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Referendum: c’erano Silvio, Umberto e io…

giovanniguzzettaSono sempre stato contrario al boicottaggio dei referendum, il craxiano andare a mare.

Ho sempre pensato che chi raccoglie le firme ha diritto ad una risposta che evangelicamente può essere solo un “Sì” o un “No” e che il di più dell’astensione venga dal demonio. Per una volta che mi ero convinto che andare a votare “No” fosse deleterio, considerando l’imposizione di un bipartitismo coatto assolutamente antidemocratica (e fare solo il gioco di Papi) e quindi mi ero piegato alla logica dell’astensione, scopro di essere sulla stessa barca di Berlusconi e Bossi.

Penso però che Silvio faccia politica e sia realista rispetto ai rapporti di forza con la Lega. Invece Dario Franceschini è un idealista (a vocazione maggioritaria) destinato a ben gramo futuro. Se fosse un politico offrirebbe l’astensione referendaria a Casini, Di Pietro e alla sinistra radicale come ramoscello d’ulivo… Ulivo… Ulivo… l’Ulivo… era un aprile di tanti anni fa, eravamo così giovani…

Tornando al mio dilemma, facciamo così: se mezz’ora prima della chiusura dei seggi è ASSOLUTAMENTE sicuro che non c’è il quorum vado a votare. “No”, ovviamente.

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13 Responses to Referendum: c’erano Silvio, Umberto e io…

  1. antonio12358 10 Giu 2009 at 13:25 #

    Sui referendum 1 e 2 potrei anche essere d’accordo, fermo restando che le (poche) informazioni date ai cittadini sono state generalmente molto capziose e disoneste: è passato il messaggio che se vince il referendum, un partito con il 30% potrà prendere la maggioranza assoluta. Pur essendo vero in teoria, ovviamente in pratica non è così; siccome non sono fessi (salvo forse Veltroni, che probabilmente si sarebbe presentato da solo lo stesso) se passasse il referendum ci sarebbero fusioni di partito e quindi torneremmo ai soliti due schieramenti vicini al 50%. Quindi votare SI o NO ha semplicemente il significato che dicevi tu: imporre o meno il bipartitismo.

    Sul referendum 3 invece sono in totale disaccordo: secondo me è sacrosanto che un candidato non possa presentarsi in più collegi. È ora di finirla con questa storia, bipartitismo o meno.

    E per concludere, ritengo che comunque uno strumento previsto dalla Costituzione debba essere messo nelle condizioni di poter funzionare. Siccome è ovvio che praticamente nessun referendum raggiungerà più il quorum, per me le possibilità sono solo due: abolire i referendum o abolire il quorum.

  2. Gennaro Carotenuto 10 Giu 2009 at 14:38 #

    Antonio hai ragione su tutti i piani.

    1) Se fosse sicuro il quorum il terzo quesito meriterebbe di votare sì ma è di gran lunga meno importante degli altri due e di fatto una foglia di fico per far passare il resto.

    2) Da tempo sostengo che 500.000 firme sono TROPPO poche. Portiamole ad un numero congruo (il 5% o addirittura il 10% del corpo elettorale) ma poi aboliamo il quorum. Ovviamente i partiti non si vogliono privare della scappatoia dell’astensione e allora…

  3. antonio12358 10 Giu 2009 at 16:07 #

    Beh, al limite potresti ritirare solo la terza scheda; il quorum ovviamente viene computato scheda per scheda.

    Io probabilmente li voterò tutti e tre, se non altro perché devo comunque andare a votare per il ballottaggio nel mio comune (sigh).

