Friday 10 February 2012, 02:55

Mariastella Gelmini, l’orecchiante della modernità su YouTube

gelminiyou Bisogna guardarlo il video di Mariastella Gelmini che legge su YouTube lo stesso comunicato ministeriale di venti e quarant’anni fa: Latino al Classico, Matematica allo Scientifico, bla bla bla.

Bisogna guardarlo perché questo simulacro di modernità è la rappresentazione più nuda e cruda della scatola vuota rappresentata da chi vuol far credere di interpretarla come il gattopardo interpretava la fine dei Borboni.

Il mondo cambia, le politiche imperanti vent’anni fa sono rigettate ovunque, ma noi mettiamo in scena un cambiamento virtuale, una rappresentazione del cambiamento per continuare come prima.

Concentriamo il potere sui baroni ma la chiamiamo legge anti-baroni. Tagliamo i fondi alla ricerca ipotecando il futuro del paese ma le chiamiamo norme anti-fannulloni.

Bastoniamo Franti e Lucignolo (che oggi spesso si chiamano Ahmed e José) per favorire le scuole per i ricchi e raddoppiare surrettiziamente l’8 per mille e raccontiamo che a scuola è finalmente tornato il rigore.

Ci sono paesi del terzo mondo che hanno già un computer per ogni aula, magari con software libero, mentre noi siamo agli ultimi posti dell’OCSE per diffusione della banda larga. E senza banda larga i ragazzi i video su YouTube non possono vederli.

Ma non importa, infiocchettiamo tutto nel nuovo tubo catodico di YouTube, abbiamo una ministra moderna e una scuola che si rinnova, contro gli studenti, contro gli insegnanti, contro il paese. Orecchianti della modernità, su YouTube va in scena il vuoto pneumatico.



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RSS Feed for This Post 7 Commenti

  1. antonio12358 | 23 gennaio 2009 13:56 | Rispondi

    Proprio l’altro giorno ascoltavo un qualche telegiornale (credo il TG3 regionale del Veneto, che per qualche motivo ricevo pur abitando in Emilia) mentre riportava con grande enfasi la notizia che la Microsoft avrebbe regalato alle amministrazioni pubbliche locali dei pacchetti software per l’archiviazione dei documenti in formato elettronico, garantendogli così un grande risparmio.

    Ovviamente i giornalisti non hanno precisato che utilizzando il software libero si sarebbero risparmiati non solo quei soldi, ma soprattutto la valanga di denaro che la pubblica amministrazione continua a versare a Microsoft per le licenze dei suoi software.

    Chiaramente non faccio alcuna critica a Microsoft, che è un’azienda a scopo di lucro e quando vede un pertugio giustamente ci si infila; quello che è da biasimare è che Brunetta e compari continuino a riempirsi la bocca con le loro battaglie agli sprechi, e poi lasciano che accadano cose del genere. A questo punto non so se augurarmi se sia semplice stupidità o se qualcuno abbia il proprio tornaconto.

  2. Gennaro Carotenuto | 23 gennaio 2009 14:31 | Rispondi

    Sai Antonio, la mia Università (come tutte) spende uno scatafascio di soldi per le superconvenienti licenze Microsoft. Il problema è che chi gestisce le cose informatiche (tra l’altro faccio parte del consiglio specifico e quindi parlo a ragion veduta) è molto avanti e non avrebbe alcun problema a convertire tutto in software libero. Purtroppo ci sono delle resistenze INVINCIBILI da parte di tutti, del personale, amministrativo e docente, ma perfino degli studenti.

  3. antonio12358 | 23 gennaio 2009 15:13 | Rispondi

    Io mi riferivo specialmente alle pubbliche amministrazioni, dove a parte un mail client, un browser e un’applicazione Office serve davvero poco altro. In ogni caso comprendo perfettamente le resistenze culturali di chi il software lo deve usare, dai dotti professori fino alle segretarie con la licenza media. Il punto però è che scegliere non spetta a loro; se ogni problema si affrontasse in questo modo, si farebbe ancora meno di quel poco che si fa ora. Nello stesso modo tutti noi amiamo poco le tasse, ma ciò non significa che spetti a noi decidere quante pagarne.

    Sarebbe bene che a livello centrale si occupassero di sprechi enormi, reali e facilmente risolvibili come questo. Invece si occupano di lucidare le maniglie del Titanic: campagne di Youtube, campagne sui tornelli e le assenze per malattia, eccetera.

  4. force | 23 gennaio 2009 16:26 | Rispondi

    Antonio hai centrato il problema: se il comitato ha deciso che per risparmiare bisogna usare un certo tipo di SW lo si adotta e punto! tanto per quello che devono fare openoffice è più che sufficiente!
    Io insegno in un istito professionale di stato e non riesco a fare passare la cosa!
    Per quanto riguarda il nostro governo, beh, oramai penso che ci sia poco da dire, ed il nostro ministro della (pubblica (riscomparso un’altra volta!)) istruzione sinceramente mi fa un po’ pena, nella ridicolaggine di voler scimmiottare Barack Obama…

  5. fra | 23 gennaio 2009 21:50 | Rispondi

    Chi ci crede che il vero scopo della frontwoman di tremonti sia quello di usare veramente youtube?
    Basta dare un’occhiata ai commenti al video per trovare un cimitero di consensi: dall’insulto (pochi a dire il vero) alla critica ragionata, all’invito a cambiare mestiere per oggettiva incompetenza.
    No. Il vero motivo di questa pagliacciata è finire sui TG o sui giornali, per potersi vantare di una cosa che non esiste con gente che non sa cosa sia la rete perché non la usa e non andrà mai a controllare.
    L’operazione mira ai media tradizionali, non al web.
    Non siamo così polli da crederci…

  6. Bruno Loffredo | 24 gennaio 2009 02:17 | Rispondi

    Caro Gennaro,
    L’unica cosa su cui mi trovi daccordo è senza dubbio la nostra rete a banda larga di cui io sono e sarò perennemente escluso perchè i potenti mezzi della tecnologia avanzata della Telecom, compreso le centraline MUX, sono ancora in uso in Italia. Tutto il resto, intuirai, che la riforma della Gelmini ci porta ad un punto di partenza dal quale si doveva modernizzare la scuola e la cultura italiana. A mio parere i risultati sono stati pessimi, ed il punto di ripristino non è potuto essere successivo agli anni ’80. Mi auguro che questo reset possa dare delle spinte al fine di recuperare qualcosa a partire dal secondo decennio. Credo anche che sia sotto gli occhi di tutti la decadenza della scuola e delle università sotto tutti i profili. Era ed è stato necessario partire da dove si è iniziato a peggiorare, e non parlo solo del grembiulino che spesso si paventa per beffeggiare. Non sono e non voglio essere un nostalgico, avrei accettato questa scuola se fosse stata più formativa ed istruttiva senza tener conto soltanto dei posti di lavoro, invece sono state travisate le priorità, mi dispiace ma dissento ancora una volta

  7. Gennaro Carotenuto | 24 gennaio 2009 10:13 | Rispondi

    Bruno, da dove si riparte. Ci sono solo i tagli.

    E poi… non puoi non concordare che (un esempio tra mille) chiamare “legge anti-baroni” una legge che fa stare in commissione SOLO i baroni è una presa in giro. Chi sbeffeggia chi?

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  1. Da La ministrella intubata Gelmini del partito azienza ed i grembiulini della P2 « Il Blog Della Libertà | gen 23, 2009

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