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Cuba el valor de una utopia

Il 1 maggio 1959 è una data che per i cubani ha un significato storico particolare. Un giorno che ha ridato la speranza a tanti uomini e donne, in cui qualcuno ha rivisto la luce della vita.
Questa luce l’ha rivista anche Felix Contreras il protagonista di "Cuba el valor de una utopia".
Una luce che continua a brillare, oggi dopo 50 anni nell’Isla Grande e non solo. Un bagliore che illumina e che risplende tutto il continente, dalla Cordigliera delle Ande alla Terra de Fuoco.

"Cuba el valor de una utopia" è l’ultimo lavoro cinematografico realizzato dalla bravissima regista ecuadoriana Yanara Guayasamin.
Un documentario che è stato`presentato in molti Festival di Cinema Internazionale e che ha ricevuto allo stesso tempo molti riconoscimenti dal pubblico e dalla critica.
Dopo il premio ottenuto al Festival IDFA doc Fest ad Amsterdam, il documentario è entrato a far parte del circuito internazionale dei Festival dei Cinema, facendo il giro del mondo.
Dall’Ecuador alla Corea del Sud, dalla Gran Bretagna alla Serbia e poi dall’Olanda alla Germania.
Giunto in patria il film viene in questi giorni proiettato in tutto il Paese nelle sale cinematografiche più importanti. Dal 30 aprile al 28 maggio sarà proiettato al Cinema 8 y medio di Quito, mentre a Guayaquil sarà nelle sale a partire dal 7 maggio.
Dopo 50 anni chi avrebbe immaginato che si sarebbe realizzato un nuovo documentario nella Cuba Socialista? Chi avrebbe scommesso che dopo la caduta del Socialismo Reale, questa piccola isola avrebbe continuato a resistere e da sola? Quanti avrebbero detto che tale resistenza sarebbe divenuta punto di riferimento per molti Paesi dell’America Latina che oggi riscoprono la parola Socialismo? Certamente sarebbero stati in pochissimi!!
La regista ecuadoriana, attraverso questo documentario, pone una serie di domande al pubblico tra cui :"Qual’è il tuo sogno e quanto costa?".
Da 50 anni a Cuba si fa il possibile perchè questo sogno continui a vivere più di prima. Il costo di questo sogno, indubbiamente, è stato elevatissimo per un popolo che ancora oggi paga il prezzo dell’indipendenza e dell’autodeterminazione.
Un prezzo inestimabile come i danni causati dal Blocco Economico Statunitense condannato nell’ultimo incontro dell’Unasur da tutti i Paesi aderenti.
Un popolo che come dice Sara Gonzàles nel documentario, ha sopportato due blocchi economici negli anni ’90 sopravvivendo e continuando a sopravvivere.
Non c’è solo il passato in questo lavoro, ma anche il presente e quindi il futuro attraverso la testimonianza dei giovani che abbagliati da altre luci impregnate di funo e di futuli desideri materiali, resistono con dignità e con rispetto alla Rivoluzione insieme alle vecchie generazioni.
È evidente che non è la stessa luce che ha visto Felix Contreras quel 1 maggio 1959. La luce di Felix Contreras è ancora carica di passioni, di valori morali, di sogni raggiunti e mancati ma una luce chiara ed in continuo movimento, alla ricerca di un’utopia che, come avrebbe detto il romantico francese Alphonse de Lamartine, "spesso non è altro che verità prematura".

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