domenica 21 marzo 2010, 06:57

Insane sincere selvagge follie

Succede in una giornata di maggio, in un giorno feriale del 2009 :  due  che insieme fanno 30 anni, si tolgono la vita.

Aveva 15 anni, era un indiano adottato, studente a Potenza e residente a Pignola che dista 6 km. da Potenza. Il paese ha 6419 abitanti, con sette chiese e una personalità: Arisa (ha vinto il Festival di Sanremo come Nuove Proposte nel 2009 con Sincerità) .   Diventerà noto per alcuni giorni, perchè  il ragazzo si è dato fuoco, prima di entrare a scuola, il liceo scientifico Galileo Galilei del capoluogo, sulla scalinata che collega la questura alla zona vecchia della città. Lo zainetto era rimasto sul muro ed è precitato avvolto dalle fiamme, non si sa se volontoriamente. Sembra una delusione amorosa il movente.
Poco dopo, alle 9.15, una ragazza di 15 anni, si e’ gettata sotto un treno della metropolitana milanese della linea rossa, che stava entrando in banchina alla stazione di Primaticcio. La ragazza e’ stata soccorsa e portata via in ambulanza ancora viva. La quindicenne è residente nella zona. Sembra avesse problemi psichiatrici, intanto in ospedale i medici le hanno dovuto amputare un braccio, mentre una gamba è molto compromessa.
Il numero 15 ricorre ma  stavolta si tratta di  una vita di 15 giorni, un bambino gettato dal balcone dalla  cugina di 20 anni, a Viterbo: forse ce la farà, riesce a respirare senza aiuto. Sembra che l’abbia preso in  braccio, mentre madre e nonna erano in un’altra stanza  e l’ha gettato. Le motivazioni? Sembra la gelosia della ragazza nei confronti della cugina diventata da poco madre.
Ad una vicina il corpicino a terra le sembrava un bambolotto. Non sono bambole nessuno dei tre, anzi dei quattro, comprendendo  il neonato.
Nei primi due casi, il traffico è stato ripristinato, nel terzo sembra che la città sia scossa e si reca sul luogo dell’accaduto, non si sa per vedere cosa…
I titoli parlano di insano gesto, disturbi psicologici, disagi, follia…
In questi giorni sono tra le macerie di casa mia, per strutture che non avevano più alcuna sicurezza, eppure sembrava così bella e antica, reggere tutto…e a pranzo parlo con i muratori, due molti giovani, uno del viterbese,  l’altro è bielorusso, adottato non legalmente. Poi padre e figlio, dai 45 ai 70, locali:  ci sono un po’ tutte le età, degne della parola “lavoro”.
Lavorano duro e mi raccontano i loro sogni, le preoccupazioni, come hanno passato il fine settimana…Sembriamo tutti folli, tra queste macerie e  polvere, polvere che si solleva, anche parlando, anche se si sta fermi. Ci diciamo che passerà questo momento brutto, questo disagio, questo vivere insano. S.  vorrebbe andare a vivere nei boschi, C.  ha il Che nel cuore e 80 punti sul petto per un tumore operato, A. quando stacca  torna dalla sua compagna romena e fà il nonno, M.  finisce di costruirsi casa, separato dentro. E io scrivo, tanto sono in pensione, dopo due giorni di disservizio Internet  (volevo cambiare gestore) e solleciti infiniti, l’ultimo operatore mi ha detto: “vuole che sia sincero? Il sistema è corrotto”.
Stabilizzazione di un’insana follia, si è folli se si è sani, o viceversa?  Siamo malati, abbiamo dei disagi?
Dice Arisa che  se si è sinceri  si comunica, sarà…
Non vorrei  fossimo “into the wild”,   nelle terre selvagge, queste…
Doriana Goracci



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  1. Raffaele Della Rosa | 22 maggio 2009 20:40 | Rispondi

    “Non vorrei fossimo “into the wild”, nelle terre selvagge, queste… ”

    manco io lo vorrei….però….penso che ci siamo, e ci rimarremo…per un bel pezzo…

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