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Unione Europea: nei film, in televisione, in teatro e nella radio, ancora prevalgono gli stereotipi sul genere

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(Bruxelles) E’ stata presentata ieri a Bruxelles, al Parlamento europeo, una ricerca europea relativa agli stereotipi sul genere nell’ambito lavorativo dello spettacolo e dell’arte .

Sulla relazione – scaricabile dal sito ufficiale della Fia (www.fia-actors.com), è intervenuta in una nota stampa la Federazione Internazionale degli Attori – www.fia-actors.com – confermandoche, “Nonostante gli sforzi fatti a livello della Comunità Europea affinché vengano eliminati gli stereotipi sul genere e venga promossa una parità di trattamento in ambito lavorativo, le “donne artiste-interpreti di tutti i paesi europei continuano a faticare per ottenere un lavoro decente”.

Una nuova ricerca finanziata dalla Commissione Europea mostra che le donne all’interno della comunità europea percepiscono il loro genere come una costante fonte di svantaggio nella loro vita professionale, in particolare quando l’età avanza. Questo studio, *"Età, Genere e Opportunità di Lavoro per gli Artisti-Interpreti in Europa", è il risultato di un progetto di ricerca durato un anno, condotto dalla Federazione Internazionale degli Attori (FIA, organizzazione internazionale non governativa che rappresenta le organizzazioni sindacali – per l’Italia, il S.A.I., Sindacato Attori Italiano – , le corporazioni e le associazioni professionali degli artisti in tutto il mondo. Essa dà voce alle problematiche professionali e agli interessi di attori (di cinema, televisione, radio, new media, teatro e spettacolo dal vivo), professionisti dello spettacolo, danzatori, cantanti, artisti del varietà e del circo e altri ancora. Essa accoglie al suo interno più di 100 organizzazioni di tutto il mondo. Il gruppo Europeo (EuroFIA),per portare avanti il suo lavoro gode di finanziamenti da parte della Commissione Europea).

La ricerca è stata effettuata dalla Dr. Deborah Dean, della Industrial Relations Research Unit della Warwick University, UK, che fa parte dell’Osservatorio sulle Relazioni Industriali del Parlamento Europeo, collegato con i principali istituti di ricerca. Il principale strumento di studio utilizzato è stato un “questionario on line” che, attraverso le associazioni aderenti all’ EuroFIA, è stato reso disponibile, con la traduzione nelle diverse lingue, per artisti di tutti i paesi europei. I risultati (provenienti per il 46% da uomini e per il 54% da donne) costituiscono un’istantanea unica delle esperienze professionali degli artisti europei.

Massimo Ghini, attore e Presidente del S.A.I. Sindacato Attori Italiano, così commenta la ricerca: "Una realtà troppo spesso sottaciuta, anche se nota nel mondo dello spettacolo, emerge finalmente in tutta la sua evidenza, sostenuta da questa ricerca analitica internazionale. I dati che emergono sono particolarmente importanti poiché non vanno letti solo come la fotografia di un contesto lavorativo particolare, come quello degli interpreti ma, più in generale, come il riflesso allo specchio della nostra società. Non bisogna, infatti, dimenticare che sui palcoscenici, come sui set, vengono spesso rappresentati aspetti della realtà quotidiana con i suoi valori e i suoi costumi; quando in un contesto evoluto e complesso, come quello europeo, dove si è svolta la ricerca, i ruoli femminili scompaiono per le donne oltre i 40 anni, credo che la riflessione sulla condizione e considerazione del genere femminile sia un tema di carattere generale più che mai di attualità.

Il Sindacato Attori Italiano ha contribuito ad accendere una luce su questo importante aspetto – non solo del nostro lavoro – presentato contemporaneamente ieri in tutta Europa anche per mezzo di una conferenza stampa al Parlamento Europeo alla quale sarà presente Agnete Haaland, Presidente della FIA, con l’auspicio che su di esso si apra presto una riflessione che coinvolga autori, produttori e registi".

Anche la celebre attrice norvegese Liv Ullmann ha portato la sua testimonianza: "Mentre per gli artisti di sesso maschile invecchiare rappresenta spesso un vantaggio, le artiste donne sono costernate nel constatare come la quantità e la qualità dei ruoli che gli vengono offerti diminuisca con il crescere dell’età. Ed è impressionante il fatto che quando lavorano guadagnino meno dei loro colleghi uomini".

La ricerca ha cercato di delineare una panoramica su come il genere e l’età influenzino le condizioni lavorative degli artisti : qualità e tipologia di lavoro disponibili; durata della carriera; livelli retributivi ecc.

