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	<title>Commenti a: Stupri &#8220;utili&#8221;</title>
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		<title>Di: Antonio Castellarin</title>
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		<dc:creator>Antonio Castellarin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 17:17:06 +0000</pubDate>
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		<description>Si tratta di storie “italiane” e non c’e’ un solo giornalista serio che passi da un centro antiviolenza e vada a chiedere anche in maniera generica quello che succede in quel pezzo di mondo, quante donne lo attraversano e perché. Non c’e’ neppure la curiosità. Solo silenzio. Un assordante e terribile silenzio. Complice, omertoso silenzio...O abbiamo paura in fondo del fatto che mentre si interroga la gente d’italia che viene sconfitta, attraversata da questa violenza, la scopriamo profondamente fascista ed è quella parte che non vorremmo vedere mai....Non ci interesserebbe saldare una certezza economica sul ricavato di una disgrazia. A meno che non sia riconosciuto come un “diritto” per tutte e non come un favore personale.....Una previsione di spesa in quelle direzioni vi farebbe quantomeno rendere conto dell’entità del fenomeno. Basterebbe forse spostare risorse alle donne invece che al perenne rifinanziamento di polizie e polizie e polizie e armi e armi e armi per le polizie, polizie, polizie.....La storia fa così: C’e’ una ragazza che viene ripetutamente molestata da tanti uomini differenti. Non dice niente, si lamenta, può dire poco. Un giorno è talmente stanca di molestie e prevaricazioni che passa accanto ad un rumeno e quello neanche la guarda, allora lei urla e accusa. E’ stato lui! Tutti gli saltano addosso, compresi quelli che l’avevano molestata per davvero. Così lei, per un momento, si è sentita coccolata e finalmente in diritto di poter urlare il suo dolore....O diteci cose belle e fateci sperare che da ora in poi tutte le donne che subiscono violenza avranno prospettive migliori. Diteci tutto ciò che volete ma non ci trattate con disprezzo. Forse abbiamo dei limiti ma non siamo meschine. Non c’e’ voglia di rivalsa. Solo desiderio di chiarezza...Erano quelli del Circeo. Perché a Roma gli stupri di gruppo, in fondo, c’erano anche prima che arrivassero i rumeni. Peccato che ad occuparsene erano le donne, da sole, senza aiuto da parte di nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di storie “italiane” e non c’e’ un solo giornalista serio che passi da un centro antiviolenza e vada a chiedere anche in maniera generica quello che succede in quel pezzo di mondo, quante donne lo attraversano e perché. Non c’e’ neppure la curiosità. Solo silenzio. Un assordante e terribile silenzio. Complice, omertoso silenzio&#8230;O abbiamo paura in fondo del fatto che mentre si interroga la gente d’italia che viene sconfitta, attraversata da questa violenza, la scopriamo profondamente fascista ed è quella parte che non vorremmo vedere mai&#8230;.Non ci interesserebbe saldare una certezza economica sul ricavato di una disgrazia. A meno che non sia riconosciuto come un “diritto” per tutte e non come un favore personale&#8230;..Una previsione di spesa in quelle direzioni vi farebbe quantomeno rendere conto dell’entità del fenomeno. Basterebbe forse spostare risorse alle donne invece che al perenne rifinanziamento di polizie e polizie e polizie e armi e armi e armi per le polizie, polizie, polizie&#8230;..La storia fa così: C’e’ una ragazza che viene ripetutamente molestata da tanti uomini differenti. Non dice niente, si lamenta, può dire poco. Un giorno è talmente stanca di molestie e prevaricazioni che passa accanto ad un rumeno e quello neanche la guarda, allora lei urla e accusa. E’ stato lui! Tutti gli saltano addosso, compresi quelli che l’avevano molestata per davvero. Così lei, per un momento, si è sentita coccolata e finalmente in diritto di poter urlare il suo dolore&#8230;.O diteci cose belle e fateci sperare che da ora in poi tutte le donne che subiscono violenza avranno prospettive migliori. Diteci tutto ciò che volete ma non ci trattate con disprezzo. Forse abbiamo dei limiti ma non siamo meschine. Non c’e’ voglia di rivalsa. Solo desiderio di chiarezza&#8230;Erano quelli del Circeo. Perché a Roma gli stupri di gruppo, in fondo, c’erano anche prima che arrivassero i rumeni. Peccato che ad occuparsene erano le donne, da sole, senza aiuto da parte di nessuno.</p>
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