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La stampa italiana e i fatti di Oaxaca

Francesco Zurlo: Anche se la sparata sui "facinorosi" della Repubblica rimane la cosa più irritante scritta dalla stampa italiana "di sinistra" sui fatti di Oaxaca di questi giorni, anche l’Unità non si distingue certo per la limpidezza della sua informazione.
Forse è solo pressapochismo ma quello che ha scritto ieri Leonardo Sacchetti sul quotidiano romano, ipotizzando un’inestitente rivalità tra Convenzione democratica e Appo è ugualmente dannoso.
Per far capire meglio di cosa parlo riporto di sotto la lettera  di (garbata) protesta che ho scritto alla redazione dell’Unità – e che con buona probabilità verrà cestinata…
A presto e menomale che anche La Stampa finalmente si è accorta di questo blog!

Cara Unità,

scrivo in merito alle vicende che da qualche giorno insaguinano la citta di Oaxaca in Messico.
Innanzittutto per complimentarvi della copertura che state dando a questi tragici eventi a differenza di molte altre testate cartacee e non, sempre colpevolmente disattente a ciò che avviene nei paesi al di sotto del Rio Bravo. Ma anche purtroppo per segnalarvi delle vistose inasattezze.
Nell’articolo a firma Leonardo Sacchetti si glissa infatti completamente sul malgoverno e sulla corruzione del governo regionale di Ulisse Ruiz (vera causa delle proteste di Oaxaca,al di la del casus belli dello sciopero dei meastri) e non si accenna neppure una volta ai brogli che ne hanno favorito l’elezione. Ma una cosa in particolare mi colpisce.  Sacchetti scrive infatti che anche l’ex candidato presidenziale della sinistra Lopez Obrador "ha avuto difficoltà nel gestire la rivolta in cui si sono aggiunti movimenti indigenisti dell’estrema sinistra" e che quindi "l’intervento dell’esercito [è] appoggiato anche dal PRD". Ora io non so da dove Sacchetti desuma queste tesi, ma, malgrado il trasformismo serpeggiante che ha colpito in passato il partito di Obrador mi pare che la posizione del Prd sulla faccenda sia di segno radicalmente opposto. Anzi propro ieri (30 ottobre) promovuendo una mobilitazione di solidarietà con il popolo di Oaxaca, Lopez Obrador ha scritto in un comunicato: "Reitiriamo la nostra condanna dell’uso della forza pubblica per i risolvere i problemi socio-politici, chiediamo un’indagine delle morti avvenute durante l’intervento poliziesco.[...] Non possiamo rimanere a braccia conserte mentre si reprimono gli altri messicani che lottano pacificamente per la democrazia e la giustizia". (La traduzione è nostra. L’originale lo si può trovare sul sito del giornale La Jornada a questo link).
La domando allora che mi pongo e vi pongo è la seguente: le affermazioni di Sacchetti sono solo frutto di disattenzione o di errate supposizioni personali, o nascono invece da una volontà precisa di dividere la sinistra messicana tra "buoni" e "cattivi", di separare capziosamente il movimento popolare di Oaxaca dalla sinistra istituzionale di Obrador & soci? E se sì a che pro? Grazie


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