negli altrui paesi, beh a questo punto, dovremmo solo tacere e non interferire, e magari parlare invece delle conseguenze fatali dei (nostri) interventismi in paesi come il Peru.

    Ma il vizio tutto occidentale di andare a fare la morale al mondo, è duro a morire, ed è un lascito del colonialismo che caratterizza questo neocolonialismo dilagante.

    • Gennaro Carotenuto 18 Giu 2009 at 12:37 #

      1) E’ patetico giustificare i convegni negazionisti come antisionismo.
      2) Viva Ahmedinejad, viva i basiji che sparano sulla folla disarmata. 🙁

  7. Nicomari 18 Giu 2009 at 12:43 #

    Quali convegni e quali sono le idee e le frasi incriminate – senza errori faziosi di traduzione?

    • Gennaro Carotenuto 18 Giu 2009 at 12:57 #

      Ma certo che ci fate proprio… quando uno invita feccia come Faurisson poi si offende se gli danno dell’antisemita.

  8. Nicomari 18 Giu 2009 at 12:44 #

    Su secondo punto.
    Non viva chi spara sulla folla, ma che facciamo, i poliziotti del mondo?

  9. fmmasala 18 Giu 2009 at 14:14 #

    dice oggi Liberation

    C’est Montazeri, une des plus hautes autorités spirituelles chiites, qui est allé le plus loin mardi dans sa dénonciation du trucage en décrivant les résultats comme «quelque chose qu’aucun esprit sain ne peut accepter».«Malheureusement cette excellente opportunité [de l’élection, ndlr] a été utilisée de la pire façon qui soit», écrit le religieux, qui fut pressenti pour succéder à l’imam Khomeiny avant d’être écarté du pouvoir et longtemps assigné à résidence.

    Manipulation. Jour après jour, de nouveaux éléments témoignent de l’ampleur de la manipulation. Selon des informations recueillies par Libération, l’après-midi du scrutin, vers 17 heures, des bassidji («volontaires» des milices islamiques) ont pris le contrôle des terminaux de totalisation des votes au ministère de l’Intérieur, chassant les fonctionnaires qui travaillaient à ce poste. C’est un fonctionnaire de ce même ministère qui a prévenu le camp réformateur. D’autres fuites vont révéler les vrais chiffres obtenus par les quatre candidats (Libération de mardi) : en tête vient Moussavi avec un peu plus de 19 millions des suffrages (sur 42 millions), devant le second candidat réformateur, le religieux Mehdi Karoubi, avec plus de 13,38 millions de voix ; Ahmadinejad n’arrive qu’en troisième position avec 5,77 millions de voix ; le quatrième candidat, Mohsen Rezaï, ex-leader historique des pasdarans – les gardiens de la révolution – occupe la dernière position avec 3,74 millions de voix.

    • Gennaro Carotenuto 18 Giu 2009 at 14:21 #

      Questi dati sono quelli della Satrapi che ho citato nel pezzo. Devo dire che mi lasciano scettico. Va bene i brogli ma può il candidato interno e uscente prendere solo un voto su otto? Allora veramente siamo al 24 luglio…

  10. Gennaro Carotenuto 18 Giu 2009 at 14:59 #

    Sul secondo punto:

    Scrive Forcheri: Non viva chi spara sulla folla, ma che facciamo, i poliziotti del mondo?

    Benissimo, allora non facciamo i poliziotti del mondo neanche per Alan García che spara sugli indigeni in Amazzonia e soprattutto viva Israele che spara sui civili a Gaza… sennò che facciamo, i gendarmi del mondo?

    Penoso difendere Ahmedinejad solo perché il nemico del mio nemico sarebbe mio amico.

