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A fogne aperte: un horror contemporaneo

Nel Dopoguerra si discuteva se il repubblichino Giorgio Almirante avesse legittimità a occupare un seggio in Parlamento.
Per altri quarant’anni è stato fuori discussione che il suo partito potesse approdare al governo; l’unica volta che ci hanno provato i camalli genovesi gli han fatto rapidamente cambiare idea.
Oggi può apparire pubblicamente in un video che lo dipinge come uno dei padri putativi del nuovo “partito degli italiani”.
Acclamato dai suoi eredi, ormai ampia maggioranza nel paese.
Omaggiato, senza alcuna vergogna, sulle prime pagine dei giornali.
Evidentemente il tempo non cancella solo la memoria, ma anche i lividi dei manganelli. E il sangue delle stragi.

Scrive a proposito dello scioglimento di AN Peter Popham sull’Independent: “L’uscita di scena della Fiamma non significa che le idee Fasciste siano scomparse dalla scena politica italiana. Piuttosto il contrario. Quindici anni dopo che Berlusconi ha riesumato i neofascisti, il loro impatto sulla politica non è mai stato tanto appariscente, mai tanto inquietante”.
Sarà inquietato lui, il povero Popham, e starà forse maledicendo la scelta del posto da cui corrispondere.
Di certo non paiono inquietati i suoi colleghi italiani. Tanto meno l’opinione pubblica.

Parlamento ridotto a fantoccio governativo, informazione controllata, magistratura delegittimata.
Ronde, classi separate per gli immigrati, carcerazioni sommarie.
Un ente pubblico come l’INPS che dirama nero su bianco una circolare in cui si raccomanda che “nel 2009 dovrà essere privilegiata l’azione di vigilanza nei confronti delle realtà economiche gestite da minoranze etniche”.
Mostre celebrative su Marinetti e Pound e pubblicizzatissime dispense sulla vita del Duce in edicola.
Tutto passa nella completa indifferenza, quando non nel plauso di coloro che han capito come tira il vento e aiutano a soffiare.
Ma non azzardatevi a chiamarli camerati, altrimenti partono le denunce milionarie.

Quelli delle Bande Nere sono i più sfacciati. Probabilmente i più pericolosi. Ma almeno non si nascondono dietro un perbenismo di facciata. Li si può combattere. Cercare di rispedirli nelle loro fogne, anche se c’è il rischio che siano diventate troppo piccole per contenerli tutti.
Invece la maggioranza – nemmeno troppo silenziosa ma ormai considerata più che presentabile – che sostiene il neofascismo governativo è quella che sta facendo cadere il paese nel baratro della reazione.

Pubblicato anche su cogitabondo.net

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