Saturday 04 February 2012, 02:14

Procurato allarme, prevedere e prevenire terremoti e altre sciagure in un’Italia contro la scienza

poliia Il paese che cade giù a pezzi anche senza bisogno di un terremoto (a volte basta un acquazzone come a Sarno), è quello nel quale si dà all’untore o si denuncia per “procurato allarme” uno scienziato che aveva previsto con precisione il terremoto in Abruzzo non in un futuro ipotetico ma qui e ora.

Forse dovranno dargli il premio Nobel a Giampaolo Giuliani, che all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sotto il Gran Sasso ci lavora, per quel meccanismo che sembra in grado di sentire arrivare i terremoti qualche ora prima. O almeno ascoltarlo invece di trattarlo come una Cassandra. Ma forse non poteva andare diversamente in Italia se meno di una settimana fa, il 31 marzo, San Guido Bertolaso, un’icona dell’efficientismo bi-partisan, aveva insultato "quell’imbecille che si diverte a diffondere notizie false".

Forse era impossibile far davvero evacuare l’Aquila come la previsione di Giuliani (il rivelarsi esatta non è una colpa) induceva a fare. Ma in un paese oramai anti-scientista sempre e comunque, in pochi oramai sanno distinguere uno scienziato o una scienziata da una fattucchiera. In un paese sempre più ignorante, e quindi sempre più superstizioso, la prevenzione, il preparare la cittadinanza a eventi catastrofici, il lavorare non per cancellarli con un miracolo, ma per ridurne al minimo le conseguenze come si fa in paesi più sismici ma anche più civili del nostro, è sempre più mal visto. Oltretutto costa e non offre quei dividendi d’immagine, di favori, di clientele che le tragedie annunciate offrono ai politici dopo che questi hanno già speculato su deroghe, proroghe, sanatorie, condoni. Meglio una photo-opportunity (dopo) per un politico, meglio andare a benedire le salme (dopo) per un cardinale, meglio costruire male (prima) e ricostruire (dopo, bene?) per il sistema edilizio, meglio condurre una lunga diretta da “breaking news” (dopo) che realizzare una noiosa inchiesta (prima) per un giornalista.

Forse sarebbe stato meglio se Bertolaso con Giuliani ci avesse fatto una chiacchierata (prima) invece di denunciarlo. Questo, come qualunque scienziato onesto, poneva un problema rompendo uno schema stantio per offrire una soluzione per risolverne uno più grande. I terremoti non si possono prevedere, dicono. Chissà, magari in futuro si potrà come per i segnalatori di fughe di gas e magari il merito sarà della vituperata ricerca scientifica italiana. Ma il prevedere o meno sposta i termini della questione.

Il problema non è prevedere, è prevenire. Mille cose possono essere fatte e vengono fatte altrove, ma già, noi italiani dei giapponesi preferiamo riderne. Ma è meglio spendere soldi, allarmare, per evitare una tragedia, far rispettare e non derogare norme antisismiche prima, oppure invocare la fatalità e il destino cinico e baro dopo? E’ meglio fare campagne per insegnare a usare il preservativo o invocare l’astinenza contro l’AIDS? Meglio un peccatore all’inferno o un santo vivo? Chi adesso userà il decreto sull’edilizia, il “Piano casa”, per alzare di un piano la propria abitazione (ringraziando il governo) la renderà più o meno anti-sismica?

In un paese dove oramai tutti gli studiosi sono considerati azzeccagarbugli, grilli parlanti da schiacciare sulla parete, se non irrisi come fannulloni e additati tutti come baroni (pure i ricercatori precari nella vulgata Perotti-Stella) la scienza, lo studio, è oramai la più negletta delle discipline. Ma per un Giuliani che aveva avuto l’ardire di predire un terremoto quanti consigli che dagli studiosi vengono sono ignorati, presi con sufficienza o addirittura rifiutati? Sono impopolari, fanno spendere, rompono schemi mentali consolidati, causano problemi con i poteri forti. Quanti costituzionalisti (scienziati della Costituzione) avevano avvisato che la legge sulla fecondazione assistita così come concepita era perlappunto incostituzionale? I politici sono andati avanti per poi stracciarsi le vesti di fronte l’attentato della Corte Costituzionale (sic) alla centralità del Parlamento. Come se sostituendo alle regole civili la volontà d’Oltretevere bastasse portare il santo patrono in processione per fermare i terremoti o le eruzioni vulcaniche.

Del resto a che serve la ricerca scientifica (è il messaggio) se non a creare rompiscatole, cassandre, fondamentalisti dell’ambiente, regole, controlli, tasse, ovvero le cose più invise agli abitanti del paese del “meno male che Silvio c’è”. Magari a volte sbagliano gli scienziati ma sarebbe il caso di parlare, dare spazio a quelli che vorrebbero prender precauzioni per tutte quelle radiazioni, quei pesticidi, quelle polveri sottili che ci attraversano la vita, per le incipienti centrali nucleari in un paese sismico come l’Italia dove se vedi un pannello per l’energia solare ti viene ancora voglia di fotografarlo come una stravaganza. Per l’opportunismo a breve termine e la grettezza del potere politico ed economico stiamo ritornando al Sillabo di Pio IX.

