Friday 10 February 2012, 01:08

Un chilo di violenze, qualche etto di stupri

Il ministero per le pari opportunità, quello dell’invisibile ministra carfagna, pare abbia promosso una campagna contro le mutilazioni genitali femminili. Potete vederla in televisione, tra una affermazione eversiva del presidente del consiglio e uno sputo a donne e migranti da parte di qualcheduno della lega. La pubblicità di per se’ non è male. C’e’ una bambina allegra, etnica di capelli e di pelle, che gioca e a margine una voce che racconta di queste mutilazioni genitali femminili. Orribili, senza dubbio. Concludono le simpatiche voci di due adulti, un uomo e una donna, etnici anche loro, che affermano di scegliere di far vivere la figlia in modo migliore.

Tutto giusto se non fosse che la campagna, che immagino sia rivolta a persone di paesi stranieri che vivono in italia, forse – anche come segno di rispetto e volontà di integrazione – doveva essere diffusa con un testo scritto anche in altre lingue. Quelle delle persone alle quali ci si rivolge, per esempio. Invece si può ascoltare in italiano, leggere soltanto in italiano peraltro in modalità traballante per effetto della grafica voluta un po’ vivace e scoppiettante.

L’altra questione che penso valga la pena sottolineare si riferisce al fatto che la campagna, guidata dalla mente del ministero ovvero il capo dipartimento Isabella Rauti, figliola di Pino Rauti (quello di Ordine Nuovo, e vale la pena segnalare che non si può usare Wikipedia come fonte perchè è stata presa d’assalto dai fascisti che hanno piazzato link a forza nuova e ad altre risorse simili un po’ dappertutto) e moglie di Alemanno, è forse l’unica iniziativa delle pari opportunità non a caso diretta a evidenziare i livelli di inciviltà di culture diverse dalle nostre.

Ricordo che la ministra carfagna non ha voluto celebrare la giornata contro l’omofobia, ha negato le violenze in famiglia delle donne italiane e ha legittimato il ministro tremonti mentre sottraeva risorse ai centri antiviolenza.

L’unica violenza che la ministra e la Rauti si sentono dunque di condannare è quella che fanno persone di culture diverse. Delle nostre si occupano gli uomini del branco governativo che per un motivo o per un altro le tirano fuori solo per motivare la approvazione del pacchetto sicurezza piuttosto che altri innumerevoli provvedimenti restrittivi di controllo dei cittadini.

Facciamo comunque la sintesi delle violenze delle quali parla la stampa negli ultimi giorni (escluso quelle istituzionali delle quali abbiamo già parlato):

- oggi si sono ricordati dello stupro del 17 gennaio a roma. Un ex fidanzato che ha stuprato la ex fidanzata perchè non voleva proprio rassegnarsi a non essere più fidanzato. Nell’annuncio della questione il tiggì ha pronunciato almeno dieci volte la parola fidanzato, figlio di buona famiglia, mamma insegnante, padre impiegato, ragazzo normale, fidanzato, buona famiglia, fidanzato, zato, ato, to. Egli ha stuprato una fanciulla perchè ella non lo volea più. Dello stupro ne parlammo noi e altre tre persone in tutta italia, credo. La notizia è in fase di recupero perchè a lui sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nel pacchetto sicurezza, quello dove si negano cure primarie agli immigrati e si commettono moltissimi atti di discriminazione nei confronti di tanti pezzi di umanità, c’e’ un punto nel quale si dice che non vorrebbero più concedere arresti domiciliari in caso di stupro. Quello che pensiamo su questa storia lo abbiamo già scritto QUI. Ricordiamo che gli arresti domiciliari sono stati concessi a due stupratori italiani, romani. I rumeni invece stanno in carcere. Chi tra i rumeni dello stupro di guidonia è ai domiciliari non sono gli stupratori ma coloro che secondo l’accusa li avrebbero aiutati a nascondersi.

- tra i punti del suddetto pacchetto sicurezza c’e’ la licenza alla vendita dello spray al peperoncino. Se da ora in poi vedrete per strada rumeni o stranieri di etnie non gradite con gli occhi inutilizzabili saprete perchè. Gli immigrati sono cavie perfette per immettere sul mercato un prodotto che andrà certamente a ruba. Chi è la casa produttrice? Chi ci guadagnerà?

