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Licenziamenti, sottane, nucleare, guerre stellari

Vi racconto questa: Ieri sera ad annozero puntatona su licenziamenti, precarietà e ampio – troppo ampio – spazio al ministro tremonti che ci ha deliziato con le sue ricette per risolvere la crisi. I servizi mostravano immagini di operai imbufaliti e caricati dalla polizia (a pomigliano ma è successo anche altrove), di operai che in polonia costruiscono quello che si ostinano a chiamare made in italy (la fiat), di operai che in inghilterra vogliono cacciare gli italiani fuori a calci perchè rubano il loro posto di lavoro, di operaie che saranno licenziate in blocco perchè l’azienda chiude.

Questo è il mondo della globalizzazione e a sentire tremonti il no-global più convinto sarebbe lui. Protezionista, equo e sostenibile, scettico sulle ricette americane e molto deresponsabilizzato perchè "lui non c’entra niente, non era al governo".

Globalizzare significa permettere il movimento, importazione esportazione, delle merci ma controllare quello delle persone (i provvedimenti antiimmigrati), vuol dire consentire ad un ricco imprenditore di "delocalizzare", cioè smantellare la parte produttiva dell’impresa in italia per ricostruirla all’estero, polonia, romania, cina, dove la manodopera costa molto meno. Significa che le imprese possono importare (i flussi migratori controllati come la tratta degli schiavi in versione moderna) uomini da altri paesi perchè con loro possono realizzare contratti di lavoro più vantaggiosi.

Tutto questo poi diventa lotta tra poveri, gli operai se la prendono con altri operai invece che con gli imprenditori, confindustria o sindacati che hanno permesso che tutto ciò accadesse senza battere ciglio. Compresa la cgil, si. Alla flessibilità non siamo arrivati ieri. Ci siamo in mezzo da un po’ e accordo dopo accordo siamo finiti in una situazione dalla quale non si esce.

L’ultimo colpo di grazia l’hanno dato da poco. Governo, confindustria, sindacati, tranne la cgil – che ha riscoperto la sua anima operaista – che ora fa parlare la fiom (quella che veniva tacciata di filoterrorismo fino a poco tempo fa perchè osava criticare la legge 30 santificata grazie all’uso strumentale dell’omicidio biagi), hanno firmato l’accordo degli accordi. L’accordo più accordo più tutti. Quello che dice che il contratto nazionale non esiste più e che dunque ogni imprenditore potrà fare un contratto di lavoro di volta in volta diverso di operaio in operaio o di azienda in azienda. Significa ricatti e incidenti sul lavoro grazie alla formula dei premi produttività, significa niente garanzie, ciascuno per se’, niente solidarietà tra operai, tutti nemici, nessuno saprà qual’e’ lo stipendio dell’altro e il datore di lavoro userà questo mezzo per mettere gli uni contro gli altri e trarne giovamento, potere, produttività a costi sempre minori. Credetemi lo so perchè è così che funziona con i contratti a progetto, i co.co.co., gli interinali. Tra dieci anni i lavoratori e le lavoratrici sotto stress saranno talmente tanti/e che le aziende proporranno come premio produzione un suicidio collettivo nei reparti più meritevoli.

In tutto ciò il sindacalista della fiom, alla trasmissione di santoro, prova a dire timidamente che è necessario un contratto unico europeo che stabilisca uno stipendio minimo per alcune categorie e qualche regola per provare a mettere fine a questa speculazione sulle vite umane.

Tremonti risponde con la sua ricetta: macchè ammortizzatori sociali, contratti unici, puach, più opere pubbliche. Il futuro sta nell’edilizia. Il consumo fa male (ma non eravamo noi i comunisti nemici del capitale?) e bisogna investire sul mattone.

Ripete la stessa cosa alle cento e più donne che dallo stabilimento La Perla di San Piero in Bagno chiedono come dovranno fare a sopravvivere dato che saranno tutte licenziate. Tremonti ripete testualmente: "le sottane non si vendono. Bisogna investire in opere pubbliche."

Come dire: le donne possono fare a meno di lamentarsi per il posto di lavoro perduto. Non devono piagnucolare se verranno impiegate anche in lavori notturni in fase di maternità perchè è giusto che stiano in casa a fare le mamme senza occupare posti che spettano solo ai maschi (non si capisce poi dove siano tutte le riforme promesse per favorire la maternità della quale madama roccella e messer sacconi parlano tanto). Ora è il momento di impiegare i signori uomini che hanno braccia e forza per fare i muratori. Le donne tornino a fare le mogli e le madri, dato che siamo in crisi perdio, di che vi lamentate?

Poco conta che quelle donne abbiano famiglia, che uno stipendio non basta a pagare il mutuo, che molte non sono mantenute da nessuno, che potrebbero voler aver diritto ad una autonomia economica che non passi attraverso l’uccello di un uomo.

Tutto questo non conta nulla. L’intento è chiaro: l’investimento va fatto sugli uomini, spesa pubblica dirottata per sostenere banche e imprese e grossi imprenditori. Lavoro agli uomini e welfare sulle spalle delle donne come ai bei vecchi tempi. Perciò è indispensabile aderire all’appello donne in difesa del lavoro delle donne. Dato che a noi non ci difende nessuno, mettetevelo bene in testa. L’unica cosa che sanno fare è usare stupri e violenze per sostituire con la paura per lo straniero quella – più legittima e rischiosa – per la povertà e la totale assenza di prospettive che incombe sulle nostre vite. L’unica cosa che sanno fare è proporre tagli sulla cultura che è quella altrimenti in grado di volgere in maniera creativa e dunque positiva le paure [Guardate questo fantastico video che ve lo dice benissimo].