Sorprendentemente, nonostante la diversità delle tradizioni culturali, i risultati sono stati molto omogenei in tutta l’Unione Europea. I risultanti sono particolarmente inquietanti alla luce del fatto che quella artistica è una professione da sempre svolta da entrambi i sessi (vale a dire che agli uomini e alle donne vengono affidati gli stessi ruoli, ed è così da centinaia di anni)– tuttavia ancora persistono diseguaglianze. Tra le principali conclusioni della relazione abbiamo: Gli uomini, come artisti, generalmente hanno “carriere più lunghe delle donne”. Essi sono più uniformemente rappresentati all’interno di tutte le categorie: fasce di età, categorie professionali, durata della carriera e reddito. Le donne, per contro, hanno una più alta concentrazione nella fascia di giovane età – oltre un quinto di loro dichiara di lavorare di rado e di avere una limitata scelta di opportunità lavorative.

“Gran parte degli artisti non può sicuramente vivere con questo lavoro” (il 5% di essi, uomini e donne, nel corso dell’anno 2006-07 non ha guadagnato nulla per mezzo di questa professione), ma è innegabile che vi è una percentuale maggiore di donne nella fascia di reddito più basso, e una percentuale minore nella fascia di reddito più alto. Questo è certamente correlato alla regolarità di accesso al lavoro e all’importanza dei ruoli.

E’ stato interessante constatare che le donne considerano il loro sesso come “svantaggioso sotto ogni punto di vista” (numero e varietà dei ruoli, retribuzione, invecchiamento, stereotipizzazione delle figure più richieste nei casting) Gli uomini, in contrasto, vedono il loro genere chiaramente come un vantaggio oppure, in ogni caso, non lo percepiscono come un ostacolo.

Sia gli uomini che le donne considerano “l’età come un ostacolo*nell’ottenere un lavoro. Tuttavia, la stragrande maggioranza delle donne vede l’invecchiamento come uno svantaggio mentre gli uomini sono equamente suddivisi, e metà di loro lo considera piuttosto un vantaggio.

Uomini e donne hanno percezioni notevolmente diverse del modo in cui il loro sesso e la loro età vengono rappresentati nel lavoro artistico. La stragrande maggioranza degli uomini valuta in modo positivo ciò che vede, mentre le donne tendono di più verso una valutazione negativa. Ciò, a sua volta, ha delle implicazioni sulle diverse opportunità di accesso al lavoro e sulla longevità della carriera.

Questi risultati sono di una importanza critica per gli artisti professionisti, ma anche per tutti i lavoratori nell’intera società. La ‘Roadmap for Equality between women and men 2006-2010’ della UE, ha sottolineato "L’eliminazione degli stereotipi sul genere" come una priorità dell’azione della UE. Questi vengono considerati come un elemento chiave che influenza le disparità in materia di occupazione e retribuzione. L’eliminazione di tali stereotipi nell’educazione, nella formazione e nella cultura viene visto come un fattore cruciale per il raggiungimento di altri obiettivi come la parità nell’indipendenza economica tra gli uomini e le donne.

Quando il progetto è partito, Jean Rogers (attrice inglese e Vice-presidente di Equity, UK) ha sottolineato che: “Gli artisti sia uomini che donne hanno spesso accesso a un pari livello di formazione professionale, ma a causa della mancanza di un’adeguata rappresentazione delle donne e del loro ruolo nella società, le loro opportunità lavorative, a differenza dei loro colleghi maschi, cominciano a esaurirsi dopo i 40 anni".

Nella stessa occasione, Agnete Haaland (attrice norvegese e Presidente della FIA) ha detto “L’arte può e deve cambiare la nostra percezione gli uni degli altri – non deve solo rinforzare lo status quo. L’arte deve anche creare nuove immagini per cambiare la nostra percezione del genere per valorizzare il ruolo della donna in seno all’evoluzione culturale, economica, sociale e politica. La rappresentazione delle donne nei repertori teatrali, nella televisione e nel cinema ha un impatto significativo non solo sull’ immagine e la percezione da parte del pubblico, ma anche e soprattutto sulle loro possibilità di occupazione".

La FIA utilizzerà i forti risultati della ricerca per sensibilizzare le coscienze sulle difficoltà con le quali si devono confrontare le donne artiste in Europa, in particolare con l’avanzamento dell’età . Inoltre verranno utilizzati come punto di partenza per affrontare questo problema sia artisticamente che politicamente al fine di migliorare le opportunità occupazionali per gli artisti e cambiare la rappresentazione del genere in tutti i paesi europei”.

Per ulteriori informazioni contattare Dearbhal Murphy, Vice Segretario Generale della FIA – Tel: 0032 (0)2234 5653

La ricerca è disponibile gratuitamente per il download (in lingua inglese, francese, spagnola e tedesca) sul sito web della FIA: www.fia-actors.com

Info: Ufficio Stampa SLC – CGIL, Barbara Perversi, Piazza Sallustio, 24 – 00187 Roma

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