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Gaza chi sono gli assassini?

Chi tira il grilletto, certo. Ma chi ha comprato le armi? Chi, con il proprio silenzio legittima e approva quello che stanno facendo gli israeliani ai civili palestinesi? Il silenzio complice di tutte le persone che, non conoscendo, negano il diritto dei palestinesi ad essere uomini e donne con diritti riconosciuti. Ignoranti, perché non conoscono e non vogliono conoscere, si accontentano dell’idea che hanno, di quell’immagine stereotipata, che gli viene trasmessa tutti i giorni direttamente nel cervello dalla televisione di regime. La ricerca della verità, guardandosi allo specchio, senza nascondere il sentire, l’umanità che sta dentro, a volte scomoda quando costringe ad uscire dal guscio del vantaggioso status quo, chi domina il mondo attraverso l’imposizione della ricchezza e la forza fisica violenta, che si può comprare, da sempre.Sono innocenti coloro che a migliaia di chilometri di distanza non si interessano delle sorti di un popolo? No. Nessuno è innocente quando vengono perpetrate atrocità come gli omicidi di bambini che, ogni giorno, affollano le cronache. Siamo tutti colpevoli, anche noi, che ci pensiamo schierati per la pace e la convivenza. Siamo tutti parte di un sistema che non impedisce i massacri per la voglia di supremazia e la smania di potere, l’arroganza e i sentimenti di superiorità, la volontà di vivere sugli altri e non con gli altri.
E’ la volontà dei popoli che permette l’esistenza di tali barbarie, è il semplice negare l’esistenza di quei problemi. Quando non ci si esprime condannando gli oppressori si avalla implicitamente il loro operato, si giustifica, dando credibilità alla tesi di chi, contro ogni evidenza, continua a sostenere che si sta difendendo. Quale difesa ci può essere nello sterminio? La difesa di che cosa? Lo stesso stile di vita che affermano di voler salvaguardare è distrutto dal loro agire, che li condanna, e la storia di condannerà, ad essere i carnefici che uccidono i loro stessi figli, che dovranno subire, ancora, la spirale della vendetta e dell’odio. Rimangono all’interno del meccanismo perverso di ripetizione infinita della violenza. Come il figlio stuprato dal padre diventa stupratore del proprio figlio, così un popolo ferocemente sterminato diventa sterminatore.

La spirale è infinita e per fermarla è necessaria la forza dei popoli, di tutti i popoli, poiché un popolo immerso in quella vita costruita sull’odio non può vedere oltre, sarebbe come chiedere ad uno psicopatico, nel senso di malato psichico, di vedere oltre la propria malattia, e cominciare a comportarsi da persona equilibrata, non è possibile. Ma per aiutare un malato non si può assecondarlo nel proprio delirio di onnipotenza. Per aiutare il popolo di Israele ad essere un popolo equilibrato sarà necessario boicottarlo a livello internazionale. Basta con le connivenze della comunità internazionale e le mezze condanne a bassa voce. Il vero nemico è l’odio. E’ l’odio che sta vincendo la guerra mondiale. Qualche piccolo uomo che lo usa come strumento per i suoi piccoli scopi personali, come vincere le elezioni politiche, pensa di essere molto furbo, ma l’odio divora e non lascia intoccato nessuno.
Fermiamo l’odio. Fermiamo le armi. Fermiamo Israele.

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