  11. Nicomari 18 Giu 2009 at 16:44 #

    C’è una differenza tra interferire in regimi esteri che fanno cazzate di suo e interferire, in paesi dove si commettono reati come conseguenza del nostro modello di sviluppo in paesi come il Peru: qua è nostro dovere criticare il modello, le sue letali conseguenze.
    Ognuno pensi alle sue cazzate e non a guardare la pagliuzza negli altrui regimi -che oramai è tutto un regime, il nostro compreso. Voglio vedere Carotenuto cosa direbbe se Bush avesse interferito, prendendo posizione, nella questione dei brogli alle nostre politiche e sappiamo per chi!
    Poi ci sono soglie di tolleranza al di sopra delle quali la “comunità internazionale” deve dire la sua e anche intervenire. Nel caso presente la comunità internazionale è nel contempo parte interessata, e giudice, mentre dovrebbe limitarsi a denunciare lo sparo sulla folla. Il problema è che secondo me essa sta dietro a questa rivoluzione “verde”. Ed è questo che stona. Inutile dire poi che la comunità internazionale è dominata dagli interessi dei petrodollari e dei globalisti cui lo statalismo dell’Iran disturba.
    Per Israele tutti si sarebbero dovuti esprimere e alzare la voce come Chavez, anche con boicottaggio concreti, perché dietro al regime sionista ci sono tutte le cancellerie occidentali, pertanto era dovere nostro rimproverare tali cancellerie – che dicono di rappresentarci – e anche boicottare Israele, secondo perché è chiaro che la guerra a Gaza non era e non è un caso interno di Stato.
    Insomma c’è una differenza quando un’aggressione è perpetuata da me o da qualcuno della mia famiglia, per la quale mi sento di scusarmi o di sgridare tale persona, anzi è mio dovere, e quando tale aggressione è effettuata da un estraneo, nel qual caso solo al di sopra di una certa soglia è omissione di persona in pericolo. La domanda è: quanto v’è di manipolazione occidentale nei presunti brogli elettorali in Iran? Visto che sento puzza di grosse manipolazioni,ci andrei cauta per non strumentalizzare né gli spari ne i brogli.

  12. Nicomari 18 Giu 2009 at 17:04 #

    Volevo dire: è sacrosanto intervenire per soccorso; ma è criminale interferire in questioni interne di stati, perché nella questione dei brogli ci sono grosse probabilità che dette denunce siano sponsorizzate e precostituite da quell’occidente che vuole eliminare lo statalismo dell’iran.
    Ora fino a che punto queste denunce queste accuse questa presunta rivoluzione verde non sono manipolate da quegli interessi geopetrodollari?
    Le rivoluzioni colorate sono un nuovo modo per rovesciare i regimi che danno fastidio alla finanza internazionale. A quando una rivoluzione colorata per Chavez?

  13. Raffaele Della Rosa 19 Giu 2009 at 09:40 #

    E se invece sulla questione dei brogli, della loro portata, ci fosse non tanto lo zampino occidentale, ma quello tutto interno di Rafsanjani ??

    Attenti a non commettere l’errore di scambiare l’Iran di oggi con l’Ucraina o la Georgia di qualche anno fa….

    La depoliticizzazione di massa operata dal KGB e dal (fu)PCUS non è stata uno scherzo….viceversa in Iran, sia pure tra mille difficoltà, sicuramente nelle città (ed assai meno nelle campagne) il confronto ed il dibattito procedono e non aspettano sempre e comunque imbeccate dai paesi civili, quelli che danno la maggioranza ai leghisti-berlusconidi, tanto per non essere frainteso.

    In quanto alla confusione tra ANTISIONISTI ed ANTISEMITI vi è la discriminante INVALICABILE dell’antinazismo/antifascismo.

    Non tutti possiamo vantare il curriculum di Chomsky e permetterci talune “spericolatezze”, rimanendo puliti….

    • Gennaro Carotenuto 19 Giu 2009 at 10:15 #

      Ecco Raffaele, è proprio quello che sostengo io. Il vero occidentalista è chi pensa che chiunque si oppone all’Occidente vada tenuto in una campana di vetro e preservato da ogni critica. L’Ucraina e la Georgia erano degli stati falliti (o meglio abortiti) mentre l’Iran non lo è per nulla.

  14. Nicomari 19 Giu 2009 at 13:39 #

    il vero imperialista è colui che con la scusa dell’antimperialismo o di qualsiasi altra ideologia (democrazia, diritti ecc) interferisce in modo inaudito negli affari interni degli altrui paesi.

    E’ questo l’atteggiamento che porta a giustificare le guerre in afghanistan con il pretesto della libertà delle donne…

    In quanto a Raffaele che chiede e se ci fosse lo zampino interno di Rafsajani rimando a quanto sopra. Affari interni loro, pena il pericolo con il nostro intervento di PEGGIORARE TUTTO.

    In quanto al discrimine, non ho capito: Ahmanidejjah è un regime nazista?

    E poi Carotenuto non mi ha risposto su quali convegni e su quali frasi incriminate senza tradimenti di traduzione, e per traduzione intendo anche la traslitterazione di un contesto culturale, dei connotati e delle modalità espressive tipiche di una cultura come quelle iranania, dove l’iperbole non solo è consentita ma incoraggiata.

    • Gennaro Carotenuto 19 Giu 2009 at 13:43 #

      Preferisco quelli in malafede che quelli accecati dal sacro furore.

      Mi ripeto: invitare Faurisson non basta?

      Passo e chiudo.

  15. Nicomari 19 Giu 2009 at 13:43 #

    In quanto a Chomsky, perché che cos’ha è un superuomo? Chomsky lo ammiro, concordo con lui su molte cose, non lo idealizzo però né mi sento “sporca” se mi permetto “spericolatezze” di pensiero come osa lui.
    E poi mi chiedo quali sono le spericolatezze e qual è il pericolo? Quello di essere tacciati di antisemitismo per permettersi un po’ di libertà di parola e di pensiero scrupolosamente sostenuta da un’analisi logica?

