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Per il Senato la clandestinità è reato. Maurizio Gasparri: “Vincono la legge e l’ordine”

Mentre in tema d’immigrazione infuria la polemica sulla tassa per il permesso di soggiorno, un provvedimento ben più pesante sta passando quasi sotto silenzio: il Senato ha approvato ieri l’articolo 19 del ddl sulla sicurezza con cui si istituisce il reato di immigrazione clandestina.Se la norma non verrà modificata alla Camera, lo straniero extracomunitario che entra in Italia o vi soggiorna senza permesso non rischierà il carcere (come prevedeva la prima stesura), ma verrà sanzionato con un’ammenda dai 5 ai 10 mila euro. In caso di mancato pagamento, è prevista la pena accessoria dell’espulsione, che dovrà essere stabilita dal giudice di pace.
Gli italiani responsabili di eventuali connivenze verranno invece incriminati per favoreggiamento.

Raggiante il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Federico Bricolo: “Siamo soddisfatti, l’istituzione del reato servirà come deterrente a chi vuole entrare illegalmente nel nostro paese”. Già immaginiamo le frotte di coloro che rinunceranno a fuggire dalla fame, terrorizzati dalle multe italiote.
Maurizio Gasparri (Pdl), stella puntata in petto, può sentenziare: “Vincono la legge e l’ordine”.

“Una norma ipocrita, odiosa e inutile che serve a mettere la solita bandierina populista su un tema drammatico”. Parole di qualche estremista extraparlamentare? No, di Gianpiero D’Alia, presidente dei senatori Udc.
Si focalizzano invece sui problemi che emergeranno in aula giudiziaria le osservazioni del senatore Idv Luigi Li Gotti, secondo cui per applicare la legge servirebbero “oltre 400 milioni di euro, per i quali manca la copertura”, senza contare che “chi avrà in casa una badante clandestina rischia fino  a cinque anni di carcere per favoreggiamento”.

Coglie nel segno, Li Gotti: oltre che nel suo carattere palesemente razzista, la follia di questa legge sta nell’impatto devastante che avrà sui tempi della giustizia, intasando ulteriormente i tribunali.
La guerra alla magistratura non s’arresta.

Pubblicato anche su www.cogitabondo.net

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