Tremonti, insomma, ci dice tutto ciò mentre si dichiara estinta la condanna per Rizzoli e altri come lui, non perchè non abbia messo sul lastrico nessuno attraverso la bancarotta ma solo perchè il falso in bilancio è stato liquidato attraverso una legge del governo berlusconi mentre pensava a favorire se stesso e gli amici.

Ce lo dice mentre il collega Brunetta prova a smantellare l’ultimo dei diritti che forse c’e’ rimasto. L’avete sentita la storia dello sciopero virtuale, si? Sarebbe quella cosa per cui tu dici "cavolo come sono arrabbiato oggi. dichiaro di essere in sciopero", però devi andare al lavoro lo stesso per di più senza paga. Si scrive sciopero virtuale ma si legge "presa per il culo reale".

Ce lo dice mentre riparte la storia del nucleare, osteggiata da sinistra e anche da ambienti di destra. A me sembra essere tornata esattamente agli anni ottanta. Grandi appalti, guerra tra mafie per aggiudicarsi il flusso di denaro, nucleare, missili, basi nato. In sicilia, in quel periodo, non ci siamo fatti mancare proprio niente.

A questo proposito ci tengo a parlare di due cose fondamentali: una delle quattro centrali nucleari italiane vorrebbero farla nella provincia di ragusa. Vi ricordate comiso? La base nato? I missili? Sapete di Gela, Priolo, enichem, inquinamento, dei rifiuti altamente inquinanti che la mafia ha seppellito qua e la in tutta l’isola (vedi il cesio 137 – scorie radioattive – rilevato a pasquasia in provincia di enna), dei termovalizzatori (4 per l’esattezza) la cui costruzione cuffaro concordò con prodi. Ci manca la centrale nucleare e siamo a posto. Il gruppo su facebook c’e’. Ora vediamo di capire se c’e’ anche la capacità di una mobilitazione reale.

La storia viene proposta con gli argomenti di sempre: sara’ data una "gratifica" alla popolazione che ospita la base, ci sarà lavoro. Merda agli affamati, insomma. Anzi peggio della merda. Radioattività, scorie, tutto quello che renderà la nostra isola un deserto al pari di chernobil. Niente più turismo, sole, mare, terra, agricoltura. Terre morte, gente con il cancro. Morte in cambio di niente. Giusto per fare arricchire chi non si occupa delle conseguenze dei suoi affari: l’enel tra questi, che passa, lascia terreni infettati, altamenti inquinati, conseguenze dell’inquinamento da far gestire ai comuni e non si occupa di bonifiche, risarcimenti, di niente. Tutto mentre il governo ritarda (sta nel pacchetto milleproroghe) l’approvazione della class-action, quella modalità che consentirebbe alle persone di fare cause civili con richieste di risarcimento danni in maniera collettiva, come avviene in america. Questo nel caso in cui si volesse perseguire una  industria per aver causato malattie a migliaia di persone, per esempio.

L’altra cosa che vogliono fare in Sicilia è un "sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc., con l’obiettivo di perpetuare la superiorità offensiva degli Stati Uniti d’America", ovvero parte del riarmo spaziale MUOS. Ne parla in maniera approfondita l’instancabile Antonio Mazzeo che tra fine anni ottanta e inizi anni ’90 ha fornito a tutta la mia generazione gli strumenti per capire quante, quali, basi nato stavano costruendo in sicilia.

L’ecomostro sarà costruito a Niscemi, luogo tristemente noto per tante cose abbastanza gravi e già sede dal 1991, presso la contrada Ulmo, di "una delle più grandi stazioni di telecomunicazione della Marina USA nel Mediterraneo. Si tratta della "Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) N8", utilizzata per le trasmissioni in alta e bassa frequenza (HF ed LF) dei comandi e delle forze militari operanti in una vastissima area compresa tra il Mediterraneo, l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico."

Nessuno concorda, tantomeno il sindaco – che ha organizzato un incontro con altri sindaci del territorio (nella zona c’e’ anche l’enichem di gela) per il 3 marzo – e gran parte della cittadinanza che saranno in corteo il 28 febbraio a Niscemi dalle ore 10.00 a partire dal liceo di piano mangione (tutte le info QUI), con questa cosa tranne che gli amici di La Russa, ministro della difesa che sta svendendo agli americani quello che resta della nostra isola, per farla affondare prima e meglio, possibilmente dopo aver realizzato l’impalcatura per il ponte sullo stretto che a quel punto rimarrà sospesa nel vuoto a testimonianza di una antica terra chiamata Sicilia sparita sotto il peso dell’irresponsabilità politica. Un modo definitivo per finanziare la mafia e avvelenare tutti i cittadini e le cittadine per bene che in quell’isola si ostinano a restare e a combattere.

Le vicende a proposito della Tav, della base di Vicenza e altro ci hanno dimostrato quanto poco conti l’idea di sovranità territoriale. Se c’e’ chi si opporrà manderanno l’esercito. Nel frattempo ritarderanno per far in modo che la sicilia resti sempre e comunque quello che è sempre stato, un largo bacino di voti che questa volta baratterà lavoro, soldi, ma soprattutto la vita e la salute di tutte le generazioni future. Una sicilia radioattiva è anche anticamera dello sterminio degli immigrati che sbarcano ostinati contro il parere di maroni. Il ministro sarà contento. Più cattivi di così si muore.(notate la finezza della metafora 😛)

da femminismo a sud

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