Sabato 18 aprile a Taranto: Legami d’Acciaio
Di economia ce ne intendiamo, siamo abituate a contare i soldi, a far quadrare i bilanci, a difenderci dalla violenza, usando il cuore e la testa: quelli non sono riusciti mai a separarli. L’alimentazione forzata per sopravvivere a questo Stato di Cose , l’abbiamo analizzata, discussa, digerita e rimessa ai nostri debitori. L’accreditamento partecipativo al banchetto del Cuci e Taglia, non è il nostro lavoro, nè rammendiamo le pezze di questa Italia a brandelli.

La foto che riporto, tratta da una delle tante giornate dedicate alla protesta, mostra uno striscione sorretto dalle compagne dell’Assemblea donne di Valle Aurelia che hanno scritto: “per fare economia ci mandate tutte a casa” . Ci sono le donne che erano tante, quelle migranti e di Action, studentesse e precarie della scuola e dell’Università: era il 28 marzo con i sindacati di base a Roma. Fu appeso un altro striscione all’altezza di via Cavour a Roma, dove era scritto : “Noi la crisi non la paghiamo, le doppie catene unite spezziamo”. Ci sarà forse una nuova età decente, a detta delle Minestre , per ritornarci davvero a casa e avere il diritto alla pensione.
Premesso questo anche se avrei enormi motivi di dire Altro, il 18 aprile ci sarà la Manifestazione nazionale a Taranto contro le morti sul lavoro, l’attacco alla salute operaia e popolare, l’inquinamento
indetta e proposta dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro bastamortesullavoro@domeus.it
Le adesioni, le richieste di informazioni e i materiali vanno inviate a: manifestazione18aprile@gmail.com
Riporto integralmente quanto scritto da Taranto Sociale, faccio seguire altri testi informativi e in fondo “Nu servu e nu Cristu” pubblicato da Lionardo Vigo nel 1857, che provocò il sequestro di tutte le copie dell’opera.
Quanto scrivo lo dedico anche Alle mie amiche di destra come feci il 15 aprile 2008: continuano a s-fotterci, a tutte e a tutti.
Ma noi continuiamo ad amarci e amarli tanto i nostri compagni, quelli in vita e quelli che non ci sono più, come Antonino Mingolla, operaio di Mesagne, morto per una fuoriuscita di gas all’Ilva di Taranto il 18 aprile 2006.
E Francesca Caliolo, vedova non di professione, scriveva e c’è.
Ci aspettano a Taranto. Perchè di lavoro non si muoia , per rispettare la vita e non contare solo i morti.
Chiamateli pure Legami d’acciaio.
Doriana Goracci

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Una manifestazione il prossimo 18 aprile
Cari amici,
la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro che raccoglie su scala nazionale lavoratori Rls, familiari, associazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, ispettori, medici, giuristi, artisti, giornalisti, dopo la manifestazione tenutasi a Torino il 6 dicembre in occasione dell’anniversario della Thyssen, ha deciso di tenere una seconda manifestazione nazionale a Taranto il 18 aprile, a cui stanno pervenendo decine e decine di adesioni nazionali e locali.
Le ragioni di questa scelta dipendono dalla situazione di Taranto e in particolare dell’Ilva – primato delle morti bianche, malattie professionali, salute negata, inquinamento – che fa assumere alla nostra città, purtroppo, la veste di capitale della morte sul lavoro e da lavoro e che richiede che questa vicenda venga posta all’attenzione nazionale anche con una mobilitazione nazionale.
La seconda ragione sta però nella mobilitazione della città contro tutto questo. Già la stessa Rete nazionale è nata su proposta, iniziativa dello Slai cobas Ilva/appalto Taranto, dei familiari degli operai morti dell’Ilva Taranto, degli Ispettori del Lavoro di Taranto, ecc.
Le manifestazioni tenutesi a Taranto, ultima quella grande del 29 novembre 2008, la battaglia in corso intorno alla legge diossina, hanno mostrato anche a livello nazionale il risveglio della città
Per questo si è scelta Taranto.