- il corriere ha tirato fuori una inchiesta di superficie sugli stupri di guerra in congo. Storie terribili. Loro stanno malissimo. Invece noi, stiamo di un bene…

- sempre il corriere pubblica una doppia notizia di due tentate violenze. Un romeno contro una italiana e un vecchio italiano contro una badante rumena. Indovinate quale notizia mettono in evidenza? Ovviamente quella del romeno. L’altra diventa un sottotitolo meno visibile e breve notizia in coda all’articolo. La scelta del posizionamento di una notizia è importante. Un giornale vi educa, vi guida, vi mette in evidenza a colpo d’occhio quello che vuole farvi vedere e aggiunge poi in secondo piano l’altra notizietta. Perchè fanno questo? Perchè così non si può dire che omettono una notizia, invece attuano una forma di censura ugualmente omissiva, solo più volgarmente strategica. Vale la pena ripubblicare qui la breve perchè vi chiarisce tante cose:

  • 71ENNE TENTA DI VIOLENTARE BADANTE ROMENA, ARRESTATO – Ha cercato di violentare una romena ventottenne che si era presentata a casa sua per lavorare come badante: con questa accusa un uomo di 71 anni è stato arrestato dai carabinieri a Ciriè (Torino). A.C., che stava trascorrendo nella propria abitazione un provvedimento di arresti domiciliari per tentato omicidio, aveva contattato la ragazza rispondendo a un annuncio pubblicato da un giornale.

Su questo genere di odori, umori, situazioni, suggestioni, oni, ni, avevo scritto una storia. Si chiama “Il sapore della pipì”. Se avete tempo e voglia, la trovate QUI.

- a Milano una ragazza ha subìto una violenza da due ragazzi. A Bari c’e’ la storia di un finto prete (ma molti preti che stuprano i ragazzini e molestano le bambine sono veri, non lo dimentichiamo) che ha adescato ragazzini per violentarli. Tra accuse e smentite c’e’ sempre in ballo anche la storia dei preti (veri) pedofili, compreso l’ex vescovo, di Verona.

- per la serie “molestie utilizzabili per avviare provvedimenti di maggiore controllo su internet” ecco uno stupro a Trapani. Lui e lei si erano conosciuti in chat. Lui, un ufficiale di marina, ha festeggiato il loro primo incontro con uno stupro. A Catania un perito informatico si fingeva un adolescente. Conosciute due ragazzine le avrebbe minacciate di divulgare le loro immagini se non gli offrivano scene erotiche. Le ragazzine l’hanno detto ai genitori che l’hanno denunciato.

Questa notizia, perplessità a parte, mi sembra un buon segno di modernità abbastanza inusuale in terra di sicilia. Non per tutti, certo. Ma spesso è così. Non capita tutti i giorni vedere una ragazzina che si intrattiene in chat con qualcuno e che invece che lasciarsi ricattare dice ai genitori com’e’ la storia e va avanti con la sua vita. Evidentemente le due non si sono sentite giudicate, spero, dai genitori, e sembra proprio che in generale le ragazzine sono in realtà molto meno ingenue e indifese di come si possa pensare. Forse hanno capito che non c’e’ nulla da vergognarsi di una immagine in web. Chi si deve vergognare è un uomo adulto che va alla ricerca di adolescenti non consenzienti e le ricatta per farsi seghe via web.

Chiudiamo la rassegna con la descrizione di una Livia Turco che durante la trasmissione del mattino di La 7, dopo aver ascoltato il direttore de la Padania che diceva testualmente “ci sono delle signorine che abortiscono sette – otto volte” come fosse uno sport, si è messa a sbraitare come mai l’avevo vista o sentita negli ultimi quindici anni. Vuoi vedere che persino lei si è accorta che tutto quello che accade non è normale? Livia Turco femminista stra-incazzata è sorprendente tanto quanto il centro sinistra, leggasi il partito democratico, improvvisamente preoccupato dei pericoli che corre la nostra “democrazia”. Ohibo’, e menomale che “le categorie destra e sinistra” non esistevano più e che il nostro paese era “in una fase di progresso segnato da un bipolarismo equilibrato che metterà fine alla instabilità di governo”. Dillo all’amico tuo, Veltroni. E’ bella la stabilità, vero Livia?

da femminismo a sud



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