Thursday 09 February 2012, 15:39

Il giorno dei vivi

Stanotte mi hanno chiamato le parole di Giacomo Ulivi citato da un saggio di Claudio Pavone che mi ha accompagnato fino a tarda ora. Giacomo è uno studente in legge di 19 anni, partigiano, arrestato, torturato, fuggito, riarrestato, ritorturato, infine fucilato dai fascisti a Modena:

Quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi per iniziare una laboriosa e quieta vita dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo […] Ma nel desiderio invincibile di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. E’ il tremendo, il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale che è riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi. Fondamentale quello della “sporcizia” della politica. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di “specialisti” […]. No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere!

 

Proprio stanotte le parole di Giacomo, ragazzo partigiano, mi son sembrate tirare le fila tra molte preoccupazioni per l’Italia di questi giorni e di questi anni. Quella citazione per l’opera di diseducazione ventennale che stiamo di nuovo vivendo, quell’accusa (ma anche l’incoraggiamento) a noi tutti di non averne voluto più sapere, me le hanno fatte sembrare adatte per il giorno della Memoria.

Il disastro della sinistra con le mani e la mente legate dai professionisti della politica. Il paese e non solo il parlamento ridotto ad un bivacco dei manipoli del padrone della scatola magica. L’attacco oramai sistematico ai diritti civili che viene dall’Oltretevere ratzingeriano, che è giunto con il Cardinal Poletto alla tracotanza perfino di superare il Concordato e sostenere che le loro leggi vengono prima di quelle dello Stato.

Un assedio che oggi prende la faccia impudica del lefebvriano Richard Williamson, antisemita, negazionista ma soprattutto anticonciliare. Se vi è una battaglia che i cattolici democratici dovrebbero combattere è quella per difendere il Concilio Vaticano II dalla valanga reazionaria. Se vi è una battaglia che tutti i democratici di questo paese dobbiamo combattere è quella di Giacomo, studente, partigiano, fucilato dai fascisti: Tutto questo sta di nuovo succedendo perché non ne vogliamo più sapere.

Letture sul Giorno della Memoria.



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

RSS Feed for This Post 8 Commenti

  1. leonello | 27 gennaio 2009 13:07 | Rispondi

    Oggi sono andato a Sztutowo (Stutthof in tedesco, 37 km da casa mia),il primo campo di concentramento nazista,non e’ la prima volta anzi di sovente vado a visitare il campo, ma per la prima volta avevo pensieri diversi dalle altre visite, oggi mi giravano davanti agli occhi i bambini di Gaza, e avevo strani pensieri : del tipo i peggiori antisemiti sono gli stessi ebrei.Lungi da me strumentalizzare quello che avviene in Palestina, ma com’e’ difficile mantenere quel sentimento di solidarieta’ al popolo ebraico per di piu’ in un paese ,la Polonia, con radici antisemite ( a dire il vero sarebbe corretto dire santiebraiche).Ma per fortuna i pensieri sono come le farfalle,se ne vanno e ti ritorna in mente che chi e’ antisemita deve andare dallo psichiatra, poiche’ gli ebrei sono stati accusati di tutto ed il contrario di tutto.Ma poi ritornando in macchina pensavo alle grandi potenti comunita’ ebraiche alle voluta sottovalutazione di Jan Karski, poi penso all’IBM che con la propria moderna tecnologia contribui molto alla registrazione degli ebrei, poi penso alla costituzione israeliana che dice che ogni ebreo nel mondo puo’ chiedere la cittadinanza,ma non e’ cosi vedi ebrei russi “parcheggiati” a Vienna (anni ’70) che chiedono di ritornare in Russia, io c’ero in quei anni ero adulto e attivo e ho nei miei archivi in solaio ritagli di prime pagine sui giornali italiani ed “occidentali” :ebrei chiedono di uscire dalla Russia, poi un articoletto sull’ultima pagina dell’Unita’ gli ebrei in “sosta” a Vienna chiedono di ritornare in Russia.Poi torno a casa guardo la TV e vedo tutti a fare a gara a chi e’ piu’ pro-Israele vedo Napolitano che a 17/18 anni era universario era del GUF, le leggi razziali era gia’ da anni in vigore, e come lui molti dei nostri “grandi vecchi” provenienti da “famiglie bene” e democratiche, non figli di operai,liceali ripetenti e qualunquisti che hanno rasentato ll ’68 poiche’ violento,che alla soglia dei 60 anni ha sempre meno certezze.

