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Corpi di Stato, update

E’ in discussione la legge sul testamento biologico (un breve accenno lo avevamo fatto qui). In sintesi: decide che l’alimentazione e l’idratazione sono sempre obbligatorie anche se in modalità chimica, vale a dire attraverso l’uso di prodotti farmaceutici. Fino ad ora alimentazione e idratazione artificiale sono considerati terapie a tutti gli effetti e in quanto tali possono essere rifiutati. L’accanimento terapeutico è infatti vietato dalla nostra costituzione.

L’articolo “1” del progetto di legge dice anche una cosa abbastanza inquietante:

1- la repubblica tutela la vita umana fino alla morte…[…]
2- la repubblica riconosce come prioritaria rispetto all’interesse della società e della scienza la salvaguardia della persona umana.
3- La repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui il titolare non sia più in grado di intendere e volere.

Ribadire la tutela della vita umana, già esplicitata in mille forme in altre leggi e nella costituzione, dimenticandosi di aggiungere “dalla nascita” tra “tutela la vita umana” e “fino alla morte” e poi aggiungere che si riconosce come prioritario l’interesse a salvaguardia della persona umana, evoca tristemente altre possibilità.

Nell’ultima
intervista concessa da Formigoni (annozero), antiabortista che in lombardia ha avviato una serie infinita di modifiche sociali che limitano la libertà di scelta di tanti soggetti, egli – a proposito della vicenda Englaro – ha affermato che vuole sollecitare un approfondito dibattito su cosa si intende per “vita”.

Ricordo
che da lui sono partite proposte come:
la sepoltura dei feti abortiti (secondo il nostro ordinamento si garantisce sepoltura alle persone giuridiche che vengono riconosciute se “nate”. Dichiarare seppellibili i feti è un modo di aggirare la legge 194 affinchè si dichiari il feto una persona con diritti giuridicamente riconosciuti. Se il feto è riconosciuto in quanto soggetto giuridico allora l’aborto diventa di fatto un omicidio);
la riduzione delle settimane entro le quali compiere un aborto terapeutico da 24 a 21 settimane. Tempo non utile perché per individuare alcune anomalie è necessario che il feto abbia almeno 20 settimane;
l’introduzione di volontari del movimento per la vita nei consultori;
la rianimazione dei feti abortiti contro la volontà stessa della madre. La legge 194 sancisce il diritto della donna, per motivi terapeutici ovvero se dal parto derivano gravi problemi psicologici e/o di salute per lei e il nascituro, di abortire entro un tempo superiore a quello previsto per l’interruzione volontaria di gravidanza (entro cinque mesi contro le 12 settimane di limite legale per l’IVG)

Quando
formigoni dice che vuole discutere su cosa si intende per “vita” egli vuole arrivare sempre allo stesso punto. L’intrusione in scelte che riguardano le madri o, come nel caso della legge sul testamento biologico, le persone che vogliono decidere quando e come porre fine alla propria vita.

Inserire nel progetto di legge sul testamento biologico un concetto che rafforza queste intenzioni spalanca la porta per altro tipo di intrusioni.

Se l’alimentazione e l’idratazione forzata diventano obbligatorie su ogni soggetto al di la’ della volontà delle persone o di chi ne è tutore, saranno dunque applicate anche sui feti abortiti? Possiamo immaginare che si possa riaprire la questione della espropriazione del diritto della madre di decidere se il figlio abortito debba essere rianimato o no?

Il progetto di legge che pone un divieto sull’eutanasia, dice che noi possiamo fare una dichiarazione di trattamento, ovvero un documento che va rinnovato ogni tre anni perché sia considerato valido dove ci verrebbe concesso di chiedere la fine di ogni terapia ma non della alimentazione e idratazione. Noi stessi/e non potremo decidere, neppure se lo mettiamo per iscritto, di non essere alimentate e idratate artificialmente.

Un corpo che viene espropriato dallo stato che decide per noi, diventa un “corpo di stato”. Ne avevamo già sommariamente parlato.

Corpo di stato
adulto se in fase terminale, "feto di stato" se frutto di un aborto terapeutico, corpo di stato e basta se parliamo di una persona affetta da anoressia.

Si apre infatti questo altro capitolo. Se l’alimentazione e l’idratazione clinica non sono considerate terapie una persona affetta da anoressia non è in grado di rifiutare qualcosa che non accetta proprio in virtu’ della sua patologia. Come infilare dalle orecchie il cibo ad un bambino che strizza la bocca perché non vuole mangiare. L’effetto psicologico sarebbe lo stesso.

Chi si occupa di questo problema sa bene che se la paziente è in grado di intendere e di volere e ha 18 anni può rifiutare l’alimentazione terapeutica perché per lei equivale ad una tortura. Il meccanismo di cura di questa malattia implica che l’alimentazione dovrà essere graduale e comunque data sempre in accordo con la paziente. La reazione psicologica ad una alimentazione forzata potrebbe essere grave fino ad arrivare ad episodi di suicidio.

Oltretutto se l’obbligo vige anche nel caso della minore età in ogni caso secondo questa legge i genitori sarebbero espropriati del diritto di rappresentare la propria o il proprio figlio/a.

Il ministero con delega alla sanità di Sacconi applica questa modalità autoritaria che probabilmente prende spunto dalle regole della città di Sparta, in epoche avanti cristo, anche per proposte che potrebbero sembrare più inoffensive. Quella del divieto per le operazioni al seno per le adolescenti è una di queste.

Il paradosso giuridico di queste proposte si rivela nel fatto che violare questo tipo di divieti per ciascuno di noi significa commettere un reato. Il reato di non alimentarsi e idratarsi, di operarsi al seno, etc. Diventa un reato per i genitori non rispettare la volontà dello Stato espressa a proposito dei nostri figli nati o di quelli che abbiamo deciso di non fare nascere. Siamo sorvegliate/i speciali. I figli non appartengono giuridicamente ai genitori e per assurdo i genitori potrebbero non essere dunque responsabili della loro vita se non per il fatto che glielo ordina lo Stato che di quei figli parrebbe l’effettivo "proprietario".

Lo stato, cioè, si appropria di noi. Non più stato di diritto ma stato etico. Non più diritto alla vita ma “dovere” di restare vivi e "obesi" a tutti i costi. Cosa che somiglia molto alla legge ecclesiastica che punisce il suicidio con l’inferno. Ovviamente nel progetto di legge non si fa alcun riferimento alla nutrizione dei soggetti che invece chiedono di poter mangiare: poveri, immigrati, bambini costretti alla fame dagli embarghi.

Questo progetto di legge come tutto il disegno autoritario che lo Stato sta mettendo in piedi per controllare le nostre vite, compresa la riproposizione del progetto fascista di governo sui corpi per obbligarne la riproduttività fino ad impedire ogni scelta sessuale non etero e persino l’uso dei contraccettivi, devono trovare una opposizione fortissima. Manifestazioni e petizioni sono già state fatte e sono in programma.

Tre nuove iniziative che parlano di laicità e testamento biologico: la prima è una manifestazione per questo sabato a Roma, piazza farnese ore 15.00. La seconda è un appello con una raccolta di firme sul sito testamentobiologico.ilcannocchiale.it. La terza un altro appello e ancora una raccolta di firme su fammiscegliere.com.

da femminismo a sud

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