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Frei Betto su Fidel Castro: “Un uomo di sinistra”

Mentre Juventud Rebelde pubblica il messaggio e le foto in buona forma del comandante che tra l’altro chiama tutti in causa affermando; “A mis compañeros de lucha, eterna gloria por resistir y vencer al imperio, demostrando que un mundo mejor es posible. Hoy, 13 de agosto, me siento muy feliz” mi piace pubblicare questo bel ritratto che ne fa il teologo brasiliano Frei Betto, dal titolo quanto mai significativo: “un uomo di sinistra”, riprendo la traduzione di Rosanna Fiorella per Peacereporter.

Un uomo di sinistra
di Frei Betto

Dov’è la sinistra? Una parte della sinistra si sente umiliata perchè non è così etica come dice di essere; l’altra, perchè il socialismo è fallito, eccetto a Cuba. Nella Corea del Nord predomina un regime totalitario mentre in Cina, il capitalismo di Stato.
Le prefiche (donne pagate per piangere e lodare un morto ndr.) del fallimento non si chiedono quali sono state le sue cause e neppure denunciano il fracasso del capitalismo per i 2/3 dell’umanità che, secondo l’Onu, vivono al di sotto del limite della povertà. Così aderiscono al neoliberalismo senza sensi di colpa. E lo adornano con l’eufemismo di ?democrazia?, nonostante accentui la disuguaglianza mondiale e neghi valori e diritti umani coltivando l’idolatria del denaro e delle armi.
Cosa vuol dire essere di sinistra? Tutti i concetti accademici ? ideologici, partitici e dottrinari ? sono parole vuote rispetto alla definizione che essere di sinistra vuol dire difendere i diritti dei poveri, anche se apparentemente non hanno ragione. Fa quindi rabbrividire vedere qualcuno che si definisce di sinistra allearsi alla destra.

Fidel è un uomo di sinistra. Non ha fatto, tra il 1956 e il 1959, una rivoluzione per instaurare il socialismo. Voleva liberare Cuba dalla dittatura di Batista, riconquistare l’indipendenza del paese e liberare il popolo dalla miseria. Subito dopo la salita al potere in visita negli Stati Uniti veniva applaudito per le strade di New York. L’élite non era certo disposta a cedere parte delle sue ricchezze affinché tutto il popolo avesse di che sfamarsi. Sostenuta dalla Casa Bianca, cominciò a spargere il terrore, cercando di contrapporsi alle riforme agrarie e urbane e alla campagna nazionale di alfabetizzazione. Kennedy, applaudito come baluardo della democrazia, inviò 10 mila mercenari per invadere Cuba nello sbarco della ?Baia dei Porci?, nel 1961. Furono sconfitti. E la Rivoluzione, per difendersi non ebbe alternativa se non allearsi all’Unione Soviética.
Cuba è l’unico paese dell’America Latina che è riuscito a universalizzare la giustizia sociale. L’intera popolazione composta da 11 milioni di abitanti, gode del diritto all’assistenza medica e all’educazione il che ha meritato gli elogi del Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita nell’isola nel 1998.

Fidel Castro Forse è il paradiso? Per chi vive nella miseria dei nostri paesi ? e sono tanti ? la vita a Cuba è invidiabile. Per chi appartiene alla classe media, Cuba è il purgatorio; per chi è ricco è l’inferno. Riescono a vivere nell’Isola solo coloro che hanno una coscienza solidale e sanno pensare a se stessi in un’ottica di diritti collettivi. O conoscete qualche cubano che ha girato le spalle alla Rivoluzione per difendere i poveri in un altro angolo del mondo?
Sulla strada che porta dall’aeroporto dell’Avana fino al centro della città c’è un cartello con il ritratto di un bambino che sorride e la frase: ?Questa notte 200 milioni di bambini dormiranno per le strade del mondo. Nessuno di loro è cubano.? Esiste un altro paese del Continente che può vantare un simile manifesto alla porta d’entrata?

Riferire semplicemente la parola Cuba provoca brividi agli spiriti reazionari. Rivendicano la democrazia nell’Isola, come se quello che predomina nei nostri paesi ? corruzione, nepotismo, malversazioni ? fosse il modello di qualcosa. Perché non chiedono, prima di tutto, al governo degli Stati Uniti che la finiscano di profanare il diritto internazionale, che sospendano l’embargo e che chiudano il loro campo di concentramento a Guantanamo?
Si protesta contro le fucilazioni della Rivoluzione, e mi associo. Sono infatti contrario alla pena di morte. Ma dove sono le proteste contro la pena di morte negli Stati Uniti e contro le fucilazioni sommarie praticate dalla polizia militare in Brasile?
Cuba è attualmente il paese con il più elevato numero di medici e ballerini classici per abitante. Sta sviluppando un programma per curare gratuitamente, nei prossimi 10 anni, 6 milioni di latino-americani con problemi alla vista.

Fidel è ricoverato in ospedale. Cosa accadrà quando morirà l’uomo che è sopravvissuto a una decina di presidenti degli Stati Uniti e a 47 anni di tentativi terroristici della Cia per eliminarlo? Il buon umore dei cubani ha la risposta a portata di mano: ?Poiché siamo persone civilizzate, prima seppelliremo il Comandante.? Verrà il socialismo calato nella fossa insieme alla sua bara?

Papa Giovanni Paolo II con Fidel Castro Tutto indica che Cuba si prepara al periodo post-Fidel. Il che non significa, come sperano i cubani di Miami, che ciò accadrà presto. A novembre, all’Università di L’Avana, il leader rivoluzionario aveva detto che la Rivoluzione può essere vittima dei suoi stessi errori e aveva lanciato una questione: ?Quando i veterani spariranno, cosa fare e come farlo??
Alla vigilia del suo compleanno, il 13 agosto, Fidel comincia a svelare il suo testamento politico. La maggior parte dei membri della Guida Politica del Partito Comunista ha tra i 40 e 50 anni e sempre più giovani sono chiamati ad occupare funzioni strategiche. Poiché il 70 percento della popolazione è nata nel periodo rivoluzionario, non ci sono indizi di un desiderio popolare per il ritorno del capitalismo. Cuba non vuole come futuro il presente di tanti paesi latino-americani, dove l’opulenza convive con il narcotraffico, la miseria, la disoccupazione e la rottamazione della sanità e dell’educazione.

Un buon compleanno e un rapido recupero, Comandante.

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