  2. Francesco dal Salento | 27 gennaio 2009 13:31 | Rispondi

    ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME
    DI MICHAEL WARSCHAWSKI
    Alternative Information Center (AIC)
    Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert– non osate mostrare le vostre facce ad una qualche cerimonia in memoria degli eroi del ghetto di Varsavia, di Lublin, Vilna o Kishinev. E pure voi, leader di Peace Now, per cui pace significa pacificazione della resistenza palestinese con ogni mezzo, compresa la distruzione di un popolo. Quando sarò lì, farò personalmente del mio meglio per espellere chiunque di voi da questi eventi, perché la vostra stessa presenza sarebbe un immenso sacrilegio.

    Non in loro nome!

    Non avete diritto di parlare in nome dei martiri del nostro popolo. Non siete Anne Frank del campo di concentramento di Bergen Belsen ma Hans Frank, il generale tedesco che affamò e distrusse gli ebrei della Polonia.Voi non rappresentate alcuna continuità con il ghetto di Varsavia, perché oggi il ghetto di Varsavia è proprio di fronte a voi, preso di mira dai vostri carri armati e dalla vostra artiglieria, e il suo nome è Gaza. Gaza, che avete deciso di eliminare dalla mappa, come il generale Frank intendeva eliminare il Ghetto. Ma, a differenza dei ghetti della Polonia e della bielorussia, nei quali gli ebrei furono praticamente lasciati soli, Gaza non verrà eliminata perché milioni di donne e uomini dei quattro angoli del nostro mondo stanno costruendo un potente scudo umano che porta le due parole: Mai Più!

    Non in nostro nome!

    Assieme a decine di migliaia di altri ebrei, dal Canada alla Gran Bretagna, dall’Australia alla Germania, vi avvertiamo: non osate parlare in nostro nome, perché vi inseguiremo, se sarà necessario persino nell’inferno dei criminali di guerra, e vi ricacceremo le vostre parole in gola fino a che non chiederete perdono per averci coinvolti nei vostri crimini. CONTINUA…

  3. Francesco dal Salento | 27 gennaio 2009 13:33 | Rispondi

    …CONTINUA

    Noi, non voi, siamo i figli di Mala Zimetbaum e Marek Edelman, di Mordechai Anilevicz e Stephane Hessel, e portiamo il loro messaggio all’umanità perché sia custodito nelle mani dei combattenti della resistenza a Gaza: “Noi combattiamo per la nostra libertà e per la vostra, per il nostro orgoglio e per il vostro, per la nostra dignità umana, sociale e nazionale, e per la vostra” (Appello del Ghetto al mondo, Pasqua Ebraica del 1943).

    Ma per voi, leader di Israele, ” libertà” è una parola sconcia. Voi non avete orgoglio e non comprendete il significato di dignità umana.

    Noi non siamo “un’altra voce ebraica”, ma la sola voce ebraica che possa parlare in nome dei santi torturati del popolo ebraico. La vostra voce non è altro che le vecchie urla bestiali degli assassini dei nostri antenati.

    Commento mio: contro gli assassini e i loro docili epigoni…

  4. leonello | 27 gennaio 2009 14:25 | Rispondi

    Caro Francesco, so che ci sono ebrei come Warshawski e come Grossmann che ha detto che quello che sta succedendo a Gaza lo facesse un’altro paese proverebbero orrore, Ti diro’di piu’ purtroppo so’ anche che in proporzione ci sono piu’ israeliti che provono orrore per la tragedia palestinese che nel ns Parlamnto italiano tutti pronti a condannare Michele Santoro, ed ancor piu’ gravi i vari gruppettari di estrema SX ora “grandi” giornalisti e direttori.
    Cordialmente dalla Polonia
    Leonello Boggero

