Migranti al Gay Pride di Torino (e Giorgia Meloni & CO a quello di Genova)
Ma tutte queste cosette terrificanti le ricordo solo io? Qualcuna/o dia un segno, batta un colpo, dica qualcosa …
Intanto mi consolo con un documento molto bello (che vi copio-incollo sotto), scritto da un gruppo di migranti in occasione del Gay Pride di Torino (che si è tenuto il 16 maggio), che avrei dovuto pubblicare subito appena ricevuto da una cara amica ma è notorio che i miei tempi sono tutto fuorché tempestivi e continuo a credere che l’importante non è stare sulla notizia ma fare circolare frammenti capaci di far pensare e che possibilmente rompano qualche schema. Questo documento lo fa. Grazie.
Siamo immigrati in Italia e particolarmente a Torino per dirigere le nostre barche verso un mondo di nuove esperienze, speranze e realizzazioni e ci aspettiamo di poter convivere insieme agli altri immigrati ed ai cittadini italiani in una quotidianità ed in un futuro fatto di uguaglianza di fronte alla legge, parità di diritti e doveri, rispetto.
Accettiamo che ognuno di noi sia diverso nel suo modo di pensare, credere e vivere e nelle sue scelte personali e sessuali. L’essere diverso dalla “maggioranza” in questo mondo e in questo Paese non deve impedirci di avere accesso a diritti, libertà ed una vita dignitosa.
Non vogliamo la “tolleranza” per chi è diverso per colore, cultura o orientamento sessuale. È di uguaglianza e parità che parliamo. Non accettiamo un’Italia che diventa ogni giorno istituzionalmente e culturalmente più razzista , xenofoba, sessista ed omofoba.
Non accettiamo di essere considerati una minaccia, il demonio anti-sicurezza da sventolare per vincere le elezioni, né una “risorsa” da sfruttare a volontà. Non accettiamo che si nascondano invece le aggressioni e gli omicidi sempre più numerosi di cui sono vittime migranti, senza tetto, disabili, gay, lesbiche, bisessuali e transgender in questo Paese.
Non accettiamo di non poter pronunciare i nostri nomi, parlare la nostra lingua, praticare la nostra fede religiosa ed esprimere il nostro parere su qualsiasi tema, come non accettiamo l’esclusione di atei, agnostici, di persone con diverse fedi politiche e ditutto quello che non è “maggioranza” in questo Paese.
Non accettiamo né la politica né l’informazione che si fonda sullaricerca di un capro espiratorio additando il “diverso” per coprirei problemi reali. L’immigrazione non ha né inventato né peggiorato la violenza sulle donne. Dovrebbero sentirsi responsabili i divulgatori dell’immagine della donna oggetto strumentalizzata nei media e, da tempo, anche nelle aule della politica. La realtà dei fatti è che in Italia la maggior parte degli atti di violenza contro le donne è fatta e subita all’interno della famiglia.
Vogliamo chiedervi oggi di mettervi nei nostri panni come ci stiamo provando noi… rendetevi conto che stiamo entrando in un era in cui il razzismo, la xenofobia, il sessismo e l’omofobia stanno cercando di radicarsi nell’oggi e nel nostro futuro comune facendoci sentire ogni giorno più invisibili ed esclusi dal restodella società italiana.
No al pacchetto di “sicurezza”, no alla Bossi-Fini, no alle politiche discriminatorie di ogni genere.
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
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