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Virtuoso voto di scambio (diritto e rovescio)

di Dhyan Gandha Emanuela Risari

knitting

Allora. E’ partito il circuito del virtuoso voto di scambio.
Una non voleva votare, l’altra non poteva esercitare pienamente il diritto di voto(cioè: per un casino della burocrazia avrebbe potuto con sforzo economico e fisico votare solo per le europee ma non per le provinciali). Mezzo diritto uguale nessun diritto.
Entrambe pensano ormai di non avere diritti.

Quindi lavorano a rovescio.
E si scambiano il voto. Quella che non voleva votare voterà al posto di quella che avrebbe potuto votare solo a metà. Come le pare, ovviamente. C’è fiducia tra loro.
Il loro virtuoso voto di scambio chiede di essere allargato: quella che non voleva votare e voterà avrebbe votato volentieri a Bologna la lista l’Altra Città di sole donne. Quindi entrambe cercano una terza donna che non avrebbe votato o avrebbe votato altre liste disposta a votare a Bologna la lista delle donne.
La nostra pratica di knitting (lavoro a maglia) ci rende pazienti e ostinate, disposte a fare e disfare, nonchè piuttosto creative: i punti che non ci sono si inventano, quelli che cadono, si riprendono.
Ci piace lavorare con tutti i colori dell’arcobaleno.
Quindi, poichè ci sono donne immigrate in Italia che non hanno ancora conquistato il diritto di voto, chiediamo ad altre donne che non avrebbero partecipato al voto di votare al posto loro e di votare donne che localmente ed in Europa possano degnamente rappresentare la loro dignità e le loro speranze.
Ce n’est que un debut.

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