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	<title>Commenti a: Sette punti per provare a spiegare il conflitto israelo-palestinese. In risposta ad altrettanti clich&#233;</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Woot! What&#8217;s Buzzing Now? &#187; Blog Archive &#187; Sette Punti Per Provare a Spiegare Il Conflitto Israelo &#8230;</title>
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		<dc:creator>Woot! What&#8217;s Buzzing Now? &#187; Blog Archive &#187; Sette Punti Per Provare a Spiegare Il Conflitto Israelo &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 05:20:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Questi tre punti sono esattamente quelli che Israele e Stati Uniti hanno sempre chiesto ad Hamas di accettare se vuole essere considerato un “genuino interlocutore” per il processo di pace. Finché l’atteggiamento di Israele sarà &#8230;Read More [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Questi tre punti sono esattamente quelli che Israele e Stati Uniti hanno sempre chiesto ad Hamas di accettare se vuole essere considerato un “genuino interlocutore” per il processo di pace. Finché l’atteggiamento di Israele sarà &#8230;Read More [...]</p>
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		<title>Di: Pier Paolo Caserta</title>
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		<dc:creator>Pier Paolo Caserta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 22:44:35 +0000</pubDate>
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		<description>È una questione di priorità, la mia è quella di sottolineare che condannare il governo d’Israele non autorizza a dimenticare il dramma dei civili che rischiano di saltare in aria o che vedono pioversi razzi in testa (i quali razzi non hanno facoltà di distinguere tra chi vota governi guerrafondai e chi no, ma qui dovremmo aprire forse un altro capitolo, quello dei meccanismi di rappresentanza politica). Come, simmetricamente, sostenere i diritti dei palestinesi non implica ritenere Hamas poco meno che un’organizzazione violenta e fondamentalista. Insomma, credo che prima vadano fatti dei distinguo per evitare approcci semplificati che sono invariabilmente falsanti; e che questi distinguo vadano fatti tanto più perché in giro vedo sempre più la tentazione di semplificare il discorso nei termini: o di qua o di là. Lo dimostra il fatto che sia tanto difficile trovare qualcuno che condanni apertamente sia Hamas che Israele. Ed è difficile proprio per quell’eccesso di semplificazione, nel quale l’informazione ha la sua specifica responsabilità, per cui bisogna scegliere: o Israele o Hamas. Come se non fosse vero che Israele e Hamas non si fanno scrupolo di perseguire i propri scopi con qualunque mezzo e a qualsiasi  costo. Una volta che questo sia stato detto chiaramente, poi mi ricongiungo volentieri con le tue considerazioni, sulle responsabilità, ciascuno nel proprio ordine, di individui e popoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È una questione di priorità, la mia è quella di sottolineare che condannare il governo d’Israele non autorizza a dimenticare il dramma dei civili che rischiano di saltare in aria o che vedono pioversi razzi in testa (i quali razzi non hanno facoltà di distinguere tra chi vota governi guerrafondai e chi no, ma qui dovremmo aprire forse un altro capitolo, quello dei meccanismi di rappresentanza politica). Come, simmetricamente, sostenere i diritti dei palestinesi non implica ritenere Hamas poco meno che un’organizzazione violenta e fondamentalista. Insomma, credo che prima vadano fatti dei distinguo per evitare approcci semplificati che sono invariabilmente falsanti; e che questi distinguo vadano fatti tanto più perché in giro vedo sempre più la tentazione di semplificare il discorso nei termini: o di qua o di là. Lo dimostra il fatto che sia tanto difficile trovare qualcuno che condanni apertamente sia Hamas che Israele. Ed è difficile proprio per quell’eccesso di semplificazione, nel quale l’informazione ha la sua specifica responsabilità, per cui bisogna scegliere: o Israele o Hamas. Come se non fosse vero che Israele e Hamas non si fanno scrupolo di perseguire i propri scopi con qualunque mezzo e a qualsiasi  costo. Una volta che questo sia stato detto chiaramente, poi mi ricongiungo volentieri con le tue considerazioni, sulle responsabilità, ciascuno nel proprio ordine, di individui e popoli.</p>
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		<title>Di: Pier Paolo Caserta</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5904-sette-punti-per-provare-a-spiegare-il-conflitto-israelo-palestinese-in-risposta-ad-altrettanti-clich/comment-page-1/#comment-6472</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Caserta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 22:42:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Raffaele,

Certo, il problema che poni mi sembra giusto sollevarlo. Il mio intento non era quello di assolvere gli individui o i popoli da ogni responsabilità giuridica (nel primo caso), storico (nel secondo) o comunque oggettiva. Intendevo piuttosto, e intendo oppormi a una certa logica manichea del senso comune, ma purtroppo rinforzata dall’informazione, per cui parrebbe che tutta la sostanza della cosa sia in fondo prendere posizione a favore di Israele oppure dei palestinesi. È in questo senso che, credo, distinguere tra popoli e governi sia il primo e necessario passo da fare. Diversamente, restando ancorati a una logica semplificata e falsamente oppositiva, si corre il rischio di precludere la via a una visione d&#039;insieme, l’unica in grado di permettere una reale comprensione. Una volta che sia stata fatta questa operazione, che richiede una serie di distinguo, anche solo per ridimensionare il rischio di disastrosi apporti dell’emisfero destro del cervello, sulla responsabilità (storica) dei popoli e (morale) degli individui mi trovi d’accordo. E, senza andare troppo lontano, credo che anche il clima che si è instaurato in Italia ponga ciascuno di fronte a delle oggettive responsabilità.
