Berlusconi: un colpo di testa o un colpo di Stato?
Senza mezze parole, com’è giusto che sia se la misura è colma e il livello di guardia raggiunto. La taverna lombarda che comanda in un Parlamento di “nominati“, in attesa di dominare il Paese, getta la maschera sceglie di infilarsi in un vicolo cieco e apre uno scontro istituzionale dall’esito incerto e pericoloso.
Le leggi razziali, coi medici che denunciano i clandestini, la tassa sugli immigrati, le “ronde padane” o, se volete, la “Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale” e la schedatura dei clochard, non sono figlie d’un delirio improvviso e non segnano il punto più basso della storia politica della repubblica. C’è dell’altro e sembra fatto apposta per chiudere la partita col sistema democratico. L’attacco al sindacato, il disprezzo profondo per le regole del gioco, le intercettazioni impedite, le ripetute violazioni della Costituzione e l’aperta volontà di sottomettere ciò che resta della magistratura indipendente, annunciavano da tempo la burrasca che si va scatenando sulle nostre teste. Sul pietoso e tragico caso Englaro, Berlusconi non si è limitato al tentativo apparentemente maldestro e avventato, certamente nullo sul piano giuridico e irresponsabile su quello politico, di far passare un decreto che sostituisse la sua opinione personale alla sentenza emessa dalla Cassazione. Non gli è bastata una inaccettabile interferenza dell’Esecutivo in tema di diritti dei cittadini – che sul piano costituzionale è materia di esclusiva competenza della magistratura e vincola tutti, anche le Istituzioni al rispetto più assoluto delle sentenze passate in giudicato. Perseguendo un disegno politico eversivo, che attacca alla radice il sistema democratico, egli ha apertamente ignorato il “potere di garanzia” che la Costituzione riconosce al Capo dello Stato per tenere nei binari della legalità repubblicana la dinamica politica e le contrapposizioni tra le Istituzioni.
Stasera, con un gesto di inaudita gravità, Berlusconi e il suo governo, nessuno escluso, non solo hanno rifiutato di accettare il giudizio di Giorgio Napolitano sulla incostituzionalità del decreto messo insieme in fretta e furia per impedire il rispetto di una sentenza emessa da un tribunale della Repubblica, ma ha scelto di andare per la sua strada: con o senza la firma di Napolitano, egli intende raggiungere il suo intento, che non è e non può essere quello di salvare una vita umana ma di togliere la vita alla nostra democrazia.
La deriva autoritaria, che una opposizione imbelle e complice ha finora ignorato e talvolta incoraggiato, sembra giungere giunge così al suo drammatico epilogo. Potrebbe essere l’inizio di una tragedia. E’ giunto per tutti il tempo delle scelte chiare e nette. La misura è colma e il rischio mortale. I segnali sono sempre più inquietanti e appare evidente: potrebbe essere l’inizio d’un colpo di Stato. Prepariamoci a reagire da uomini e donne comuni, che non inseguono sogni di potere, ma fanno dignitosamente il loro lavoro e pensano che ci sia una soglia che non è possibile a varcare. Uomini e donne che hanno libera coscienza. Non è facile crederci, eppure è così, siamo noi “i protagonisti della storia e cioè della vita. [...] Ogni uomo e ogni donna lo è. Lo sono le tante persone che difendono la propria condizione e dignità a mezzi di fatiche e di sconfitte” [1].
Lasciamolo solo in questa ignobile avventura. Lasciamolo solo, perché senta fino in fondo la responsabilità che si assume e sappia che non abbiamo nessuna intenzione di stare a guardare.
[1] Luigi Pintor, Ei fu, “Il Manifesto”, 2 marzo 2003.
Da “Il blog di Giuseppe Aragno“
Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
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6 Commenti
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- Da Andrea Margiovanni » Blog Archive » Colpo di Stato. | feb 7, 2009
- Da Berlusconi ha trasformato il caso Eluana Englaro in un attacco alla separazione dei poteri e alla Costituzione della Repubblica Italiana, in uno strappo autoritario senza precedenti nella nostra storia repubblicana « Alessio in Asia | feb 26, 2009
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Paolo Camatini | 7 febbraio 2009 11:21 | Rispondi
è scandaloso quanto sta avvenendo: Berlusconi questa volta ha preso a pretesto una vicenda umana delle più tragiche per cominciare il suo attacco a quello che rimane della democrazia. Un essere così ignobile non merita nemmeno la minima considerazione. E mi fa senso che i cattolici non abbiano capito qual’è il vero punto della questione.
