Thursday 09 February 2012, 18:19

Da anni, pervicacemente

Quando si parla di migranti, di problemi connessi alla xenofobia, per anni, con cocciutaggine mi sono rifiutato di classificare nella categoria “razzismo” gli articoli scritti da me e da altri sul tema. Per anni ho preferito racchiuderli in una categoria “migranti e integrazione” che mi sembrava potesse comunque essere il segnale che ci fossero resistenze in un percorso inevitabile di integrazione.

Adesso comincio a non crederci più e mi sto domandando se è giusto cominciare a catalogare il tema all’interno di una nuova categoria chiamata “razzismo”. Onestamente lo vedo come una sconfitta ma temo che sia giusto chiamare le cose col loro nome. Cosa ne pensano i lettori/autori abituali di “Giornalismo partecipativo”?



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RSS Feed for This Post 14 Commenti

  1. Enza Panebianco | 14 maggio 2009 16:16 | Rispondi

    io farei una categoria “antirazzismi” “antifascismi” “antisessismi”…

  2. Maurizio Carena | 14 maggio 2009 17:06 | Rispondi

    se non ti seguissi da diverso tempo e non mi trovassi quasi se non sempre d’accordo con le tue analisi penserei di avere a che fare con una persona molto ingenua.
    solo la nostra ignoranza e la nostra oleografia di regime ci imedisce diriconoscere che gli italiani sono un popolo profondamente razzista.
    Non bisogna aver letto Del Boca. Basta pensare alle sevizie in Somalia degli anni 90, ai cartelli torinesi “non si affitta ai terroni” degli anni 60, alle leggi razziali degli anni 30, ai bombardamenti dei “negri” coi primi velivoli nei primi del 900.
    L’Italia e’ un paese di merda, con un passato fascista, razzista, imperialista. Dopo la parentesi del dopoguerra, della decolonizzazione, della contestazione del 68, si torna alla “tradizione”, alla “normalita’ “: quella dell’uomo forte, del razzismo, della guerra.
    Chuiama pure le cose col loro nome, tu che sei uno tra i pochi che ha il coraggio di farlo. RAZZISMO, ovvero NOI.

    saluti.

  3. Freddie Freeloader | 14 maggio 2009 21:17 | Rispondi

    D’accordo con Carena: chiamiamo le cose col loro nome.

  4. leonello carlo boggero | 14 maggio 2009 21:18 | Rispondi

    Maurizio, sono d’accordo con te su tutto tranne che l’Italia e’ un paese di merda, poiche’ siamo ancora in tanti “sani” nonostante le forti radici fasciste di buona parte degli italiani,non dimentichiamoci che il fascismo fu’un “prodotto Made in Italy” solo in seguito esportato.
    A questo proposito e’ sempre attuale qello che scrisse Ennio Flaiano:
    Il fascismo conviene agli Italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità.

    Il fascismo è demagogico ma padronale retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli « altri »le cause della sua impotenza o sconfitta.

    Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista.

    Non ama la Natura, perché identifica la natura nella vita di campagna, cioè nella vita dei servi; ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito.

    Odia gli animali, non ha senso dell’arte non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale d’altronde non rispetta lui.

    Non ama l’amore, ma il possesso.

    Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l’ascesa al potere.

    Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des.

    È superstizioso, vuoi essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o a fastidio degli altri.

    Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.

    Le madri sono generalmente fasciste.

    Cordialmente dalla Polonia
    Leonello

  5. Antonio Castellarin | 14 maggio 2009 21:27 | Rispondi

    Cosi e’. Di razzismo si tratta. E di servilismo, che ha come corollario la ferocia verso gli altri non nobili.

    Una lotta di classe-casta feroce, da parte delle vere caste-classi, con l’invenzione di reati per i servi e la cancellazione per la casta-classe dominante.

    In mezzo alla piu’ grave crisi economica, in una prospettiva di crisi epocale per quanto rigurada gli squilibri ecologici, causati dalla codicia e arroganza della classe-casta, invece di denunciare queste responsabilita’ una larga fetta di sotto-caste combatte gli intoccabili.

