Alla mia dolce rivoluzionaria
e ha chiuso con tre video il suo ricordo… Parto col primo, salutandola così, come il titolo che lo accompagna e la citazione di Bertolt Brecht
guardare in aria, occorre agire e non parlare, questo mostro stava una
volta per governare il mondo, i popoli lo spensero, ma ora non cantiamo
vittoria troppo presto, il grembo da cui nacque è ancora fecondo”
Doriana Goracci
Mia Dolce Rivoluzionaria (dedicato a Tina Modotti: EMIGRANTE, OPERAIA, ATTRICE, FOTOGRAFA NEL MESSICO DEGLI ANNI VENTI, ANTIFASCISTA, MILITANTE NEL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE, PERSEGUITATA…)
Eh si la tua storia , caro Bube, è come la storia della
Resistenza, ogni “scrittore” racconta il suo il romanzo e la sua
versione: retorica, opportunista, di disprezzo, di negazione oppure di
esaltazione manierata,ogni momento politico ha la sua resistenza
romanzata, mentre si vive la resistenza reale. Bube o Baffo o Bebo si
chiamava, Renato Ciandri in realtà, nato da una famiglia povera e Mara
si chiamava Nada Giorgi. A me piace pensare che il suo nome di battaglia era il soprannome che gli avevano affibbiato da ragazzo Bebo.
Sapere la storia combattente di Bebo oltre che la sua storia
d’amore può servire a capire alcune cose sulla Resistenza e i
Partigiani.
Bebo ha combattuto nella zona fra Pontassieve , Monte Giove e Dicomanno,passando da una banda all’altra.
Era chiamato “ribelle fra i ribelli” per i suoi numerosi atti di
insubordinazione alla disciplina, infatti come la maggior parte di
tutti questi sognatori combattenti ubbidì all’ordine di arruolarsi in
un esercito regolare per salvare la Patria, cosa che si capisce anche:
c’era non solo il fascismo ma l’occupazione del tedesco invasore, fu
così che divenne “ribelle tra i ribelli” tanto da collezionare sedici
anni di reclusione per pochi mesi di milizia nel Cremona.Alla fine
della guerra fu amnistiato.
Bebo lo ritroviamo anche a Firenze nell’operazione per la conquista
della Stazione di Santa Maria Novella, dove i blindati inglesi
rifiutarono l’appoggio ai partigiani e dove il combattimento si svolse
casa per casa, l’episodio è citato anche nel film di Rossellini Paisà,
Bebo rimase ferito.
Nel 1945, a guerra finita, alla festa del Sasso, una sagra
paesana, una di quelle feste di paese dove si sovrappongono motivi
religiosi ad antichi riti pagani, ma nel caso specifico ci si andava
sopratutto per mangiare della buona carne, era il 45! Bebo e sui
compagni partigiani che erano andati per questa gita fuori porta furono
bloccati da un prete colla scusa che “erano indecenti” segui un
diverbio, un maresciallo intervenne in difesa del prete, il figlio del
maresciallo sparò, Bebo restò ferito, un compagno comunista anziano fu
ucciso , anche il maresciallo e il figlio rimasero uccisi.
Dove la Resistenza è stata un concerto corale di anime pie per la santa rinascita nazionale alla libertà?
Bebo dovette scappare in Francia, poi illudendosi forse sulla
democrazia e per ordine del partito comunista rientrò in Italia, era il
periodo in cui si svolgevano numerosi processi contro gli “ex
partigiani” in un clima di massima durezza, l’ordine doveva essere
riportato, si doveva procedere alla ricostruzione liberandosi delle
“teste calde”.Bebo fu arrestato e condannato a 19 anni.
La storia, quella non sentimentale, di Bebo ci fa capire come quello
che si dice ora sulla Resistenza e Partigiani sono discorsi
opportunisti: la Resistenza appartiene solo ad una parte, a quella
parte che si è riconosciuta in essa e che ancora vi si riconosce, la
Resistenza non portò alla libertà, portò solo alla democrazia borghese,
perchè la dittatura fascista non serviva più e perchè il sogno
imperiale tedesco soccombette ai sogni degli imperi vincenti, la
Resistenza non è stato “un comune sentire storico”, la Resistenza per
tanti partigiani è stato un duro risveglio dalle illusioni propinate
dagli illusionisti.
Bebo tu sei morto e non hai visto come oggi 25 aprile 2009, c’è chi
vuol dare “pari dignità” ai repubblichini di Salò, e al prete e al
maresciallo per cui finisti in galera: tutti accomunati: I partiti
“resistenziali” sono crollati, nuove necessità si impongono nuovi
equilibri si cercano, bisogna fare fronte comune contro i resistenti di
oggi : migranti in lotta, lavoratori che possono incominciare una nuova
Resistenza, insubordinazione sociale, e così la storia della Resistenza
Partigiana viene riscritta per l’ennesima volta, come tutta la Storia
del resto.
