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	<title>Commenti a: WECAN2</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Marco Ferrari</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5880</link>
		<dc:creator>Marco Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 11:45:39 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di ogni latra cosa GRAZIE dei commenti. Da quando ho pubblicato questo articolo in rete ho avuto il piacere di ricevere molte opinioni, alcune del tutto condivisibili ed altre meno, ma con lacune caratteristiche comuni di fondo che trovo estremamente interessanti:
1 - il pessismismo che accomuna gli italiani nei confronti di ogni possibile cambiamento è il sintomo di come questo sia assolutamente necessario. Non è sfiducia, è un sentimento molto più profondo, quasi depressivo, nato dalle delusioni e dallo sfascio in cui noi tutti viviamo. Lo capisco, lo vivo, lo sento, ma NON lo condivido. La reazione deve esserci, pena l&#039;annichilimento definitivo che non sarà facile spiegare ai nostri figli. 
2 - La diffidenza su Obama si basa sul suo essere parte dell&#039;establishment (vero), ma  non vede quanto questo stesso sia scosso dal suo arrivo. &quot;Un nero non ce la potrà mai fare&quot;, &quot;Lo ammazzano prima&quot;, dicevano quasi tutti quelli che credevano che Hillary fosse meglio perchè la conoscevano come moglie di Bill, mentre i Repubblicani, lo davano per morto di fronte alla potenza delle lobby che sostengono i conservatori. Obama invece ha stravinto, coinvolgendo i giovani, raccogliendo fondi via internet, affascinando le folle, restituendo la speranza (anche a quei neri che vivono nei ghetti delle grandi città , Raffaella) che il cambiamento è possibile se è la gente che lo vuole (non solo che lo chiede)
3 - Non si può volere tutto e subito. L&#039;integralismo rivoluzionario combatte il sistema da fuori ed ho paura (ho 47 anni ed ho vissuto anche io il sogno da ragazzo...) che sia anacronistico, specie negli USA. Obama ha dimostrato che si può generare il cambiamento da dentro il sistema, restituendo alla gente il potere di scegliere. Scusatemi, ma credo che non sia poco.
Ovviamente solo il tempo darà torto o ragione a quello che penso, ma credo davvero che anche noi, in Italia abbiamo davanti un&#039;opportunità storica che sarebbe sbagliato perdere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di ogni latra cosa GRAZIE dei commenti. Da quando ho pubblicato questo articolo in rete ho avuto il piacere di ricevere molte opinioni, alcune del tutto condivisibili ed altre meno, ma con lacune caratteristiche comuni di fondo che trovo estremamente interessanti:<br />
1 &#8211; il pessismismo che accomuna gli italiani nei confronti di ogni possibile cambiamento è il sintomo di come questo sia assolutamente necessario. Non è sfiducia, è un sentimento molto più profondo, quasi depressivo, nato dalle delusioni e dallo sfascio in cui noi tutti viviamo. Lo capisco, lo vivo, lo sento, ma NON lo condivido. La reazione deve esserci, pena l&#8217;annichilimento definitivo che non sarà facile spiegare ai nostri figli.<br />
2 &#8211; La diffidenza su Obama si basa sul suo essere parte dell&#8217;establishment (vero), ma  non vede quanto questo stesso sia scosso dal suo arrivo. &#8220;Un nero non ce la potrà mai fare&#8221;, &#8220;Lo ammazzano prima&#8221;, dicevano quasi tutti quelli che credevano che Hillary fosse meglio perchè la conoscevano come moglie di Bill, mentre i Repubblicani, lo davano per morto di fronte alla potenza delle lobby che sostengono i conservatori. Obama invece ha stravinto, coinvolgendo i giovani, raccogliendo fondi via internet, affascinando le folle, restituendo la speranza (anche a quei neri che vivono nei ghetti delle grandi città , Raffaella) che il cambiamento è possibile se è la gente che lo vuole (non solo che lo chiede)<br />
3 &#8211; Non si può volere tutto e subito. L&#8217;integralismo rivoluzionario combatte il sistema da fuori ed ho paura (ho 47 anni ed ho vissuto anche io il sogno da ragazzo&#8230;) che sia anacronistico, specie negli USA. Obama ha dimostrato che si può generare il cambiamento da dentro il sistema, restituendo alla gente il potere di scegliere. Scusatemi, ma credo che non sia poco.<br />
Ovviamente solo il tempo darà torto o ragione a quello che penso, ma credo davvero che anche noi, in Italia abbiamo davanti un&#8217;opportunità storica che sarebbe sbagliato perdere.</p>
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		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5878</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 11:13:04 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco,
è giusto che la speranza sia l&#039;ultima a morire. Ma...Obama è, che piaccia o no, anche lui frutto di scelte di una parte dell&#039;establishment...di quella parte che non vedeva di buon occhio i Clinton. 