  6. Enza Panebianco | 15 maggio 2009 01:34 | Rispondi

    @leonello

    non ho capito perchè dici che “le madri sono generalmente fasciste”.

    la descrizione che tu fai delle modalità di relazione dei fascisti induce più a ritenere che i partner, mariti, fratelli, fidanzati siano fascisti. senza generalizzare, ovvio.

    tant’e’ che sono le donne a morire vittime del sentimento possessivo dei loro parenti maschi e non il contrario.

    la gloriosa figura della madre che si lascia convimcere nel procreare per la patria è tramontata. ora esiste la madre che tira a campare, che viene licenziata se è incinta e che non possiede niente, neppure se stessa.

  7. cometa | 15 maggio 2009 09:47 | Rispondi

    Quoto l’ultimo intervento di Enza.
    Il testo di Flaiano è, come sempre, sottile ed arguto, ma non mi pare vada al centro del problema, cioè dell’atteggiamento interiore che genera il fascismo. In altri termini: ad ogni linea del testo si dovrebbe aggiungere: “perché…”.
    Questo è il punto, per me. E’ sempre mancata una seria elaborazione profonda, individuale e collettiva, del fascismo. Ed il fascismo, combattuto una volta, torna in forze, torna maggioritario.
    Perché non abbiamo capito nulla.
    Per questo medesimo motivo, cioè la mancata rielaborazione, rispondo a Gennaro che per me si deve dire la maledetta parola: razzismo.

  8. leonello carlo boggero | 15 maggio 2009 10:41 | Rispondi

    Cara Enza,
    a parte che non lo dico io ma Flaiano (tra l’altro copiato con errori del tipo “i loro odi” ed il termine “odiatore” che non c’e’ nel testo originale),anche se il mio pensiero non dista di molto.Sono stato ultimamente in Italia ed in soli 5 giorni piu’ volte mi sono imbattuto in frasi del tipo ” mio marito lo dice sempre che ci vorrebbe un’altro Benito”, queste donne erano tutte piu’ giovani del sottoscritto ( classe 1950),negli anni ’70 nella mia Genova rarissimamente mi capitava di ascoltare cio’,ed ad esprimerlo erano esmpre donne anziane e semi-analfabete. Il fascismo in Italia e’ come l’Herpes zoster, da una varicella apparentemente guarita ti ritorna magari dopo 50 anni e son dolori.Continuando la metafora,l’Italia e’ l’unico paese a non aver fatto i conti con il virus del fascismo, in Germania e’ impensabile che la terza carica dello stato ancora nel decennio scorso patecipava alle messe in memoria di Mussolini.

    Cordialmente dalla Polonia
    Leonello B.

  9. leonello carlo boggero | 15 maggio 2009 11:19 | Rispondi

    Naturalmente quando scrivo che in Germania e’ impensabile mi riferisco all’equivalente “Duce” teesco, od anche solo partecipare alla messa in memoria di uno dei capi del Nazismo .

  10. robipiede | 15 maggio 2009 13:45 | Rispondi

    mi trovo d’accordo con l’ipotesi di Gennaro e con le risposte dei lettori: di razzismo ce n’è tanto, riempie l’Italia; è ora di ciamarlo e catalogarlo per quello che è.

  11. Rudi Menin | 15 maggio 2009 14:32 | Rispondi

    Dopo aver letto l’articolo, di un vero “modello” di obbiettività, di quel mediocre yesman che risponde al nome di Mario Giordano, il quale si definisce
    razzista contro i criminali di una certa provenienza, giustificando così la politica dei respingimenti, a suo dire fin troppo morbida, direi che lo devi scrivere a caratteri cubitali: R-A-Z-Z-I-S-M-O. D’ altronde è così evidente che tutti coloro che arrivano sui barconi sono degli “efferati criminali……”

