giovedì 02 settembre 2010, 17:48

” Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro…”

di Giacomo Di Girolamo

terremoto

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come …

… una bestemmia.
E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme – da generazioni – gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Tratto da: www.facebook.com/



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

- Vota cliccando su OK e Wikio, per saperne di più clicca qui -


RSS Feed for This Post 20 Commenti

  1. Freddie Freeloader | 14 aprile 2009 22:39 | Rispondi

    parole sante

  2. fmmasala | 15 aprile 2009 05:45 | Rispondi

    anni che lo pensavo senza riuscire a scriverlo e ora lo leggo e sono perfettamente d’accordo.

  3. TaCi | 15 aprile 2009 12:05 | Rispondi

    In questi giorni ho pensato spesso a questo concetto. Riusciremo mai a liberarci dalla spirale “generosi/pasticcioni” generosi/collusi generosi/mafiosi.. scegli tu tanto sono estremi dello stesso concetto: supplire lo Stato legale.
    Mi sembra tanto, troppo radicato negli usi e costumi nazionali che non vedo strumenti pratici, reali, efficaci a questo modo “all’italiana” di far girare il denaro.

    PS: le new town sono concetti urbanistici elaborati negli anni 30-40 in Inghilterra.
    Da tecnico ti dico che sentita in bocca al Berlusca non mi ha richiamato nessuno degli insegnamenti anglosassoni, ma anche a me Milano2
    … come dire: saper già bene che pasticcio all’italiana sarà anche questa ricostruzione.

  4. foscalontana | 15 aprile 2009 21:53 | Rispondi

    Alla signora Lisa Perni,fustigatrice dei nuovi “stronzi”, vorrei chiedere come fa a conciliare la sua dichiarata ‘fede’ nell’ateismo, e poi,incorniciare il suo articolo con la più stereotipata iconografia della ‘pietas’(non laica,né atea) religiosa. D’altra parte, l’articolo è così zeppo di contraddizioni(la signora, presumo abbia inviato il suo euro,da quella “casetta calda”,che ella stessa, non avrebbe più “il coraggio” di guardare se non l’avesse fatto)e stereotipi solidaristici che, sebbene io, abbia(lo confesso)nell’immediatezza della mia con-fusione tra pietas(rigorosamente laica) e scaricamento della (mia) coscienza, inviato (dalla “casetta calda”)l’euro,prendo atto della (vera)stronzata commessa. Ora pro nobis.

  5. Unregistered | 16 aprile 2009 03:41 | Rispondi

    Bene, ora fai il bravo vai a L’Aquila, e diglielo in faccia a quei poveracci che tu non scuci nemmeno un soldo. Che grazie a te i politici che tu critichi tanto continuano a passarsela bene, mentre quei poveracci che non hanno più una cippa (casa, lavoro, famiglia, niente), e che hanno bisogno di generi di prima necessità, avranno un po’ meno aiuti. Bravo, te e tutti gli altri intelligentoni.

    Sai, vorrei proprio vedere se avresti il coragigo di scrivere queste boiate se capitasse a te. Ti ci manderei, subito dopo un terremoto, nella zona insieme ai terremotati, vestito solo di quello che hai addosso, a vivere una settimana senza alcuno degli aiuti che la beneficenza ha permesso e permette di mandare. Una, due settimane. Senza una tenda, senza coperte, senza niente. Poi ne riparliamo. Facile fare i superiori se la tragedia non ci tocca. Bravo, complimenti. E tu ti definisci civile? Definisci il tuo gesto un gesto di civiltà? Ma per favore, abbi almeno la decenza di vergognarti delle boiate che scrivi. Ah, naturalmente al 90% sarò censurato, ma d’altronde questo è un blog civile.

  6. Doriana Goracci | 16 aprile 2009 07:06 | Rispondi

    non posso non trascrivere la lettera di Gianni Zampieri, spero che entri tutta:Anno SOTTOzero‏
    Ho deciso e dichiarato fin dal primo momento che ora basta: non darò un centesimo per questa ennesima catastrofe annunciata.Ho sempre dato il mio contributo in passato, anche lavorando personalmente, sia per soccorrere le vittime di catastrofi naturali che per aiutare ad uscire da situazioni di povertà estrema o per tentare di fermare una guerra, come sono sempre attivo per l’affermazione e difesa dei diritti umani.Da almeno 24 anni mi oppongo alle guerre e quindi alle spese militari: per dodici anni con l’obiezione fiscale e da altri dodici con il PATTO TRA I CITTADINI DEL MONDO richiedendo esplicitamente ai pubblici poteri di “convertire gli apparati militari nazionali in organismi per la prevenzione anti-bellica, la protezione civile e ambientale”Se ciò non avviene non è certo per colpa mia, anche se non posso pretendere che il potere politico accolga le mie solitarie richieste e indicazioni.Purtroppo resta valido e attuale il giudizio di Gramsci: “Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero.” Cosicché è giusto che a pagare (come del resto è sempre successo in passato, anche per le guerre) siano quelli che hanno pervicacemente continuato e continuano a tacere.Penosi e indegni sono poi i toni ed i modi della campagna solidaristica, tesa a spremere dai soliti buoni quanto più possibile per limitare al massimo l’inevitabile prelievo dai più danarosi. Le varie raccolte frutteranno forse centinaia di milioni di euro, mentre per la ricostruzione si dovranno spendere miliardi.segue…non entra

