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	<title>Commenti a: Internet a Cuba e &#8216;Reporters sans Fronti&#232;res&#8217;</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Internet a Cuba e ‘Reporters sans Frontières’ &#171; Ammiraglio61&#39;s Blog</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/6501-internet-a-cuba-e-reporters-sans-frontires/comment-page-1/#comment-9211</link>
		<dc:creator>Internet a Cuba e ‘Reporters sans Frontières’ &#171; Ammiraglio61&#39;s Blog</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 00:11:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fonte [...]</description>
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		<title>Di: Garuti Aldo</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/6501-internet-a-cuba-e-reporters-sans-frontires/comment-page-1/#comment-7368</link>
		<dc:creator>Garuti Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 13:19:46 +0000</pubDate>
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		<description>Le menzogne di Reporters sans frontières su Cuba - Pessima Propaganda     

di Salim Lamrani - &quot;Réseau Voltaire International&quot;  

1° giugno 2009 

 Una reportage con telecamera nascosta, ampiamente pubblicizzato dalla televisione occidentale, mostra la direzione del Meliá Cohíba a L’Avana che vieta l’accesso a Internet ai cubani, riservandolo agli ospiti. Ciò è alla base di una campagna di &quot;Reporter senza frontiere&quot; (RSF) per denunciare la censura politica castrista. Problema: questa impostazione è contraddetta da altri documenti citati dalla pseudo-ONG.

Link all&#039;articolo completo: http://www.voltairenet.org/article160376.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le menzogne di Reporters sans frontières su Cuba &#8211; Pessima Propaganda     </p>
<p>di Salim Lamrani &#8211; &#8220;Réseau Voltaire International&#8221;  </p>
<p>1° giugno 2009 </p>
<p> Una reportage con telecamera nascosta, ampiamente pubblicizzato dalla televisione occidentale, mostra la direzione del Meliá Cohíba a L’Avana che vieta l’accesso a Internet ai cubani, riservandolo agli ospiti. Ciò è alla base di una campagna di &#8220;Reporter senza frontiere&#8221; (RSF) per denunciare la censura politica castrista. Problema: questa impostazione è contraddetta da altri documenti citati dalla pseudo-ONG.</p>
<p>Link all&#8217;articolo completo: <a href="http://www.voltairenet.org/article160376.html" rel="nofollow">http://www.voltairenet.org/article160376.html</a></p>
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		<title>Di: dangp</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/6501-internet-a-cuba-e-reporters-sans-frontires/comment-page-1/#comment-6739</link>
		<dc:creator>dangp</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 12:04:50 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante, ho trovato anche questo:
http://www.voltairenet.org/article17502.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante, ho trovato anche questo:<br />
<a href="http://www.voltairenet.org/article17502.html" rel="nofollow">http://www.voltairenet.org/article17502.html</a></p>
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		<title>Di: Gennaro Carotenuto</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/6501-internet-a-cuba-e-reporters-sans-frontires/comment-page-1/#comment-6738</link>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 11:13:54 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Aldo, c&#039;è un paradosso ulteriore in tutto questo: il rapporto di RSF (io ho il vizio di leggere tutto) è il meno peggio che ci si potesse aspettare da quella gente. 

Ammette perfino che la maggior parte delle difficoltà cubane sono dovute all&#039;embargo. Chi ha ripreso però il rapporto, guarda anche Punto Informatico, nella foia di aggravare le cose mistifica perfino RSF il che è tutto dire.

Mentre RSF dice chiaramente che a Cuba nessuno è mai stato in carcere per l&#039;uso di Internet il bandito che ne scrive su PI, tale Giovanna Arata utilizza una formula ambigua che fa capire che sì, anche a Cuba c&#039;è gente in galera per l&#039;uso di Internet.

&lt;em&gt;&quot;Della lista dei &quot;più cattivi&quot; fanno parte, oltre ai paesi già menzionati, anche Cuba, Egitto, Myanmar, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan. Nel complesso, spiega RSF, sono oltre 70 le persone in prigione per &quot;reati di espressione&quot; commessi in rete&quot;. 
&lt;/em&gt;
Insomma, giornalisti scarsi, precari e di fretta riescono a peggiorare perfino quanto fa RSF che riesce a far passare da martire Yoani Sánchez che è liberissima da casa sua in centro a L&#039;Avana di scrivere peste e corna del suo governo (e personalmente mi sta bene).

Sul rapporto viene gran tristezza. Sembra che il digital divide l&#039;abbiano inventato alcuni governi autoritari e non il sistema economico che esclude due terzi della popolazione mondiale dall&#039;uso di Internet perché troppo povera (ma già, quello è l&#039;ordine naturale delle cose).

Infine, chi stabilisce che censurare l&#039;Heraldo di Miami sia male, ma censurare una lista infinita di siti come accade negli Stati Uniti in ossequio alla &quot;guerra al terrorismo&quot; sia un bene? Io non lo so, ma RSF lo sa benissimo: dipende da chi paga.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Aldo, c&#8217;è un paradosso ulteriore in tutto questo: il rapporto di RSF (io ho il vizio di leggere tutto) è il meno peggio che ci si potesse aspettare da quella gente. </p>
<p>Ammette perfino che la maggior parte delle difficoltà cubane sono dovute all&#8217;embargo. Chi ha ripreso però il rapporto, guarda anche Punto Informatico, nella foia di aggravare le cose mistifica perfino RSF il che è tutto dire.</p>
<p>Mentre RSF dice chiaramente che a Cuba nessuno è mai stato in carcere per l&#8217;uso di Internet il bandito che ne scrive su PI, tale Giovanna Arata utilizza una formula ambigua che fa capire che sì, anche a Cuba c&#8217;è gente in galera per l&#8217;uso di Internet.</p>
<p><em>&#8220;Della lista dei &#8220;più cattivi&#8221; fanno parte, oltre ai paesi già menzionati, anche Cuba, Egitto, Myanmar, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan. Nel complesso, spiega RSF, sono oltre 70 le persone in prigione per &#8220;reati di espressione&#8221; commessi in rete&#8221;.<br />
</em><br />
Insomma, giornalisti scarsi, precari e di fretta riescono a peggiorare perfino quanto fa RSF che riesce a far passare da martire Yoani Sánchez che è liberissima da casa sua in centro a L&#8217;Avana di scrivere peste e corna del suo governo (e personalmente mi sta bene).</p>
<p>Sul rapporto viene gran tristezza. Sembra che il digital divide l&#8217;abbiano inventato alcuni governi autoritari e non il sistema economico che esclude due terzi della popolazione mondiale dall&#8217;uso di Internet perché troppo povera (ma già, quello è l&#8217;ordine naturale delle cose).</p>
<p>Infine, chi stabilisce che censurare l&#8217;Heraldo di Miami sia male, ma censurare una lista infinita di siti come accade negli Stati Uniti in ossequio alla &#8220;guerra al terrorismo&#8221; sia un bene? Io non lo so, ma RSF lo sa benissimo: dipende da chi paga.</p>
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