Si è scelto il 18 aprile perchè è anche la data della morte di un operaio dell’appalto Ilva, Antonino Mingolla, la cui moglie, Franca Caliolo è stata davvero molto attiva e impegnata nell’Associazione familiari ed è oggi conosciuta a livello nazionale per la forza della sua testimonianza.
Siamo sicuri che per queste ragioni anche la vostra realtà non farà mancare la sua adesione e partecipazione alla manifestazione. Ma naturalmente vogliamo che questo avvenga con piena autonomia di decisione e con un contributo di proposta e forme di partecipazione.
La manifestazione è aperta alla partecipazione di tutte le associazioni e forze locali impegnate su questa importante battaglia, di tutte le organizzazioni sindacali, confederali e non, alla partecipazione di tutti i partiti che si richiamano alla lotta dei lavoratori e dei cittadini – con le loro bandiere e simboli, perchè è bene che si assumano le loro responsabilità; così come dei centri sociali, del movimento studentesco dell’Onda, dei Comitati No discariche, ecc.
Ma lavoriamo essenzialmente per una manifestazione combattiva e non simbolica, nelle mani dei lavoratori e dei cittadini che non accettano lo stato di cose esistenti, che non delegano alle istituzioni e al parlamento la tutela della salute e sicurezza sui posti di lavoro, che in forma democratica e partecipata vogliano cambiare realmente le cose.
LA MANIFESTAZIONE AVRÀ COME TEATRO DI PARTENZA LA FABBRICA E IL QUARTIERE TAMBURI, DOVE SI CONCENTRERÀ ALLE ORE 15, ATTRAVERSERÀ LA CITTÀ PER CONCLUDERSI IN P.ZZA DELLA VITTORIA DANDO LA PAROLA A TUTTI.
Attendiamo la vostra adesione e proponiamo di incontrarci al più presto, per discutere anche la possibilità di una vostra partecipazione alla preparazione della manifestazione del 18 aprile.
Fraternamente vi salutiamo.
Per il Comitato cittadino
Margherita Calderazzi – Franca Caliolo – Salvatore Stasi – Francesco Maresca
Per contatti e info: manifestazione18aprile@gmail.com -
Dopo la manifestazione di Torino a Dicembre con gli operai della ThyssenGroup si è scelta in una sorta di naturale continuità di morte e devastazione la città di Taranto ,come sede di una nuova manifestazione nazionale ,che coglie diversi primati negativi non solo italiani ma addirittura Europei.
Dalla città di Brindisi partiremo in tanti a portare il nostro contributo , con i parenti delle vittime del Petrolchimico e dell’Ilva, dell’Enel, con delegati che combattono ogni giorno per affermare il diritto dei lavoratori di tornare a casa vivi , con tecnici della prevenzione. Con avvocati, medici che cercano di portare sul banco degli imputati datori di lavoro il cui comportamento definire criminale è ben troppa poca cosa. Con cittadini semplici che cercano di resistere a forme di inquinamento che li colpiscono ogni giorno di più , che cercano di costruire collettivamente un futuro migliore per i propri figli.
Porteremo con noi il vivo e quanto mai attuale ricordo dell’amico Manderino, morto a Cerano nei mesi scorsi , insieme a tutti gli altri feriti di questa assurda guerra che si sviluppa sempre di più nei confronti dei lavoratori e cittadini. Il nostro impegno si unisce a tutti quelli che stanno cercando di contrastare l’azione governativa che è rivolta a svuotare le leggi realizzate , come nel caso della legge 81 del 2008.
Ci sono quindi tante cose da fare insieme ; solo un grande e significativo movimento di lavoratori e cittadini può costruire un cambiamento a questa terribile situazione.
