L’America latina solidarizza con Gaza
Manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese si sono ripetute in queste due settimane in tutta l’America latina. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il Continente, dall’estremo nord, il Messico, fino all’estremo sud australe, l’Argentina. La decisione diplomatica più chiara l’ha presa il presidente venezuelano Hugo Chávez: ha dichiarato persona non grata l’ambasciatore israeliano per protesta contro i bombardamenti nella striscia di Gaza espellendolo dal paese.
Anche altri paesi della regione, pur non arrivando a passi diplomatici di questa rilevanza, hanno emesso comunicati ufficiali di forte critica al governo israeliano. Dall’Argentina a Cuba, dalla Bolivia al Nicaragua all’Ecuador i governi latinoamericani per definire quanto avviene a Gaza hanno usato aggettivi come “criminale” e “terrorista”.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Noto solo ora che Ygal Palmor, portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, stigmatizza il cardinale Renato Raffaele Martino, che ha detto che Gaza è un campo di concentramento, con parole molto simili a quelle con le quali attacca Hugo Chávez (gc; 15.15).
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Andras | 8 gennaio 2009 14:31 | Rispondi
Non ci vedo nulla di strano.
Gli oppressi solidarizzano con gli oppressi.
Solo che i paesi dell’America Latina stanno lentamente riconquistando la loro libertà e dignità.
Come farà la Palestina a fare altrettanto?
Mi indigna il silenzio del mondo di fronte al loro sistematico genocidio…
mariarubini | 8 gennaio 2009 16:30 | Rispondi
Caro Gennaro, Chàvez ha agito con sani sensi e il suo comunicato è ineccepibile. La vedo proprio male per Israele… se solo tutti seguissero il suo esempio, questa europa farebbe riacquistare dignità al continente (mi rifaccio al senso della vergogna della Rossanda).
Mi permetto di dire ad Emanule che ho postato l’intervento del messaggio di fine anno di Pertini del 1983. Tanto per capire la differenza tra “paura” e genuflessione.
Ciao
gavino.r. | 8 gennaio 2009 19:40 | Rispondi
Il silenzio del mondo è avallato dalla potenza dei media (cosa che in Italia dovremmo saper riconoscere meglio di altri paesi ma, haimè…)
Ricordate gli indiani “cattivi” ed i cow boys buoni che ci hanno propinato per lustri? Alla fine tutti tifavamo per le giacche blu! Cosi ci si ritrova a pensare al mondo musulmano come a dei terroristi e agli israeliani come le povere vittime inermi della shoà, la cinematografia mondiale è in mano ai sionisti/conservatori, l’11 settembre ha dato manforte a questa “illusione collettiva” ed eccoci qua, nessuno interviene perchè i media continuano ad esaltare la notizia di un morto israeliano e a nascondere quelle dei giornalieri attacchi di rappresaglia contro hamas e civili in Palestina, anche quando hamas rispettò la tregua gli elicotteri di david continuavano a giustiziare, ci dovremmo chiedere in maniera davvero profonda, chi sono oggi i veri terroristi.
Doriana Goracci | 8 gennaio 2009 20:07 | Rispondi
Quello che non ci fanno vedere…
e tantomeno sapere…
Thousands of Israelis Protest Against War in Gaza
In Tel-Aviv, January 3rd, over 10,000 Israelis protest against the operation in Gaza.
By makeeyes
World and Israeli media have been ignoring the Israeli protest against the war.
Keywords:
picture of israeli protesters in tel-aviv
World and Israeli media have been ignoring the Israeli protest against the war. This is a short report by SocialTV, an independent news source in Israel, documenting over 10,000 Israelis in Tel-Aviv protesting against the attacks in Gaza. watch video here or copy paste this:
http://www.youtube.com/watch?v=mc9DN2Oi0-w&feature=channel_page
piccoli guido | 8 gennaio 2009 22:35 | Rispondi
Tre notizie che ci possono aiutare a prendere coraggio:
…….Ad Auckland un gruppo di spettatori ha disturbato l’inizio del match di tennis tra l’israeliana Shahar Peer, contro la russa Elena Dementieva, per protestare contro l’offensiva di Israele nella striscia di Gaza. La partita era valida per i quarti di finale del torneo di Auckland. La Peer, 21 anni, ha perduto 6-3, 6-1, ma non ha preso a pretesto la rumorosa contestazione per giustificare la sconfitta.
…….Il più noto cantante algerino, Cheb Khaled, ha dichiarato di essere “pronto ad imbracciare le armi e fare la jihad contro l’esercito israeliano a Gaza”. In un’intervista al quotidiano algerino Ennahar, il re del rai, giunto da Parigi per partecipare insieme a molti artisti algerini alla manifestazione promossa dalla ministra della cultura Khalida Toumi, ha condannato “il silenzio delle autorità arabe” sottolineando che “i paesi arabi devono smettere di consegnare petrolio e gas agli ebrei e agli americani e rompere le loro relazioni diplomatiche”.