NON VI E&#039; DUBBIO CHE ABBIA MOBILITATO LA GENTE COMUNE, QUELLA NORMALMENTE STRANEA ALLA POLITICA. Per farlo però ci voleva la macchina (ed i soldi) della politica organizzata. 
Nel suo staff non vi sono esponenti del sindacalismo (né di base né tradizionale) né gente che ha organizzato a livello di comunità l&#039;antagonismo sociale. Ma gente che proviene dal mondo delle lobby e degli studi dei grandi avvocati oltrechè dalla politica più tradizionale.
Allora ? All&#039;Ovest niente di nuovo ? Di nuovo c&#039;è che a livello di élite i neri non sono più tutti appestati da relegare al ruolo di lustrascarpe in città e di braccianti e mezzadri in campagna...qualcuno può anche tener banco nei salotti importanti. 
Ma nero, bianco, giallo o verde dovrà rispettare certe compatibilità. Quali ? Alcune le stiamo vedendo già in queste ore di massacri bestiali a Ghaza.
Per il resto. In Italia e negli USA e nel resto del mondo i soggetti politici collettivi sono indispensabili. I modelli organizzativi possono e debbono essere funzionali alla fase ed al luogo. Senza organizzazione anche la democrazia di base, la partecipazione di tutti, o per lo meno della stragrande maggioranza, alla vita ed alle decisioni della collettività, comunità, chiamatela come volete, resta, neppure un&#039;utopia, solo un &quot;flatus vocis&quot;. 
Siccome da noi (ma non solo da noi) fino ad ora si è organizzato bene solo il &quot;magna-magna&quot; ovvio che ci sia tutto da rifare, da ripensare. 
Non credo che il modello Obama ci sarà di molto aiuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco,<br />
è giusto che la speranza sia l&#8217;ultima a morire. Ma&#8230;Obama è, che piaccia o no, anche lui frutto di scelte di una parte dell&#8217;establishment&#8230;di quella parte che non vedeva di buon occhio i Clinton.<br />
NON VI E&#8217; DUBBIO CHE ABBIA MOBILITATO LA GENTE COMUNE, QUELLA NORMALMENTE STRANEA ALLA POLITICA. Per farlo però ci voleva la macchina (ed i soldi) della politica organizzata.<br />
Nel suo staff non vi sono esponenti del sindacalismo (né di base né tradizionale) né gente che ha organizzato a livello di comunità l&#8217;antagonismo sociale. Ma gente che proviene dal mondo delle lobby e degli studi dei grandi avvocati oltrechè dalla politica più tradizionale.<br />
Allora ? All&#8217;Ovest niente di nuovo ? Di nuovo c&#8217;è che a livello di élite i neri non sono più tutti appestati da relegare al ruolo di lustrascarpe in città e di braccianti e mezzadri in campagna&#8230;qualcuno può anche tener banco nei salotti importanti.<br />
Ma nero, bianco, giallo o verde dovrà rispettare certe compatibilità. Quali ? Alcune le stiamo vedendo già in queste ore di massacri bestiali a Ghaza.<br />
Per il resto. In Italia e negli USA e nel resto del mondo i soggetti politici collettivi sono indispensabili. I modelli organizzativi possono e debbono essere funzionali alla fase ed al luogo. Senza organizzazione anche la democrazia di base, la partecipazione di tutti, o per lo meno della stragrande maggioranza, alla vita ed alle decisioni della collettività, comunità, chiamatela come volete, resta, neppure un&#8217;utopia, solo un &#8220;flatus vocis&#8221;.<br />
Siccome da noi (ma non solo da noi) fino ad ora si è organizzato bene solo il &#8220;magna-magna&#8221; ovvio che ci sia tutto da rifare, da ripensare.<br />
Non credo che il modello Obama ci sarà di molto aiuto.</p>
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		<title>Di: Doriana Goracci</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5873</link>
		<dc:creator>Doriana Goracci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 18:15:23 +0000</pubDate>