Brindisi 13.04.09 Medicina Democratica -Gino Stasi Salute Pubblica -Stefano Palmisano
La rete nazionale è contro le manifestazioni senza bandiere, vogliamo sapere chi sono e che rappresentano, chi vi partecipa, senza discriminazioni ma con la massima coerenza e la volontà di schierarsi senza se e senza nella battaglia in corso, secondo la prassi della Rete nazionale già usata il 6 dicembre 2008 per la manifestazione nazionale a Torino, in occasione dell’anniversario della strage della ThyssenKrupp. La campagna di preparazione è molto vasta a livello cittadino pugliese nazionale ed è piena di iniziative per richiamare la attenzione sulla manifestazione, per questo c’è bisogno del contributo di idee ed energie di tutti in maniera trasparente, onesta e disinteressata viene preparata posto di lavoro per posto di lavoro, quartiere per quartiere, paese per paese.
Vedrà la partecipazione di una folta rappresentanza da tutte le città italiane, da Torino a Milano, da Marghera a Monfalcone, da Ravenna a Roma, a Napoli, alla Sicilia. E da tutte le fabbriche divenute famose per questi tragici eventi Thyssen Krupp, Petrolchimico, Porto, Cantieri Navali, Goodyear Molfetta, Marlane di Praia a Mare, cantieri edili, immigrati,amianto da Monfalcone a Casale Monferrato ecc: Il 18 aprile per un giorno Taranto non sarà la capitale delle morti bianche, della salute negata, dell’inquinamento, ma la capitale sociale politica e morale della lotta dura, di massa, combattiva, contro tutto questo. Si tratta di un evento e una tappa importante che non sostituisce e prevarica alcun altra scadenza e lotta in corso in questo campo, ma dà ad esse una ulteriore occasione in più, un respiro nazionale forte e prolungato”
Una manifestazione il prossimo 18 aprile: la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro ha deciso di tenere una seconda manifestazione nazionale a Taranto il 18 aprile, a cui stanno pervenendo decine e decine di adesioni nazionali e locali.
Governo e padroni affossano il Testo Unico
Serve uno sciopero generale per difendere la sicurezza sul lavoro
Basta morti in nome del profitto per una manifestazione nazionale a Taranto il 18 aprile.
Dopo la manifestazione del 6 dicembre, in occasione dell´anniversario della strage della ThyssenKrupp (5000 in piazza a Torino) l´assemblea nazionale della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro lancia un altro appello: il 18 aprile tutti a Taranto!
Il 2009 si è aperto con il solito tragico ritmo di morti e infortuni sul lavoro con cui si erano chiusi gli anni precedenti e, in poco più di due mesi, siamo già a quasi cento morti e migliaia di infortuni. La crisi economica e la precarietà dilagante creano le condizioni di sempre maggiore ricattabilità e instabilità lavorativa che costringe i lavoratori ad accettare condizioni di sfruttamento sempre maggiori.
Il governo Berlusconi pensa agli aiuti alle imprese ed alle banche, mentre per i lavoratori non si prevedono neanche i fondi minimi per attuare le norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro o per salvaguardare i salari falcidiati dalla cassintegrazione.
Al contrario, gli attuali tentativi di cancellazione della contrattazione collettiva nazionale e del diritto di sciopero aumentano la condizione di insicurezza per centinaia di migliaia di lavoratori che, di fronte allo spettro della disoccupazione, si trovano a dover scegliere tra lavori sempre peggiori, meno tutelati e meno pagati oppure a fare la fame.
E´ positivo il fatto che nel processo contro la ThyssenKrupp in corso a Torino, nonostante l´ostruzionismo dei legali della multinazionale, i padroni siano imputati per omicidio volontario e gli operai vengano riconosciuti come parte civile. Ma nell´azione giuridica a tutela della salute sul lavoro gli strumenti a disposizione vengono ulteriormente spuntati dal governo e dai padroni.