Sono “afflitto” dal “massacro di cui sono vittima ogni giorno i civili e gli innocenti senza difesa di Gaza”, ha aggiunto Khaled, dicendosi “pronto a prendere le armi per andare a combattere a Gaza”. Il padre della musica Rai algerina ha anche annunciato l’organizzazione di un concerto i cui introiti saranno destinati alla popolazione di Gaza
……Una maglietta nera in segno di solidarietà verso la Palestina è stata mostrata ieri sera da Frederic Kanoutè dopo il 2-0 che l’attaccante del Siviglia ha realizzato ai danni del Deportivo La Coruna nell’andata degli ottavi di finale di Coppa del Re. La partita giocata davanti al pubblico del Sanchez Pizjuan è poi terminata 2-1 (reti di Fabiano e Kanoutè per i padroni di casa, Bravo per il Depor). Kanoutè, che è solito celebrare i suoi gol con le dita al cielo, ha preferito questa volta alzare la casacca del Siviglia e mostrare una t-shirt totalmente nera con una scritta in sostegno della Palestina nel conflitto con Israele.
emanuele | 9 gennaio 2009 00:20 | Rispondi
Grazie Maria, ho visto l’intervento e anche se sono giovane i miei primi ricordi della tv sono la Palestina dell’OLP di Arafat, la Libia di Gheddafi e gli USA di Regan, Khomeini e Saddam, Pinochet…ed anche il nostro Pertini, seppure nell’esultanza per i mondiali di calcio dell’82…
Tempi terribili mi sembravano allora, quelli in cui sentivo mio padre preccupato ad ogni tg dalle continue tensioni USA-URSS e dalla miscela esplosiva dell’Africa e dell’America Latina dei dittatori filoamericani o filocomunisti e del terrorismo “arabo”, perchè allora anche i gruppi di guerriglieri africani addestrati in Sudan erano “arabi”.
Il mio mondo di bambino si divideva in comunisti, americani e arabi. Tutto il resto non esisteva.
Ora che sono cresciuto ho imparato che il mondo è molto più complesso, ma anche terribilmente più uniforme di quando ero bambino. Per me pensare ad un mondo in cui tutti saremmo andati d’accordo era meraviglioso. Oggi a 30 anni mi accorgo che nel mondo anzichè globalizzare i diritti e la forza positiva del pensiero umano, abbiamo globalizzato solo il peggio.
E nonostante tutto a un mondo migliore ci credo ancora…ma forse sono solo un povero scemo…
Doriana Goracci | 9 gennaio 2009 08:45 | Rispondi
http://snipurl.com/9ocwn
Al link che ho scritto sopra, Enza Panebianco, sul suo blog Femminismo a sud, uno dei più vivi di internet, sulle donne e per le donne e gli uomini che vogliono accompagnare questo percorso…dà conto della Protesta che Rifiuta, respinge al Mittente e che NON ci fanno sapere e vedere. Riporto la versione italiana, sul blog, ci sono anche quelle in lingua straniera e molto, molto altro ancora…
Doriana Goracci
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E’ un comunicato in francese e inglese (grazie alle Ribellule per averlo diffuso). L’ho tradotto velocemente in italiano. Seguono le versioni nelle altre lingue. Sappiamo di riservisti in carcere perchè si rifiutano di prendere parte a questa guerra. Sappiamo di donne israeliane che vengono messe a tacere. Sappiamo che la opinione che dissente da quella del governo di Israele viene nascosta, censurata. Che si sappia invece che vi sono ebree dissenzienti che per farsi sentire hanno dovuto persino occupare un consolato. Questo – qualora ve ne fosse bisogno – a conferma della gravità della situazione. Buona lettura!
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[RebELLEs] Donne ebree occupano il consolato israeliano a toronto
Vari gruppi di donne ebree canadesi stanno attualmente occupando il consolato israeliano al 180 di Bloor Street West di Toronto. Questa azione è una protesta contro l’aggressione di Israele sugli abitanti di Gaza.
I gruppi stanno continuando questa occupazione in solidarietà con il milione e mezzo di persone di gaza e per assicurare che la voce degli ebrei contro il massacro in atto a gaza è forte. Loro chiedono a Israele la fine dell’aggressione militare e dell’assedio alla striscia di Gaza e la garanzia che seguano interventi umanitari in quel territorio.
Israele sta continuando l’aggressione militare nella striscia di gaza dal 27 dicembre del 2008. segue al link…