  4. subcomandante 10 Giu 2009 at 16:22 #

    Mi trovo profondamente in disaccordo sul metodo del ragionamento. In questo caso la scelta dell’astensione è secondo me estremamente corretta, proprio sotto il profilo democratico. Mi spiego: ci vengono fatte due proposte, entrambe inaccettabili e profondamente antidemocratiche. Una vuole lasciare le cose come sono (il no) con una legge elttorale definita uan porcata dal suo stesso estensore. L’altra attraverso un meccanismo infingardo e tecnocrata, profondamente antidemocratico, invece di rischiare e proporre l’abrogazione totale della legge, propone l’abrigazione di tre parti(quinti un sostanziale emendamento) portando così ad un peggioramento della capacità rappresentative della legge elettorale in vigore. E’ come se ti chiedessero puoi scegliere tra nazismo e fascismo. Io sinceramente mi risparmio entrambi! Al massimo si faccia una battaglia politica per l’abrogazione del porcellum e si rimetta al parlamento la discussione di una nuova legge elettorale. Anche se il risultato fosse peggiore, almeno sarebbe più leggittima.

    • Gennaro Carotenuto 10 Giu 2009 at 19:09 #

      Caro Subcomandante,
      infatti IN QUESTO CASO, propendo per l’astensione. Ciò non toglie che i 500.000 cittadini che hanno firmato per il referendum avrebbero diritto ad un sì o un no.

  5. alessandro. 10 Giu 2009 at 19:43 #

    @ subcomandante,
    sono d’accordo con te.
    nel caso in questo referendum si raggiungesse il quorum, con la vittoria del SI vedremmo un’italia condannata al biparitismo imposto, dato che le recenti elezioni han dimostrato che gli italiani non lo vogliono.

    nel caso di vittoria del NO, ci potrebbe essere il pericolo di convincersi che, malgrado tutto, agli italiani l’attuale legge elettorale vada più che bene quando non è assolutamente così.

    quanto alle 500.000 firme presentate per il referendum, è chiarissimo che siano state estorte alla gente con la promessa di cambiare il ‘porcellum’. facendo firmare con il fumo negli occhi (e coprendo con le foglie di fico, citando il prof carotenuto), con la sola speranza di vedere messa da parte questa legge elettorale scandalosa e con la complicità dei mezzi d’informazione che tutto han fatto per questo referendum tranne che informare, non è stato spiegato alla gente cosa comporterebbe quel premio di maggioranza per la camera dato alla lista più votata.

    ha ragione il prof. carotenuto quando dice che i cittdini che han firmato per il referendum, che è un forte strumento democratico, avrebbero diritto ad un SI o un NO; ma anche un motivato astensionismo, a mio personalissimo parere, potrebbe essere una risposta.

  6. alessandro. 10 Giu 2009 at 19:50 #

    ricordo un’interessantissimo video pubblicato su ‘giornalismo partecipativo’ dal prof. carotenuto riguardo al referendum.

    il prof. stefano rodotà, intervistato da rainews24, faceva un’attenta analisi sul referendum del prossimo 21 giugno.

    ritornate a guardarlo!

  7. Paolo Camatini 10 Giu 2009 at 22:43 #

    la cosa scandalosa è che un referendum che per sua definizione è solamente abrogativo venga interpretato dai due maggiori partiti , per i propri interessi , come una proposta di legge in senso maggioritario che non è assolutamente vero. Sono questi i tranelli di Berlusconi in cui troppo spesso cade la sinistra ! Ma se il popolo dovesse votare in massa il primo referendum per l’abolizione del premio di maggioranza alla coalizione dove sarebbe il segnale verso l’uninominale ? io ci vedo semmai un chiaro segnale in senso proporzionale ! E non ultimo i signori dirigenti del PD si devono mettere in testa una volta per tutte che con il sistema maggioritario loro non vinceranno MAI !
    AVVISO AI VOTANTI PER I BALLOTTAGGI : se non volete votare per i referendum basta rifiutare subito le schede all’ingresso avvisando presidente/essa e segretario/a i quali vi odieranno a morte 🙂

  8. Luca Romeo 11 Giu 2009 at 01:03 #

    Da quando ne ho diritto, non ho mai saltato una sola votazione (ho rinunciato ad un pernottamento gratuito a new york causa overbooking per tornare in tempo a votare qualche anno fa), e non ho intenzione di farlo ora. Quorum o non quorum, andrò a votare.
    Anche perchè non si può criticare chi fa campagna per l’astensione quando conviene a noi e poi cambiare idea la volta successiva, quindi per coerenza andrò.
    E magari a due no convinti associo un sì su quello per le candidature multiple.