Infatti, l´attuale esecutivo ed i suoi ministri stanno conducendo un attacco pesante anche alle più piccole conquiste ottenute nel d.lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008 (il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Con il decreto cosiddetto “Milleproroghe” sono state rinviate di mesi misure importanti come la valutazione dello stress sul lavoro, l´obbligo di assicurare una data certa al documento sulla valutazione dei rischi (e relative sanzioni), il divieto di effettuare visite mediche preventive prima di assumere un lavoratore (in violazione dello Statuto dei lavoratori) e l´obbligo di comunicazione all´Inail degli infortuni di durata superiore a un giorno.
Non solo.
L´ultimo emendamento a questo decreto abolisce addirittura i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nelle aziende con meno di 15 dipendenti e rinvia di una anno l´applicazione di ogni norma in settori a rischio come il trasporto aereo, marittimo e ferroviario!
E intanto vengono licenziati gli RLS da De Angelis a Pianeta, da Palumbo ai delegati dell´Ilva ….Con l´aggravarsi di una crisi sempre più pesante per i lavoratori e in un clima di totale restaurazione filo-padronale, le aziende investiranno sempre di meno sulla sicurezza sul lavoro e sulle misure antinquinamento che da loro vengono viste come un mero “costo” su cui risparmiare. Così ai morti sul lavoro si aggiungono i morti per malattie professionali e quelle sul territorio da inquinamento
Di fronte a questo panorama non possiamo restare passivi, dobbiamo mobilitarci!
A Taranto perchè l’ lILVA è la fabbrica con più morti sul lavoro d’Italia, perchè è la città simbolo con più infortuni, malattie professionali tumori, inquinamento e devastazione dell’ambiente.
Riva è il padrone con più profitti d´Italia. Il padrone più processato in Italia per omicidi bianchi, inquinamento, truffa ed estorsione, mobbing e per il lager della “palazzina LAF” (operai stipati otto ore al giorno in una palazzina fatiscente, senza lavorare, per spingerli a lasciare ogni tipo di attività sindacale o accettare il declassamento del proprio livello raggiunto dopo anni di duro lavoro).
Una manifestazione ancora una volta da costruire città per città, posto di lavoro per posto di lavoro, con la chiamata a raccolta dei lavoratori, degli RSU e degli RLS, dei sindacati di base e di classe, della FIOM e del resto della CGIL, delle organizzazioni sindacali nazionali e locali, delle associazioni familiari, ispettori, tecnici della prevenzione, medici, giuristi, intellettuali e artisti; con delegazioni di lavoratori metalmeccanici, chimici, edili, dei porti, delle ferrovie, degli appalti. Le rappresentanze delle vertenze simbolo come la Thyssen, Porto Marghera, Fincantieri, la ex-GoodYear, ecc…
Con la costruzione unitaria della partecipazione operaia, popolare, associativa di Taranto e di tutta la Puglia.
•Per uno sciopero generale sulla sicurezza sul lavoro.
•Per il rafforzamento e l´elezione diretta degli RLS in ogni luogo di lavoro indipendentemente dalla sua dimensione.
•Per l´estensione di tutti i diritti e le tutele minime ai lavoratori precari e a tutta la catena degli appalti e delle esternalizzazioni.
•Contro la distruzione e per il rafforzamento del Testo Unico sulla Sicurezza
.Contro l´attacco alla contrattazione nazionale ed al diritto di sciopero.
