Thursday 09 February 2012, 23:58

Auto, lacrime oggi per respirare domani

Fine dell’epoca a quattro ruote o crisi pesante ma reversibile?
Presto per dirlo, certo è che il mercato dell’auto continua la sua picchiata.

L’Istat ha diffuso stamani i dati sulla produzione industriale nel nostro Paese: a dicembre -12,2% rispetto allo stesso mese del 2007.
Considerando l’intera annata, nel 2008 il calo è stato del 4,3% rispetto al 2007.
Cifre da piena recessione, che si ingigantiscono nel settore automobilistico: -48,9% a dicembre, -18,6% nell’anno.
Un crollo nella produzione che corrisponde a quello delle immatricolazioni: i dati ufficiali Acea usciranno il 13 febbraio, ma l’agenzia J.D. Power stima per gennaio un calo del 33% in Italia.

Se Marchionne trema, altrove gli tengono compagnia.
In Francia il presidente esecutivo di Peugeot Citroen Christian Streiff ha parlato di “prospettive spaventose” e “catastrofe mondiale” in quanto “il mercato brasiliano, quello cinese e quello russo si sono fermati esattamente come quello europeo”. Dichiarazioni ancor più allarmanti perché rilasciate poche ore dopo la notizia del maxi-prestito di 6 miliardi di euro (da dividere con Renault) concesso dal governo Sarkozy.
In Giappone Nissan ha appena annunciato il taglio di 20mila posti di lavoro, mentre dagli USA rimbalzano voci di una possibile bancarotta pilotata dal governo per General Motors e Chrysler, in un mercato che non è più il primo al mondo, superato da quello cinese. Ma persino a Pechino non si dormono sonni tranquilli: diversi piccoli produttori sono in crisi e il governo ha varato incentivi pubblici di sostegno al settore.

Difficile che dopo una simile burrasca tutto torni come prima.
Resta da vedere se si sarà capaci di imporre a livello globale una nuova idea di mobilità sostenibile.
Per adesso a pagare, tanto per cambiare, restano soprattutto i lavoratori. Ma è il prezzo per poterne riguadagnare tutti in umanità e salute.

Pubblicato anche su www.cogitabondo.net



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