Antonio Castellarin | 7 febbraio 2009 15:03 | Rispondi
Non c’e’ ambito che venga dimenticato in questo colpo di stato, gia’ si profila uno smantellamento del diritto di sciopero, con la complicita’ di sindacati di regime.
Basta pero’ il piagnisteo, in ogni citta’ si organizzi una protesta, non degli una-tantum, ma delle risposte forti e continuative.
Tutte le forze che non si riconoscono nei golpisti si uniscano e organizzino questa resistenza.
Chi si e’ accordato per limitare il diritto di voto receda da queste commistioni con i golpisti.
Andras | 7 febbraio 2009 18:02 | Rispondi
Ecco a cosa ha portato il buonismo della sinistra: l’Italia è sotto dittatura. Il Parlamento, il capo dello stato, le istituzioni sono ormai solo un patetico teatrino che serve a dare la parvenza di democrazia, ad imbellettare il suo cadavere ormai in stato di putrefazione.
Raffaele Della Rosa | 7 febbraio 2009 20:57 | Rispondi
Che il cav. B. non sia un pilastro della democrazia costituzionale e dello stato di diritto non è una novità.
Credo PURTROPPO che per il nostro popolo si stiano preparando giorni molto amari e difficilissimi, soprattutto per l’intreccio tra crisi istuzionale, crisi politica e crisi economica.
Storicamente è accaduto assai spesso che un mix di questo tipo sia stato mortale per la democrazia e si sia prestato benissimo ad avventure autoritarie di ogni tipo, con esiti sempre terribili.
Le masse CI TROVIAMO senza punti di riferimento. Non lo può essere il PD nè PRC, coinvolti in troppi scandali e faccende poco pulite.
Non certo Di Pietro per troppi motivi.
Se voleva essere credibile (almeno un minimo, tanto così per istillare un dubbio, magari…) sarebbe subito dovuto andare alla FIAT di Pomigliano, a solidarizzare con i lavoratori aggrediti dalle cariche della polizia.
Io borghese piccolo, piccolo, ho sempre sentito e saputo che laddove le masse lavoratrici si aggregavano, là la democrazia aveva una speranza di difesa. Distrutte (con la ristrutturazione degli apparati produttivi) le macrostrutture che mettevano insieme decine di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, la democrazia ha incominciato ad indebolirsi.
Occorreva inventarsi, esplorare nouovi modelli nuove possibilità. Non lo abbiamo saputo fare.
Resisteremo, ma insieme, se un domani (chi sa quando, ma un domani esisterà sempre) vorremo avere una chance di costruire qualcosa di meno fragile dovremmo da subito iniziare un esame severissimo delle esperienze passate e consumate.
Non per gusto di regolare i conti, né per mania di autoflagellazione…ma per capire dove e come certi fenomeni sono iniziati.
benenico | 8 febbraio 2009 11:28 | Rispondi
forse per riuscire a far capire a Berlusconi che non tutti gli italiani sono con lui, una seconda strada (oltre a manifestare il dissenso) potrebbe essere qualla di diminuire il numero dei suoi sostenitori economici. Sono convinto che comunicare agli inserzionisti pubblicitari delle reti mediaset la nostra decisione di non acquistare i loro prodotti potrebbe essere una forma piu’ incisiva di protesta.
Annalisa Melandri | 9 febbraio 2009 20:07 | Rispondi
I NAS, accertamenti amministrativi sulla clinica… tutto ciò è VERGOGNOSO. Non ho dubbi nel dire che a questo punto se fossi il papà di Eluana, magari aiutato da un medico coraggioso avrei già saputo come agire. Secondo me il sig. Englaro sbaglia a voler seguire la procedura a tutti i costi.