[continua]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raffaele,</p>
<p>Certo, il problema che poni mi sembra giusto sollevarlo. Il mio intento non era quello di assolvere gli individui o i popoli da ogni responsabilità giuridica (nel primo caso), storico (nel secondo) o comunque oggettiva. Intendevo piuttosto, e intendo oppormi a una certa logica manichea del senso comune, ma purtroppo rinforzata dall’informazione, per cui parrebbe che tutta la sostanza della cosa sia in fondo prendere posizione a favore di Israele oppure dei palestinesi. È in questo senso che, credo, distinguere tra popoli e governi sia il primo e necessario passo da fare. Diversamente, restando ancorati a una logica semplificata e falsamente oppositiva, si corre il rischio di precludere la via a una visione d&#8217;insieme, l’unica in grado di permettere una reale comprensione. Una volta che sia stata fatta questa operazione, che richiede una serie di distinguo, anche solo per ridimensionare il rischio di disastrosi apporti dell’emisfero destro del cervello, sulla responsabilità (storica) dei popoli e (morale) degli individui mi trovi d’accordo. E, senza andare troppo lontano, credo che anche il clima che si è instaurato in Italia ponga ciascuno di fronte a delle oggettive responsabilità.<br />
[continua]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5904-sette-punti-per-provare-a-spiegare-il-conflitto-israelo-palestinese-in-risposta-ad-altrettanti-clich/comment-page-1/#comment-6471</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 19:43:40 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Pier Paolo,
contrariamente a te credo anche alle responsabilità dei popoli. Intendiamoci bene però. Non parlo di responsabilità giuridicamente rilevanti. Quelle sono strettamente individuali.
Mi spiego “Un tedesco dell’epoca aveva diritto di imprecare contro i bombardamenti su Dresda da parte dell’ aviazione alleata ?”
Io dico seccamente di NO. Che cosa facevano quei tedeschi quando la loro aviazione massacrava civili inglesi a Londra e Coventry, cosa di cui la loro radio li informava puntualmente, cosa facevano ? 
Ergo gli israeliani che eleggono un governo guerrafondaio che promette ancor più guerra, fino all’immancabile vittoria finale, sono in  questo senso PIU’ CHE AMPIAMENTE RESPONSABILI di quanto eventuali ritorsioni possono causare ai cittadini di Israele.
Questa caro PierPaolo è la logica della guerra. 
O si è contro la guerra, qualsiasi guerra, senza SE e senza MA ed allora si può condannare questa logica, sempre comunque distinguendo tra aggressori ed aggrediti, se no il discorso si trascina senza senso ed ognuno rimane a difendere le ragioni della parte che sente più vicina, sperando che queste ragioni non si sporchino di troppi torti, fino a diventare speculari a quelle dell’antagonista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pier Paolo,<br />
contrariamente a te credo anche alle responsabilità dei popoli. Intendiamoci bene però. Non parlo di responsabilità giuridicamente rilevanti. Quelle sono strettamente individuali.<br />
Mi spiego “Un tedesco dell’epoca aveva diritto di imprecare contro i bombardamenti su Dresda da parte dell’ aviazione alleata ?”<br />
Io dico seccamente di NO. Che cosa facevano quei tedeschi quando la loro aviazione massacrava civili inglesi a Londra e Coventry, cosa di cui la loro radio li informava puntualmente, cosa facevano ?<br />
Ergo gli israeliani che eleggono un governo guerrafondaio che promette ancor più guerra, fino all’immancabile vittoria finale, sono in  questo senso PIU’ CHE AMPIAMENTE RESPONSABILI di quanto eventuali ritorsioni possono causare ai cittadini di Israele.<br />
Questa caro PierPaolo è la logica della guerra.<br />
O si è contro la guerra, qualsiasi guerra, senza SE e senza MA ed allora si può condannare questa logica, sempre comunque distinguendo tra aggressori ed aggrediti, se no il discorso si trascina senza senso ed ognuno rimane a difendere le ragioni della parte che sente più vicina, sperando che queste ragioni non si sporchino di troppi torti, fino a diventare speculari a quelle dell’antagonista.</p>
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