  7. Doriana Goracci | 16 aprile 2009 07:09 | Rispondi

    2)a
    “Se si vorrà seriamente ricostruire l’Aquila, si dovrà istituire una tassa straordinaria e progressiva su redditi e patrimoni: l’accetterò come ennesimo sacrificio personale per il bene comune anche se l’alternativa più saggia sarebbe ovviamente ridurre quanto basta le spese militari.Ma com’è che dei mille e più morti annuali sulle nostre strade non si parla e fa notizia solo l’eventuale picco settimanale? E per quelli che continuano a morire sul lavoro e di lavoro? E per i milioni di morti e feriti delle guerre, oltre che per le vittime di questo ingiusto sistema economico globale, che facciamo? Tutti zitti, come sempre?Tutto mi si potrà rimproverare, ma non di aver taciuto. Purtroppo pochi, troppo pochi possono dire altrettanto.Gianni Zampieri Collemincio di Valfabbrica (Pg) “per fare la guerra basta il tuo silenzio,per costruire la pace è necessaria la tua voce”www.deicittadinidelmondo.it
    Non ho trovato link ma so che la lettera è stata spedita a tutte le testate possibili…
    La tua ha girato, anche tra persone giovanissime, posso garantirlo…GRAZIE!
    Doriana

  8. lettore italiano | 16 aprile 2009 07:45 | Rispondi

    Salve Giacomo.

    Inizio con il chiederle scusa, ma sappia che le mie intenzioni non sono assolutamente di chi vuole essere scortese o maleducato.

    Io rispetto la sua scelta, anche se non la condivido.

    Tutti i giorni prego il Signore perché esistono persone come lei. Persone che amano prendere alla leggera qualsiasi argomento. Persone che scrivono maree di merdate convinti di dire la cosa giusta, o diversa, senza dare alcun peso alle proprie parole. Insomma, persone o uomini che, grazie alla meravigliosa lingua italiana, non possono che essere identificati come dei veri e propri Coglioni (da notare la ‘C’ maiuscola)!

    Torno a chiederle scusa, ma ripeto, non sono qui per offendere.

    Non so cosa fa per vivere nella vita. Ho capito che sua mamma ha avuto la fortuna di avere uno stipendio fisso a fine mese perché dipendente statale. Anche qui la vediamo totalmente differente, perché sua mamma non ha servito lo stato, ma lo stato ha servito lei. Non ha pagato le tasse perché ha dato tutto per una sua attività o qualcosa del genere, era lo stato che, quando le accreditava lo stipendio, detraeva le tasse.
    Sua mamma ha fatto, fino alla pensione, il miglior lavoro che c’era in Italia, il più sicuro, perché se anche fosse stata una pessima lavoratrice, avrebbe potuto ugualmente avere un figlio che poteva vantarsi della mamma che ha pagato le tasse e che quindi ne lui e ne la mamma dovevano aiutare chi ne ha bisogno!

    Avverto, nel suo articolo, tanta presunzione, tantissima ignoranza, ma ancora di più tra le righe si legge che a scrivere è un ragazzo, forse un pò troppo cresciuto, che non si vergogna di dire a tutti che è, ancora oggi, un bimbo viziato che non gli è mai mancato nulla, che non conosce (per sua sfortuna o fortuna) il dolore di perdere tutto (casa, parenti, figli, amici) forse grazie anche alla mamma servitrice dello stato.

    C’è un detto che recita: oggi a me domani a te. Arriverà il giorno in cui farà i conti con ciò che ha scritto e lì ne riparleremo.

    Saluti

  9. etabeta | 16 aprile 2009 07:45 | Rispondi

    Grazie per aver espresso con parole chiare quello che anche io sentivo e non riuscivo a elaborare completamente. Concordo su tutto (anche se per la verità mi sento molto poco italiano).