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		<description>Mentre avevo scritto il primo commento, leggo la posta e una mail con il video che forse conoscerete:
http://www.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY  
 Sgarbi contestato ad Agrigento.  e vado sul sito del contestatore di 22 anni, famiglia Pd
http://www.lamiaterraladifendo.it/
Sarò distratta ma anche se Giuseppe Gatì dimostra che se po fà, e si paga, la sua Famiglia democratica all&#039;ombra non ha denunciato un bel niente e sollevato nessun caso. Possono, possono...farsi gli interessi loro.Infami.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre avevo scritto il primo commento, leggo la posta e una mail con il video che forse conoscerete:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=zsKXXgftFGY</a><br />
 Sgarbi contestato ad Agrigento.  e vado sul sito del contestatore di 22 anni, famiglia Pd<br />
<a href="http://www.lamiaterraladifendo.it/" rel="nofollow">http://www.lamiaterraladifendo.it/</a><br />
Sarò distratta ma anche se Giuseppe Gatì dimostra che se po fà, e si paga, la sua Famiglia democratica all&#8217;ombra non ha denunciato un bel niente e sollevato nessun caso. Possono, possono&#8230;farsi gli interessi loro.Infami.</p>
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		<title>Di: Doriana Goracci</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5872</link>
		<dc:creator>Doriana Goracci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:45:43 +0000</pubDate>
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		<description>Tralascio i nostrani yes we can: sono di uno squallore infinito. La speranza è dura a morire, specie quando si tratta di Campare e dignitosamente. Gli Usa scricchiolano da tempo, per dirla al minimo e senza allarmismi. Non capisco Marco, quali importanti opportunità noi dobbiamo cogliere e attraverso quali personaggi, pronti a recepirle. Spero che le vacanze fatte da Obama e famiglia, gli abbiano schiarito le idee in merito ad Israele e la Palestina...malgrado sia una che vede sempre il mezzo pieno, non ho riscontri al momento di nessuna diversa strategia. Forse i prossimi crac dell&#039;economia e finanza globale, azzitteranno il rumore dei bombardamenti e ci si dirà, we can: cosa? 
Perdona il mio cinismo non dettato da analisi razionali, di cui non sono capace ma dalla cronaca spiccia.
ciao doriana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tralascio i nostrani yes we can: sono di uno squallore infinito. La speranza è dura a morire, specie quando si tratta di Campare e dignitosamente. Gli Usa scricchiolano da tempo, per dirla al minimo e senza allarmismi. Non capisco Marco, quali importanti opportunità noi dobbiamo cogliere e attraverso quali personaggi, pronti a recepirle. Spero che le vacanze fatte da Obama e famiglia, gli abbiano schiarito le idee in merito ad Israele e la Palestina&#8230;malgrado sia una che vede sempre il mezzo pieno, non ho riscontri al momento di nessuna diversa strategia. Forse i prossimi crac dell&#8217;economia e finanza globale, azzitteranno il rumore dei bombardamenti e ci si dirà, we can: cosa?<br />
Perdona il mio cinismo non dettato da analisi razionali, di cui non sono capace ma dalla cronaca spiccia.<br />
ciao doriana</p>
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		<title>Di: Marco Ferrari</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5869</link>
		<dc:creator>Marco Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 09:57:15 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che dici, Freddie, è vero. Ogni situazione è specifica e necessita un approccio personalizzato alle proprie caratteristiche e la difficoltà è proprio in questo, ma non saper usare l&#039;onda lunga di un principio, di un&#039;idea che nasce è perdere una grande opportunità.