Si è vero la lotta Partigiana, la Resistenza fu sopratutto una
lotta di liberazione nazionale, e dentro vi erano tutte le componenti,
del resto va vista nel contesto di una guerra mondiale, nella
Resistenza Europea all’occupazione nazista tedesca, cosa vuol dire
sottolineare con disprezzo da parte di alcuni questo fatto, con
sufficienza purista, cosa significa quel sottolineare che era
sopratutto una lotta di liberazione nazionale niente affatto
rivoluzionaria? forse si vuol dire che se il fascismo avesse vinto e
l’Unione Sovietica fosse stata battuta sarebbe stato tanto meglio? Non
ci sarebbe stato l’impero anglo americano, ma la dittatura
nazifascista.Dicono alcuni il sistema democratico, la dittatura
borghese che subiamo è il frutto di quella vittoria: un alibi per
nascondere la propria pochezza, la propria nullità, il proprio essere
imbelli, se subiamo la dittatura borghese è perchè non abbiamo avuto la
capacità o la volontà e la forza di liberarci di essa.
D’altra parte altri continuano ad incensare la Resistenza Partigiana
relegandola nel mito, nella commemorazione del dovere compiuto, senza
mettere in evidenza che i fucili furono deposti dai più e che le
bandiere rosse o nere soccombettero al tricolore, il tutto perchè non
si tirino le somme per andare oltre lo stato di cose presenti.
Io in questo 25 aprile 2009 ricordo i Partigiani come Bebo e
Corbari, i Partigiani sconfitti nei loro ideali perchè ci si riappropri
dei loro ideali e della loro speranza in una società libera veramente.
Io in questo 25 aprile 2009 ricordo il filo rosso che lega i Partigiani d’ Italia ai combattenti della guerra di Spagna.
Io questo 25 aprile 2009 ricordo tutti i Resistenti che hanno
lottato contro le dittature e i Golpe voluti , poi ,dopo la caduta del
fascismo e del nazismo dalla democrazia borghese vincente: dalla
Resistenza Greca, a quella Cilena, a quella Argentina, a tutti i
desparesidos, a tutti quelli che ancora prendono il sentiero delle
montagne col fucile in spalla. Sbagliano forse, ma nel loro errore c’è
tanta dignità e tanto riscatto: è dai tentavi di ritrovare la propria
dignità e il proprio riscatto che poi si imbocca il sentiero giusto che
porta ad un mondo diverso, non nasce certo un mondo diverso da tutti i
soloni che rifanno le pulci a questo o quel movimento di Resistenza in
armi, come non nasce dagli apologeti di facciata che fanno la loro
parata commemorativa.
Io questo 25 aprile 2009 ricordo tutti i ragazzi , le donne e
gli uomini che facevano le loro riunioni in segreto tallonati dalle
tante Bande Collotti, che nascondevano i giornali usciti dalle
stamperie clandestine tra le gonne o nelle ceste sotto le patate, che
facevano le loro scritte sui muri.
Io questo 25 aprile 2009 rivedo i nuovi Partigiani nei migranti
di Bruzzano e nei lavoratori che sequestrano i capi, nella Grecia che
non si arrende e mi dico
LA RESISTENZA NON FINISCE MAI,
BISOGNA RESISTERE PER POTER ATTACCARE DOMANI .
Con commozione penso alla forza dei tanti, e vorrei che questa
forza si ritrovasse, che dopo il bando del febbraio 1944 che sanciva la
pena di morte per i disertori e i renitenti alla leva, difendevano,
nascondevano i disertori malgrado nell’aprile dello stesso anno la pena
di morte fosse estesa anche a chi dava rifugio ai disertori.
vittoria
L’avamposto degli Incompatibili

Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
















Doriana Goracci | 25 aprile 2009 15:11 | Rispondi
Mai stata più contenta di aver scritto l’aggettivo “rivoluzionaria”,
poi oggi, 25 aprile 2009.
Berlusconi: “Sono maturi i tempi perche’ la festa di Liberazione diventi festa di liberta’ e tolga quel carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria, lo dico senza polemica, gli ha dato”. “Viva la festa di tutti gli italiani”, ha detto Berlusconi, concludendo il suo discorso a Onna. “Viva il 25 aprile, viva la festa della liberta’ riconquistata”, ha aggiunto il premier