Friday 10 February 2012, 04:46

Guantanamo: Barack Obama come Raúl Alfonsín e la CIA come i carapintadas argentini

Abu-ghraib-leash Forse non si sentirà proprio rumore di sciabole negli Stati Uniti, ma l’impunità garantita da Barack Obama ai torturatori della CIA per i crimini contro l’umanità commessi a Guantanamo, in Iraq, Afghanistan e altri paesi nell’era Bush, disegna una democrazia statunitense fragile e incapace di fare davvero i conti col suo passato. Così l’amnistia garantita da Obama alla CIA per le violazioni dei diritti umani somiglia tanto alle leggi dell’impunità in America latina.

Barack Obama ha cambiato molte cose rispetto al decennio infame di George Bush, almeno dal punto di vista formale. Sostiene di volere un nuovo inizio con Cuba, ma non pensa né di abolire l’embargo né di restituire all’isola, come pure sarebbe ragionevole, la base di Guantanamo, a tutti gli effetti un possedimento coloniale illegale. Rispetto al resto del Continente ha dispensato sorrisi e strette di mano, ma le differenze politiche restano immutate già che vende all’estero quello stesso neoliberismo affamatore la critica del quale in casa lo ha portato alla Casa Bianca.

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RSS Feed for This Post 7 Commenti

  1. Andras | 22 aprile 2009 09:36 | Rispondi

    Giuseppe Tomasi di Lampedusa docet: cambiare per non cambiare nulla…

  2. Gennaro Carotenuto | 22 aprile 2009 11:39 | Rispondi

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115626

  3. Eliolibre | 22 aprile 2009 23:36 | Rispondi

    Gli USA non ammettaranno mai le loro nefandezze. In caso contrario TUTTI i Ptresidenti USA dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità. Obama compreso, mi sembra che OGGI gli USA stiano aggredendo distrugenndo assassinado, bombardando, tramando, ecc., ecc., in molte aree del pianeta.

  4. cometa | 23 aprile 2009 07:59 | Rispondi

    Voglio vedere la cosa in un aspetto positivo e dare ad Obama una chance. Senza dubbio, non è ancora abbastanza forte da tornare indietro su Cuba, torture, rispetto della sovranità dei Paesi del continente americano. Gli USA avrebbero mai votato un presidente che dicesse a propri elettori (piccoli e grandi): “la nostra libertà si paga con dittature e soprusi che i nostri soldati e servizi perpetrano in tutto il resto del mondo”? Un presidente del genere potrebbe governare?
    Siamo realisti!

  5. Marco Drudi | 23 aprile 2009 15:52 | Rispondi

    garantire l’immunità a chi ha risposto a degli ordini mi sembra normale.. mentre chi ha fatto di testa sua come sembra sia successo in molti casi ad Abu Ghraib è diverso..

    Chi rispondeva a dei determinati ordini non deve essere processato, nell’esercito e nelle forze armate non c’è l’obiezione di coscenza o lo sciopero.. e sappiamo tutti bene che molti dei soldati USA sono dei poveracci che fanno quel “mestiere” per cercare di riscattarsi.. e spesso, troppo spesso, la loro esperienza fa la stessa fine della barca carica di lupini di Verga..

    i mandanti devono essere processati e incarcerati! Normalmente negli USA prima di questa volta si è sempre insabbiato o fatto finta di non vedere/capire

    poi se si pensa che Obama trasformi gli USA in una succursale socialdemocratica svedese allora è chiaro che fa tutto schifo..

  6. Gennaro Carotenuto | 23 aprile 2009 17:26 | Rispondi

    Caro Marco, la cultura delle violazioni dei diritti umani e la cultura militare si basano proprio sull’idea che si possa staccare la spina al cervello e fare finta che sia legittimo commetere qualunque ignominia se è qualcun altro a ordinartelo. Anche Priebke disse che alle Ardeatine aveva solo obbedito a degli ordini.

  7. Eliolibre | 24 aprile 2009 09:40 | Rispondi

    Nessuno chiede ad Obama di diventare “una succursale della socialdemocrazia svedese”, gli si chiede solamente di smettere la politica di aggressioni, di sterminio di intere popolazioi, di sostenere trame eversive in ogni paese del mondo, Italia compresa, e di trattare DEMOCRATICAMENTE e ALLA PARI con tutti i Paesi e di rispettarne la sovranità. Se poi decidesse di introdurre anche nel suo paese un po’ di socialdemocrazia alla svedese non farebbe male. Sopratutto a quei 52 milioni (oggi, tra un anno saranno di più) di suoi concittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà. Anche senza scomodare Marx e Lenin potrebbe dare dei segnali concreti. A me sembra invece una fotocopia “abbronzata” di Blair e Berlusconi, molto bla bla bla e pochi fatti.

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