    Avrei un piccolo suggerimento: i soldi necessari per ricostruzione inizierei a farli tirare fuori alle imprese e agli amministratori che si sono arricchiti edificando al di fuori delle regole e delle leggi. Chi, dopo averne accertato le responsabilità, ne uscirà “pulito” verrà eventualmente rimborsato con gli euro degli sms.

  10. Gennaro Carotenuto | 16 aprile 2009 10:41 | Rispondi

    Unregistered (che poi ti sei registrato come unregistered), perché censura? Da dove viene sto vittimismo?

    Ho dato spazio al post di fosca che non mi convince del tutto perché mi sembrava un buon tema del quale dibattere. Di sicuro ammetterai che è consolatorio e autoassolutorio pensare di aver fatto qualcosa per i terremotati mandando un sms e che i nodi di un paese che ancora crede di essere sviluppato ma oramai incapace di far funzionare le basi della convivenza civile, controlli, giustizia… non possono essere liquidati facendo leva sulla generosità popolare.

  11. Vincenzo Martire | 16 aprile 2009 13:49 | Rispondi

    L’uomo che rema giunge alla meta, ma chi smette di remare va in balia delle onde e può andare a sbattere contro gli scogli.
    Cosa è accaduto all’umanità?
    Quanti hanno smesso di remare?
    Quanti non escono più dal porto delle proprie sicurezze illusorie?
    Quanti non guardano più il Faro, che non cambia la sua posizione e resta sempre acceso?
    Quanti hanno smarrito la rotta del Cuore, dell’Anima e della propria Coscienza?
    Quanti guardano e seguono i fari della morte: l’ingordigia, il potere, l’arroganza, l’avarizia, l’egoismo, la sopraffazione dei deboli?
    Quanti hanno smesso di gettare le reti sulla Sua Parola?
    Prendiamo coraggio o sarà la fine, diventiamo uomini senza prezzo, non mettiamoci più in vendita.
    Non avremo nessuna sicurezza di raggiungere grandi risultati, ma avremo una grande certezza: averci provato.
    Tenendo sempre presente che il massimo traguardo è proprio nel cammino.

  12. Dottor K | 17 aprile 2009 10:54 | Rispondi

    Condivido pienamente ma al contempo mi nasce un dubbio…. com’è che tutta questa indignazione non sfocia poi in azione. Com’è che al momento di votare sono sempre i soliti a non rappresentarci negli ultimi 60 anni nelle sedi della demago-democrazia. Proviamo a votare liste civiche di gente non collusa con il potere invece dei soliti partiti che da un cinquantennio si spartiscono le nostre chiappe.

  13. Antonella | 17 aprile 2009 11:17 | Rispondi

    Il concetto è giusto.. ma secondo me ha trovato il momento sbagliato o diciamo che è un po’ in ritardo per tutta questa polemica e questo cinismo.

    In questa vita siamo di passaggio..
    La beneficienza non rovina questo paese, ma piuttosto gente come lei Di Girolamo che seduto comodamente davanti all’ultimo modello del suo nuovo pc con la sua tazza di the o caffè accanto e magari pure una bella sigaretta distensiva …. a polemizzare il suo Paese..

    Ma perchè non espatria in qualche paese lontano?

    Mi chiedo.. qui forse sono io a bestemmiare.. ma se il caro Giacomo si trovasse in meno di venti secondi senza più una casa, un lavoro, una famiglia, siamo sicuri che non accetterebbe l’aiuto di nessuno?

    Certo si sarebbero potute risparmiare tutte queste vittime…. se avessero controllato tutte le case.. ma con i se non si va lontano.

    Spero e confido che questo brutto avvenimento sia di esperienza per migliorare le condizioni, ma sicuramente questo “qualunquismo” non arriva da nessuna parte.

    Sensibilizzare i Politici e chi ci governa mi fa sorridere, condivido sicuramente di congelare gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager…
    facciamo un referendum e mettiamolo ai voti.

    Io ci credo nella solidarietà, credo nell’euro e credo che l’unione di tutti noi sia importante per chi oggi si trova in questa situazione. Se penso a tutti i giovani e bambini innocenti che hanno perso la vita e mi confronto con il sign. Di Girolamo che dice di non voler aiutare perchè è stanco….mi viene la pelle d’oca.