  9. cometa 11 Giu 2009 at 09:53 #

    Non mi esprimo sul referendum, ma tornando a Bossi&Berli credo che lo slancio per l’avanzata della lega potrebbe portare dritti dritti alla mancanza del quorum, una sconfitta politica per il PDL ben più cocente del risultato controverso delle elezioni.
    Il PD da anni persegue l’eliminazione dei partiti minori, per proporsi come unico soggetto politico a destra del PDL. La strategia, peraltro, si sta rivelando troppo lenta e politicamente suicida, ma occorrerebbe un leader con del carisma per invertirla.
    Pare che il tentativo di scolorare l’impianto ideologico del partito (dal PCI di Berlinguer al PD di Franceschini) debba per forza passare per uno scoloramento dei suoi uomini più in vista.
    Insomma, per farsi l’immagine di moderati si considera più efficace la faccia che trasuda modestia di un Franceschini di quella di un novello De Gasperi :-))
    Insomma, perfino un politico cretino e senza prospettive come il Berli sta vedendo più lontano di tutta questa marmaglia di vecchie volpi del PD.

  10. Gennaro Carotenuto 11 Giu 2009 at 11:53 #

    Il video suggerito da Alessandro è a questo link

    Personalmente trovo capzioso l’argomento del “non mi piace la legge che c’è ma neanche quella che sortirebbe dal referendum quindi mi astengo” e non concordo con quanti ritengono che per i cittadini il referendum preveda tre opzioni valide, “sì”, “no” e astensione. Ho sempre pensato che quella di fomentare l’astensione sia un’opzione esercitata in maniera perversa dalla casta politica per invalidare l’istituto referendario che è invece uno strumento di partecipazione politica previsto dai costituenti.

    In realtà i cittadini hanno ben poco potere rispetto al quorum che è dato da situazioni poco dipendenti dalla volontà della maggioranza (vedi solstizio d’estate questa volta) e molto dai giochi dei partiti mentre dovrebbero legittimamente contarsi votando.

    L’esperienza italiana degli ultimi vent’anni testimonia inoltre che ben poche volte è in gioco il “sì” o il “no” ma la battaglia è tutta tra “sì” e astensione di fatto sommando pretestuosamente i contrari, gli indifferenti e quelli che puntano a far fallire (per diversi motivi non omologabili) il referendum. L’esempio principe è quello sulla fecondazione assistita quando uno stato estero fece aperta campagna per invalidare un istituto previsto dalla nostra Costituzione.

  11. Giaco 11 Giu 2009 at 12:47 #

    Sono d’accordo con Luca Romeo e sulla necessità della coerenza sul voto al referendum.
    Inoltre vorrei chiederVi se non sia invece giusto votare per il si anche al secondo quesito, fermo restando il giusto no al primo. Questo perchè semplificherebbe la situazione al senato ed eliminerebbe il premio di maggioranza regionale che rende alcune regioni troppo decisive (vedi la Sicilia).
    Credo, comunque, che il quorum oramai non si raggiungerà più data la delegittimazione che è stata fatta in questi anni dell’istituto referendario, e su questo concordo pienamente col prof. Carotenuto. Bisogna che si raccolgano 5 o 6 milioni di firme (il 10% della popolazione), si elimini il quorum e si dia la possibilità di indire referendum propositivi e non solo abrogativi. Questo è l’unico modo per renderelo nuovamente uno strumento realmente partecipativo.

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