Forse la denuncia di Giuliani non poteva essere presa in considerazione, ma nel paese dove ogni anno che il padreterno mette in terra, governi di destra e sinistra, approvano un “decreto mille proroghe” (sic) dove si rinviano, spesso a mai, scadenze importantissime come quelle per l’applicazione delle norme antisismiche, è mille volte meglio evacuare l’Aquila a vuoto perché uno scienziato si sbaglia (prima) piuttosto che la processione di politici e sciacalli già pronti a lucrare sulla ricostruzione (dopo).

Forse non è questione di prevedere (i terremoti, le alluvioni, le fughe di gas, le catastrofi nucleari) ma di essere preparati, mettere il territorio in sicurezza, di essere un popolo in grado di affrontare il proprio destino con razionalità e non con fatalismo. Più che di angeli del fango ed eroi che salvano vite scavando a mani nude tra le pietre abbiamo bisogno (prima) di una merce ormai introvabile: progresso, progresso scientifico, progresso sociale, progresso culturale.



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RSS Feed for This Post 6 Commenti

  1. lerrico | 6 aprile 2009 16:32 | Rispondi

    D’accordo, d’accordissimo.
    Avevo in mente più o meno la stessa idea, stamattina, ma l’ho scritta meno scientificamente di te! ;o)

    http://lerrico.blogspot.com/2009/04/sciame-sismico.html

  2. Luigi Coppola | 6 aprile 2009 19:14 | Rispondi

    Signori siamo il paese che unisce e riesce a far parlare i grandi della terra annullando le recrudiscenze della guerra fredda. Riusciamo a civilizzare i turchi e includere paesi ex ostili come la Libia. Portiamo la pace in Libano. Afganistan e Somalia e riusciamo a dare consigli all’America come uscire da una crisi quasi inventata. Abbiamo il made in Italy anche nella gestione delle emergenze. Tuuto il mondo invidia la nostra Protezione Civile. Belice, Valtellina, Friuli, Irpinia, Umbria un know own inestimabile. Provare per credere… Per la ricostruzione, nessun problema, ci pensiamo noi, la Solidarietà è bipartizan e apolitica, anche in quella ovviamente siamo i primi…

  3. robipiede | 6 aprile 2009 21:20 | Rispondi

    nel momento in cui Giuliani osa sussurrare che al mondo esistono personalità della comunità scientifica che studiano le emissioni di radon, Vespa gli mette una mano sulla spalla, al Giuliani, interrompendolo come per dirgli “Povero scemo, lo sai quale messaggio deve passare stasera? Il mio, non il tuo”. E nell’insolente tradizione del panino confezionato dalla salumeria Rai, ecco che alla chiusura del servizio, arriva il collegamento telefonico con casa berlusconi, il cui inquilino si affretta a dire, ancor prima di salutare chi lo ascolta, che al mondo non esistono scienziati che accreditino le teorie di Giuliani.

  4. aldebaran | 7 aprile 2009 14:16 | Rispondi

    Stamattina la potente macchina dei soccorsi messa in atto da Berto-lusconi e company, ha permesso a chi ha passato la notte in macchina con temperature prossime allo zero, di fare appena due chilometri a piedi per procurarsi qualcosa da mangiare. Alle mamme e papà per rimediare un po’ di latte per i biberon o i pannolini per i bambini.
    L’efficiente macchina dei soccorsi ha inviato a L’Aquila militari in tenuta antisommossa: non sia mai che quegli scalmanati dei terremotati abbiano qualcosa in mente.

  5. Alceste Scalas | 7 aprile 2009 14:53 | Rispondi

    Su questo tema, segnalo questo interessante articolo di Marco Cattaneo:

    http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/06/prevedere-i-terremoti-o-adeguare-gli-edifici/

    Suggerisco di evitare di usare Giuliani come una Cassandra, o come simbolo del disinteresse delle istituzioni italiane, o come fulcro di una visione complottista. Non è una persona titolata (basti pensare che è un tecnico di laboratorio con competenze in astrofisica, non un ricercatore in geofisica o vulcanologia). Inoltre, se si fosse dato credito alle sue indicazioni, la protezione civile avrebbe dovuto sgomberare Sulmona per concentrare gli abitanti… dove? Magari a L’Aquila?

    Esaltando Giuliani si distrae l’opinione pubblica, si indeboliscono gli argomenti qualora Giuliani venga (prevedibilmente) dimostrato in errore, e si fa il gioco di Bertolaso che può continuare a rispondere alle critiche dicendo candidamente che i terremoti “non si possono prevedere”. Beh, è vero. Infatti il problema è “prevenire”. E lui, come capo della Protezione civile, ha forse qualche responsabilità nel sollecitare la messa in sicurezza degli edifici in una zona (l’Abruzzo) che da anni è classificata ad alto rischio sismico? I governi (presente e passati) hanno forse qualche responsabilità nel depotenzialento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in un Paese a rischio sismico (l’Italia) che richiederebbe studio e monitoraggio costanti?

  6. marco_l | 8 aprile 2009 10:30 | Rispondi

    Vi consiglio di leggere questo articolo (http://www.mpl.it/?p=5620), circa l’ipotesi di costruire una centrale nucleare in Abruzzo.
    Secondo il Governo l’Abruzzo è una zona adatta ad ospitare una centrale nucleare e si accusa Chiodi (inizialmente contro la costruzione), di appartenere al “partito del no”.
    Successivamente Chiodi, immagino grazie ad un opera di convincimento del Governo, diventa possibilista.
    Mi sembra molto interessante leggerlo alla luce degli eventi attuali, e proiettarlo sul tutti gli aspetti della politica del Governo.

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