    Signor Dottor Di Girolamo, lei continui a pagare le tasse, poi se le capita e trova una bella giornata di sole ..se ne vada in campagna, si tiri su le maniche e si metta a zappare la terra..zappa oggi, zappa domani.. ha visto mai che riesce anche a trovare una completa indipendenza (tra pomodori, patate e zucchine!) per non trovarsi più costretto a pagare le tasse e soprattutto a far sentire a noi la sua rabbia ed il suo sdegno di essere italiano. Saluti A

  14. lettore italiano | 17 aprile 2009 12:18 | Rispondi

    @Antonella

    ..che magnifiche parole, soprattutto l’ultima parte.

    Ci sono troppe persone che stanno li a grattarsi la pancia e a giudicare il lavoro degli altri. Ma mai si vede uno di questi falsi moralisti alzare un dito per fare qualcosa.

    Purtroppo ci sono anche troppe persone che speculano sul dolore altrui e continuare a parlare di questo cittadino e di cosa ha scritto, significa fare solo il suo gioco. E’ come se avesse acquistato una consolle e stesse giocando seduto sulla sua bella poltrona, e tutti noi siamo il suo gioco. Lo scopo era di farsi notare (con dichiarazioni che nessuno vuole giudicare se siano giuste o sbagliate, ma fatte nel momento meno appropriato), e noi glie lo stiamo permettendo.

    Un consiglio a tutti: NON SCRIVETE PIU’ NULLA!

    Il controller, con la vibrazione, che sta utilizzando per il suo gioco dovrà dargli una diversa locazione…chissa che non gli piaccia di più!

  15. Rudi Menin | 17 aprile 2009 13:54 | Rispondi

    Una cosa è chiara a (quasi) tutti, tranne ai saccenti in questione: questi “coraggiosi” anonimi dal linguaggio “elegantemente” (in)civile che, a proposito
    di falso moralismo,mostrano di avere un’ ottima competenza, rivelano di non aver capito
    proprio nulla del commento di Di Girolamo.

  16. nicola lezzi | 17 aprile 2009 19:15 | Rispondi

    Per essere breve e conciso: ottimo articolo GIACOMO, sei stato chi ha scritto quello che molti, me compreso, pensano; invece sono di scarsissimo valore coloro che qui commentano disapprovando GIACOMO, che evidentemente non è ipocrita come loro!

  17. phoenixrs | 18 aprile 2009 17:01 | Rispondi

    Ciao a tutti

    Comprendo l’opinione e il gesto del signor Giacomo e affermo che trovo all’interno di questa sua opinione un sentimento di disagio, che condivido, nei confronti di alcuni che “furbi” che sfruttano ogni occasione per farsi vedere, farsi pubblicità, garantirsi del lavoro o meglio dei guadagni per il futuro prossimo che siano soldi o notorietà ecc ecc. In questa categoria che io ho definito “furbi” ci può stare chiunque, dal politico al più povero e disgraziato essere umano del mondo”. Il punto non è da quale categoria provenga ma perchè ha scelto quell’occasione per farsi avanti a suo modo e perchè in quel deteminato momento di quella particolare situazione…in conclusione io trovo che sia una questione di tempismo a fare la differenza, ma non solo….

    Tornando al pensiero del signor Giacomo, il non donare l’euro non lo trovo ne deprecabile ne infantile, semplicemente una sua scelta basata sul suo ragionamento che può essere condiviso o meno, ma che trovo assolutamente sbagliato giudicare in modo negativo.

    Inoltre Lettore Italiano ha risposto al signor Giacomo con lo stesso tono con cui il signor Giacomo si è schierato contro tutto quello che ha indicato nel suo scritto, mostrando lo stesso disagio. Allora perchè a Lettore Italiano viene così facile andare contro un cittadino che sipiega il suo punto di vista, condivisibile o no che sia, e non riesce ad evitare di dargli del Coglione (perchè nonostante tutto è questo che ha fatto!!) e non riesce invece a dire al signor Giacomo cosa di positivo si è perso di tutto quello che ha indicato come motivo per non donare nessun euro a favore dei terremotati??

    Penso che il signor Giacomo ha dato tutti i riferimenti per farci capire da dove viene il suo pensiero e che sia arrivato a questa conclusione sopo anni di vita vissuta, che poi ci piaccia o meno è un discorso diverso.

    Continua……..

  18. phoenixrs | 18 aprile 2009 17:13 | Rispondi

    Noi non sappiamo nulla del signor Giacomo e poche righe non ci permettono di capire a fondo la sua persona. Qualunque definizione noi gli diamo, anche positiva, non rispecchia la realtà vera del signor Giacomo. Noi possiamo solo rispondere con una opnione che è legata al nostro vissuto e che ci rappresenta.

    Io ho donato appena è stato possibile subito un eruro col mio cellulare. Perchè non ho scelto di donarne due da fisso??….Cribbio…Come direbbe qualcuno, ma allora sono un tirchio!!!