    Qua casca l’asino: siete condizionati da quel inculcato pericolo.

  16. Nicomari 19 Giu 2009 at 16:56 #

    Questa sì che è un’ammissione
    Io invece quelli in malafede proprio non li sopporto.
    In quanto a Faurisson, a parte che non lo conosco né le sue teorie, ma ad ogni modo anche se così fosse, non è una nota a fare la canzone.
    Passi e chiudi per non affrontare l’argomento, che quella dell’antisemitismo di Ahmanidejjah è una montatura occidentale… bravo servila e nutrila per mettere un po di olio sul fuoco del guerrafondismo israeliano…

  17. leonello carlo boggero 20 Giu 2009 at 10:08 #

    Non entrero’ nel merito della vicenda iraniana,
    ma vorrei riprendere due passi di 2 commenti il primo di Raffaele ed il secondo di Gennaro :1.
    Raffaele la depoliticizzazione dei paesi del ex blocco sovietico era risaputo, ma i fatti hanno dimostrato (vedi Polonia) che i cittadini tanto “analfabeti di democrazia” non sono, ed hanno mandano a casa i politici che hanno sbagliato ( vedi A. Lepper(Autodifesa) Giertych (lega delle famiglie), gli italiani super politcizzati(e’ironia la mia)da 15 anni permettono ad un colluso, corruttore,pluiri-indagato-amnistiato-prescrito e disprezzante della democrazia ,e a tutto cio’ che lui rappresenta,di stare al centro della vita Italiana.
    2. Gennaro, e qui il riferimento va F.T. sul ns figlio di puttana, come si sente un UCRAINO a leggere che il suo e’ uno STATO ABORTITO, detto da un napoletano, cittadino di una regione del mondo immersa nella “rumenta”,cittadini che non parlano neppure l’italiano,ed ancor piu’ tracico piu’ morti ammazzati che in una guerra, dove la prepotenza, violenza, ignoranza,sudditanza,deterioramento totale fanno parte del quotidiano, non e’ tutto cio’ forse una REGIONE ABORTITA da uno perenne “STATO INCINTO” dallo SPERME d’illegalita .

    Da LWÓW
    Leonello

  18. Raffaele Della Rosa 20 Giu 2009 at 12:48 #

    Concordo con Leonello, oltretutto vivo a Caserta!!!! immaginati un po’ come farei a non concordare…..

    Solo una piccola precisazione. Io parlavo dell’ex URSS…non dei paesi del Patto di Varsavia.
    Tanto è vero che nella Germania Democratica vi erano continui fermenti e contestazioni ed oggi la Sinistra attrae un bel po’ di elettori, fino a coinvolgere anche pezzi della Germania occidentale…Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia, erano in fermento sin da prima del 1956, e dopo l’89, con vicende diverse ed altalenanti, fino alla separazione tra Cechia e Slovacchia ed all’affermazione della dx fascistoide in Ungheria, non sono comunque assimilabili ad Ucraina, Georgia Russia ecc.
    che io, sicuramente anche per ignoranza percepisco come spoliticizzate, a livello di massa ed a livello di elite.
    Ovvero la lotta politica di massa lascia sempre dei segni, non facilmente cancellabili.

    Noi, invece del PCUS e del KGB, abbiamo avuto, con anche vari pregi, papi PCI e mamma CGIL, che oggi vediamo, in modi e contesti diversi, hanno esercitato analoghe funzioni.

  19. leonello carlo boggero 20 Giu 2009 at 14:19 #

    Si Raffaele ho riletto il tuo commento,infatti avevi scritto ex URSS, ma resta che noi, io per primo pur abitandoci in Polonia ed in altri Paesi del “Patto”, li ritenevano “immaturi” politicamente. A riguardo degli Ucraini, per i quali il problema primario e’ sbarcare il lunario, bisogna riconoscergli una forte identita’ nazionale anche se povera di intellettuali e ricca di affaristi-mafioseggianti, inoltre sempre con i Russi “alle porte”.Gli Ucraini ,all’estero, tra loro fanno piu’ gruppo ,per esempio ,che i Polacchi.La “rivoluzione arancione”, anche se poi andata delusa ,ha dimostrato che il popolo ucraino nonostante decenni di depoliticizzazione e pressioni PCUS-KGB, ha saputo rispondere , ma poi delusi e con lo “stomaco vuoto” ha ripreso il suo corso.

  20. X 21 Giu 2014 at 20:54 #

    Encore un post incontestablement intéressant

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