La partecipazione popolare (specialmente il coinvolgimento dei giovani) è la chiave della visione di Obama, mirabilmente sintetizzata in Yes We Can. In Italia questo potrebbe succedere non per patriottismo, ma per arginare lo sfascio istituzionale, la deriva della politica e l&#039;assenza di &quot;servizi&quot; offerti alla gente (sanità, giustizia, educazione...). Credo... spero...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che dici, Freddie, è vero. Ogni situazione è specifica e necessita un approccio personalizzato alle proprie caratteristiche e la difficoltà è proprio in questo, ma non saper usare l&#8217;onda lunga di un principio, di un&#8217;idea che nasce è perdere una grande opportunità.<br />
La partecipazione popolare (specialmente il coinvolgimento dei giovani) è la chiave della visione di Obama, mirabilmente sintetizzata in Yes We Can. In Italia questo potrebbe succedere non per patriottismo, ma per arginare lo sfascio istituzionale, la deriva della politica e l&#8217;assenza di &#8220;servizi&#8221; offerti alla gente (sanità, giustizia, educazione&#8230;). Credo&#8230; spero&#8230;</p>
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		<title>Di: Freddie Freeloader</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5865</link>
		<dc:creator>Freddie Freeloader</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 23:04:09 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che mi sembra estremamente intelligente da parte di Obama è un forte richiamo alla partecipazione, alla solidarietà reciproca e una fortissima campagna di responsabilizzazione e gratificazione degli elettori. (Lo vedo attraverso la newsletter a cui sono iscritto).
Credo che sia un&#039;idea straordinaria, ma non credo che possa funzionare ovunque, specie qui in Italia, dove vige un certo principio di egoismo e di amoralità per cui discorsi che facciano leva sull&#039;amor proprio e il patriottismo hanno poco peso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi sembra estremamente intelligente da parte di Obama è un forte richiamo alla partecipazione, alla solidarietà reciproca e una fortissima campagna di responsabilizzazione e gratificazione degli elettori. (Lo vedo attraverso la newsletter a cui sono iscritto).<br />
Credo che sia un&#8217;idea straordinaria, ma non credo che possa funzionare ovunque, specie qui in Italia, dove vige un certo principio di egoismo e di amoralità per cui discorsi che facciano leva sull&#8217;amor proprio e il patriottismo hanno poco peso.</p>
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		<title>Di: Marco Ferrari</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5863</link>
		<dc:creator>Marco Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:35:12 +0000</pubDate>
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		<description>ti capisco Gennaro, ma se la necessità è evidente è altrettanto importante affrontare le opportunità con ottimismo, relegando in un angolo il pessimismo dettato dalla razionale analisi della realtà italiana... spero...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti capisco Gennaro, ma se la necessità è evidente è altrettanto importante affrontare le opportunità con ottimismo, relegando in un angolo il pessimismo dettato dalla razionale analisi della realtà italiana&#8230; spero&#8230;</p>
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		<title>Di: Gennaro Carotenuto</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/5196-wecan2/comment-page-1/#comment-5862</link>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:03:16 +0000</pubDate>
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		<description>Mi auguro che tu abbia ragione. Ma all&#039;ottimismo della NECESSITA&#039; non posso non opporre il pessimismo della ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi auguro che tu abbia ragione. Ma all&#8217;ottimismo della NECESSITA&#8217; non posso non opporre il pessimismo della ragione.</p>
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