  5. leonello | 27 gennaio 2009 18:11 | Rispondi

    Scusa Francesco,
    per israeliti intendevo ebrei e non israeliani, forse poiche’ in polacco l’equivalente di ebreo e’ ?yd e ti assicuro che viene usato prevalentemente in termini negativi se non offensivi. Fatta questa precisazione e ponendo che al mondo ci saranno circa 14 milioni di ebrei di cui 11 divisi tra USA e Irsraele ed il resto disperso per il mondo ,tra loro penso che un paio di milioni abbiano provato e spero provano orrore per quanto e’ successo a Gaza, se non altro in relazione al fato che Warshawski,Grossmann ed altri non sono spuntati tra i Buddisti o Cattolici e Luterani ma tra Ebrei, allora tra i nostri 900 parlamentari non ho visto spuntare nemmeno un 1/2 Grossmann che dicesse : indipendente da Hamas ,quello che fa Israele E ORRENDO,e’come se a Scampia per scovare dei cammoristi si bombardasse tutto il quartiere.
    Un’altra cosa,dal momento che non il dono della scrittura, ho fatto un po’ di confusione quando ho scritto:”ed ancor piu’ gravi i vari gruppettari di estrema SX ora “grandi” giornalisti e direttori”, volevo scrivere ed ancor piu’ gravi sono gli attacchi a Santoro quando vengono da i vari ex gruppettati .

  6. Francesco dal Salento | 27 gennaio 2009 19:54 | Rispondi

    Caro Leonello, mandami il tuo contatto a

    troncifrancesco@libero.it

    avrò piacere di confrntarmi con te, che sei una persona direttamente coinvolta nella questione e, mi pare, di giudizio.

    Francesco

  7. Raffaele Della Rosa | 28 gennaio 2009 22:47 | Rispondi

    Leonello tu dici “e’come se a Scampia per scovare dei cammoristi si bombardasse tutto il quartiere.” ma fra un po’, se si continua così, i vari Maroni, Calderoli, Castelli ecc. ecc. ci spiegheranno che è una triste necessità, indispensabile per riportare legge ed ordine (quali ?), si sforzeranno al massimo, comunque, per limitare effetti collaterali di tipo negativo.

  8. Au79 | 29 gennaio 2009 14:44 | Rispondi

    “Onde si è dai prudenti osservato come le lettere vengono drieto alle armi, e che nelle provincie e nelle città prima i capitani che i filosofi nascono”

    Machiavelli teorizza un tipo particolare di ciclicità: quello che va dalla rovina alla grandezza, all’ozio, alla debolezza, per poi tornare di nuovo alla rovina; quello che va dall’ordine al disordine per poi tornare all’ordine, dal bene al male e dal male al bene: “non essendo dalla natura conceduto alle mondane cose di fermarsi”.

    N. Machiavelli, Istorie fiorentine, V, cap. I

    “Sogliono le provincie il piú delle volte, nel variare che le fanno, dall’ordine venire al disordine e di nuovo dipoi dal disordine all’ordine trapassare; perché non essendo dalla natura conceduto alle mondane cose il fermarsi, come le arrivano alla loro ultima perfezione, non avendo piú da salire, conviene che scendino; e similmente, scese che le sono e per li disordini ad ultima bassezza pervenute, di necessità non potendo piú scendere conviene che salghino; e cosí sempre da il bene si scende al male, e da il male si sale al bene.
    Perché la virtú partorisce quiete, la quiete ozio, l’ozio disordine, il disordine rovina, e similmente dalla rovina nasce l’ordine, dall’ordine virtú, da questa gloria e buona fortuna.
    Onde si è dai prudenti osservato come le lettere vengono drieto alle armi, e che nelle provincie e nelle città prima i capitani che i filosofi nascono. Perché avendo le buone e ordinate armi partorito vittorie e le vittorie quiete, non si può la fortezza degli armati animi con piú onesto ozio che con quello delle lettere corrompere, né può l’ozio con il maggiore e piú pericoloso inganno [...]”
    (Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, vol. X, pag. 100)

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.