Thursday 09 February 2012, 22:26

Evo Morales in sciopero della fame

_evo_morales_aed3a8bc Un presidente della Repubblica in carica deve ricorrere a uno sciopero della fame per protesta contro l’ostruzionismo dell’opposizione che non vuole approvare la legge elettorale come stabilito dalla Costituzione. È il boliviano Evo Morales, un presidente di movimento che denuncia “la negligenza di un gruppo di parlamentari neoliberali” e dichiara che: “ci appelliamo alla coscienza dei parlamentari. Appelliamo all’approvazione della legge elettorale in difesa della democrazia”.

Il Parlamento boliviano è riunito ininterrottamente da mercoledì per discutere il progetto di legge elettorale che dovrà essere utilizzato nel prossimo dicembre, sul quale non si rompe un’irriducibile boicottaggio dell’opposizione che cerca di fatto di minare le basi della nuova costituzione che stabilisce collegi indigeni (e quindi rappresentanza) e permette ai boliviani residenti all’estero di esercitare il loro diritto di voto.

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RSS Feed for This Post 4 Commenti

  1. marino patti | 14 aprile 2009 21:06 | Rispondi

    Gennaro, dato che la situazione si è sbloccata, potresti spiegare alla fine cosa significano i cambiamenti introdotti alla legge elettorale nelle scorse ore?

    A me pare di capire che Morales abbia dovuto accettare una serie di richieste dell’opposizione che sono alquanto peggiorative per la rappresentanza dei gruppi indigeni. O no?

  2. marino patti | 14 aprile 2009 21:38 | Rispondi

    Tra l’altro El Paìs non aiuta. Mi pare non sia d’accordo con se stesso tra il titolo in home page (Habrá elecciones con un nuevo censo y más peso indio en Bolivia) e l’articolo da Cochabamba.

    Insomma gli indigeni avranno più o meno peso? Otto distretti elettorali invece di 14… Non ne vengo fuori…

  3. Gennaro Carotenuto | 15 aprile 2009 08:48 | Rispondi

    Di passaggio e scusa la fretta.
    Il punto della destra era: impedire la legge. La legge c’è.

    Il voto agli emigrati c’è.
    Il voto nei distretti indigeni è un po’ meno ma c’è.
    Il registro elettorale biometrico sta venendo fuori in maniera che garantisca tutti.

    Insomma è un compromesso MOLTO soddisfacente e ricorda sempre che per 200 anni in Bolivia non c’erano compromessi ma decidevano sempre e solo le elite creole.

  4. marino patti | 15 aprile 2009 11:46 | Rispondi

    Grazie della spiega, Gennaro. Mi aveva insospettito il fatto che l’opposizione festeggiasse…

    E devo anche ammettere che qualsiasi registrazione biometrica mi provoca un certo fastidio automatico.

    Ma forse è un modo per togliere argomenti a quanti sostengono che gli attuali registri elettorali siano fallaci e che ci sia gente che va a votare più volte.

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