E ancora le donne scrivono: “Contro la salute negata e la precarietà. La sicurezza sul lavoro riguarda anche noi donne, direttamente e indirettamente. Ma come al solito nessuno o pochi ne parlano. PARLIAMONE NOI, come donne, come lavoratrici, come madri, come figlie, come sorelle. Tutte a Taranto il 18 aprile! LE NOSTRE VITE VALGONO PIU’ DEI VOSTRI PROFITTI!“
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Un canto siciliano del 1857, nel quale un servo rivolgendosi a Cristo, raccontandogli che viene maltrattato dal padrone gli chiede di sterminare questa “malarazza”, il Cristo risponde che il servo non si ritrova i chiodi alle mani e ai piedi e quindi è libero di prendere il bastone e di uscire fuori i denti…. Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti Un servu tempu fa ni chista piazza, Si mi lamentu, peggio m’amminazza, Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti Chi è, che hai forsi spizzati li vrazza, Chi inchiuvatu in cruci un saria Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti M’inchiuvaru l’ebrei ‘ndi sta cruciazza, Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti Il testo di “Nu servu e nu Cristu” pubblicato da Lionardo Vigo nel 1857, provocò il sequestro di tutte le copie dell’opera. Fu in seguito ridistribuita con una risposta dal Crocefisso molto più blanda ed invitante alla rassegnazione (sarà stata quella l’origine dell’oblio e della rassegnazione del nostro popolo?). “A tutti coloro che si lamentano, aspettando che siano gli altri a risolvere i loro mali….” |

Doriana Goracci su http://www.gennarocarotenuto.it
















Doriana Goracci | 14 aprile 2009 21:35 | Rispondi
COMUNICATO STAMPA
Siamo vicino oggi alle donne, agli uomini, agli studenti, ai bambini
dell’Aquila.
La loro tragedia – niente affatto fatale ma di “morte annunciata” – le loro
voci di dolore, di denuncia, di condanna dei responsabili di queste morti
saranno nel nostro cuore e nel centro della manifestazione nazionale a
Taranto del 18 aprile.
Anche tra i lavoratori fino a marzo di quest’anno vi sono stati più di 200
morti, caduti sul lavoro.
Per questo nella manifestazione del 18 aprile contro i morti sul lavoro, da
lavoro, precarietà, vogliamo unire idealmente – ma anche praticamente – i
lavoratori e le famiglie degli operai uccisi sul lavoro, ai lavoratori, le
donne, i giovani, ai famigliari della gente uccisa per il terremoto.
Siamo parte della stessa battaglia per la vita, per la giustizia, per una
società giusta e civile.
Grideremo con forza, anche per la popolazione dell’Abruzzo: ‘Basta morti per
i profitti dei padroni, dagli operai dell’Ilva di Taranto e di tutti i posti
di lavoro alla gente dell’Aquila, come ai bambini di Taranto che muoiono da
inquinamento; basta morti per la speculazione sulla vita delle persone,
basta governi e politici complici, ipocriti e avvoltoi.
Facciamo appello ai lavoratori, agli studenti, alle donne dell’Aquila, pur
in questi momenti difficilissimi, a portare direttamente, con una loro
presenza, nella manifestazione nazionale di Taranto, la loro voce, la loro
forza anche nel dolore!
Perchè uniti con una lunga lotta che non faccia abbassare i riflettori un
mese dopo, possiamo dire “MAI PIU’!”.
per la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
Margherita Calderazzi
manifestazione18aprile@gmail.it
Doriana Goracci | 19 aprile 2009 15:50 | Rispondi
Da chi ci è stato, Antonio Camuso.
http://www.pugliantagonista.it testi foto e video manifestazione
SABATO 18 APRILE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TARANTO
promossa dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro le foto, i video e la cronaca dalla redazione dell’OpenArea di Pugliantagonista della MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TARANTO di SABATO 18 APRILE
promossa dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
I video
TARANTO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO MORTI SUL LAVORO18 APRILE 2009 CLORO ROSSO BLOCCA IL PONTE GIREVOLE
http://www.youtube.com/watch?v=NRdoK5CVbKs
TARANTO 18 Aprile 2009 Manifestazione Nazionale contro morti sul lavoro e da
inquinamento 3
http://www.youtube.com/watch?v=D1NITmLr1jg&feature=channel_page
TARANTO: 18 APRILE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO MORTI SUL LAVORO 2
http://www.youtube.com/watch?v=-rJFY8ke9YM&feature=channel_page
Una giornata di lotta vissuta da tutti i compagni che l’hanno fortemente voluta con grande tensione e passione…segue su http://www.pugliantagonista.it/openarea/18_aprile.htm