    Se vogliamo stare qui a farci le scarpe da soli, cosa per altro che nel nostro paese e veramente all’ordine del giorno, possiamo continuare a farlo. Nessuno verrà a fermarci, ma è probabile che qualuno potrebbe sfruttare l’occasione a suo favore!!

    Personalmente ringrazio il signor Giacomo che ha condiviso il suo pensiero con noi, lo esorto a farlo ancora perchè condividere i pensieri, discuterli e elaborarli con chi non la pensa esattamente come te serve a miglirare se stessi, gli altri e tutto quello che ci circonda. Quindi Grazie Giacomo.

    Continua……..

  19. phoenixrs | 18 aprile 2009 17:33 | Rispondi

    Ora vorrei invece proporre un po di quesiti…

    Che fine ha fatto l’esperto sismologo che aveva annunciato la possibilità di un forte terremoto e che si è preso una denuncia per aver rischiato di allarmare troppo la popolazione??

    In TV, poco dopo l’accaduto terremoto con le ricerche tra le macerie ancora in corso, hanno mostrato le immagini di persone che parlavano e illustravano materiali e metodi moderni di costruzione antisismici delle case che probabilmente anche in casi di terremoto forte come questo avrebbe scongiurato i danni e le vittime che invece ci sono state!! E a me, da vero ignorante, viene spontanea una domanda:

    Perchè questi signori sono stati mostrati, dopo la catastrofe, in televisione mentre l’esperto di terremoti NO?? Possibile che “l’esperienza” nel costruire in modo “antisismico” sia più attendibile “dell’esperienza” di saper “prevedere” la possibilità che ci siano terremoti?? Secondo me NO!! Nel peggiore dei casi sono di pari importanza. Purtroppo prevedere terremoti porta a delle denunce mentre costruire in modo antisismico porta a qualcos’altro!!

    In questo senso sono daccordo con il signor Giacomo. Inutile negare che questi meccanismi ci siano, perchè la relatà di tutti i giorni è questa e lo sappiamo tutti. Quindi è vero che bisogna aiutarci ma bisogna anche evitare di dare del coglione a chi digerisce meno bene questi strani fenomeni che ci sono e vanno controllati di più e meglio e i primi a doverlo fare siamo NOI che spesso rientriamo nella categoria FURBI. Scommetto che tra tutti quelli che hanno scritto qui di FURBI cene sono almeno il 50%. Che si tratti di piccole o grandi cose non conta è l’atteggiamento che è comunque sbagliato e se non si capisce questo allora non cambierà mai nulla.

    Saluti phoenixrs

  20. Rudi Menin | 19 aprile 2009 17:02 | Rispondi

    Ma soprattutto: perchè il telegramma urgente inviato dal sindaco dell’ Aquila sul pericolo crolli in seguito al sciame sismico che da tempo interessava la città non ha avuto risposta immediata dalle istituzioni ? Con il governo in primis che, ben supportato dalla servitù mediatica che osanna politicanti sciacalli sempre alla ricerca delle telecamere che diano visibilità ai loro slogan ottimistici e alle loro passerelle continue tra i disperati e si autoincensa grazie ai record d’ ascolto raggiunti parlando di terremoto, continua a fare lo gnorri
    con il nostro presidente-re che balbetta e scappa via ad una delle poche domande serie
    che un giornalista, chiedendogli perchè certi controlli che vengono fatti adesso non siano stati fatti prima, gli aveva posto. Pensate cosa sarebbe successo con un altro governo, un governo “normale” (ammesso che esista un governo normale, sicuramente uno più di questo), nel caso in cui fosse rimasto inascoltato l’ appello di un responsabile delle istituzioni. Invece niente di niente succede in quella che qualcuno, giustamente, chiama oramai egocrazia; siamo come anestetizzati dal potere che non ama (eufemismo) non solo il dissenso, ma anche la semplice critica. Niente cambierà, come i molti commenti offensivi su Di Girolamo confermano, finchè si continuerà a guardare il dito e non la luna……

5 Trackback(s)

  1. Da “Io invece per il terremoto do tutti gli euro che posso…” : Giornalettismo | apr 15, 2009
  2. Da A Volte Sarebbe Da Tirare Fuori La Roncola… « Il Blog Del Gatto Imburrato | apr 16, 2009
  3. Da «Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro» « Terracina Social Forum | apr 16, 2009
  4. Da Quelli che vogliono essere protagonisti anche nelle tragedie nazionali - Piovra | apr 16, 2009
  5. Da Non euri (ai terremotati), ma opere di *ene | apr 17, 2009

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.