  12. leonello carlo boggero | 15 maggio 2009 15:41 | Rispondi

    Il razzista ed il fascista,diventono tali quando sono in gruppo, altrimenti sono dei GRANDISSIMI CODARDI”, questo ho “ripensato” quando ho visto i “calienti” palermitani assalire l’auto della polizia solo dopo che il “pazzo martellatore” era tra gli agenti (al contrario dei “clandestini” nigeriani che hanno subito reagito) questo ieri, a gennaio i “bulli” romani e potrei continuare ancora. Avevo ragione quando nel 1974 con un pittore compagno e come attivista del PCI volevamo, al contrario dell’immaginario collettivo, dipingere il fascista con il “Fez” ridicolizzante e buffoneggiante davanti ad un bar a vantarsi della “Jolanda” che non prendeva mai e del coraggio che non aveva mai avuto. Ai fascisti piaceva essere descritti come dei duri, violenti picchiatori ed intransigenti, poiche’ erano solo dei “quaquaraqua’”, ed allora per frustrarli e deprimerli bisognava mostrarli nella loro vera identita’.
    Ma allora, a differenza di oggi, i “bulli destreggianti” avevano pochissimo seguito tra l’altro sesso (purtroppo credo che le donne erano piu’ politicizzate e piu emancipate) e,permettetemi una battuta ,avevano la sindrome “del polso da tennista”!!!!!
    Bisogna ammettere che l’Italia, anche se non di merda, e’ molto cambiata.

  13. Raffaele Della Rosa | 16 maggio 2009 15:00 | Rispondi

    Caro Leonello, io sono del 1946 ed anche io penso che si sia cambiati in peggio. E lo vediamo nel cinema (GOMORRA non è niente di speciale, ma proprio niente, non è MANI SULLA CITTA’) nella letteratura….ecc. ecc.
    Penso che ovviamente la responsabilità sia tutta intera su una generazione, la mia, che non ha trovato sino ad ora il coraggio di fare, collettivamente, il bilancio di una sconfitta, di fare quello che fino ad ora è stato esclusivo monopolio di PM intellettuali e giornalisti di parte avversa, cioè dei moderati e dei conservatori.
    Lasciare riscrivere ad altri la propria storia, lascia in giro miasmi e virus non facilmente debellabili….qualcuno ha detto (e dimostrato la veridicità) che IL RIMOSSO E’ COAZIONE A RIPETERE.
    Come era bello processare i brutti ceffi delle exSS tedesche che hanno massacrato gli italiani, rifarsi una verginità e scordare che i nostri padri ne avevano anticipato le gesta in Libia ed in Africa Orient. , che li avevano affiancati nei massacri in Yugoslavia ed URSS, Grecia ed Albania.
    Si son processati i nazisti, si son processatii BR, ma i terroristi ed assassini in uniforme dello Stato Italiano (allora controllato dal primo cavaliere) ma pur sempre Stato Italiano hanno avuto perdono ed oblio.
    E mo’ caro Gennaro stiamo ad interrogarci se, per caso, in Italia si sia un po’ razzisti….
    Certo è difficile avercela con i finlandesi, credo che in Italia ce ne siano pochini, e quindi di parlare di una FINNOFOBIA forse non è proprio il caso…ma io ci scommetto che se arrivassimo a 5o 6 mila ce ne sarebbero anche per loro….
    quando gli unici negri che si vedevano in giro erano i militari americani chi non ama la gente di colore si limitava ad evitarli….oggi che abbiamo terremotato socialmente ed ambientalmente l’Africa e buon parte dell’Asia e dell’America Latina non sappiamo più a che santo votarci.
    Il razzismo non è colpa della destra, che fa il proprio mestiere, ma di una sinistra che non sa e non vuol mettersi a fare il proprio.

  14. leonello carlo boggero | 17 maggio 2009 12:17 | Rispondi

    Caro Raffaele,non ne sarei certo che la ns generazione sia responsabile della sconfitta, anche se i vari D’Alema e Fassino sono del ’49 e Veltroni qualche anno in meno ma c’era gia’ con i calzoni corti,ma non sia piuttosto l’ansia di “entrare nei salotti” che ha cambiato la natura della sinistra,e tale ansia non l’ha forse avuta per primo Togliatti? Anche se in favore della tua tesi resta il fatto che la generazione prima con Occhetto in testa voleva il superamento del comunismo da sinistra, con una visione alternativa dell sistema e soprattutto mettendo al centro della propria cultura politica la questione morale.
    Invece i dirigenti dei DS hanno calato le braghe davanti al “bauscia pluri-indagato.

    Cordialmente dalla Polonia
    Leonello B.

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