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WECAN2

All’inizio del nuovo anno solitamente si esprime un desiderio ed io non posso che pensare allo storico insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca.

Sono infatti fermamente convinto che Obama porterà il cambiamento che ha promesso e che tutto il mondo – non solo l’America – aspetta, perchè siamo tutti ansiosi di cambiare strada. Capiamoci: non credo che Obama sia un mago o il messia e la soluzione ai mille gravissimi problemi che affliggono l’umanità potrà arrivare solo dopo anni di perseveranza e di lotta e probabilmente non sarà possibile nei quattro anni di mandato che il neo eletto Presidente USA ha guadagnato con il voto popolare. E’ tuttavia indubbio che Obama ha già iniziato un processo di cambiamento globale, proprio grazie alla sua elezione ed alla sua filosofia
YES WE CAN è un’idea, una visione che restituisce al popolo il potere di cambiare le cose, restaurando la speranza  nella gente di poter guidare la nazione e per estensione del ragionamento, il mondo intero. Che i tempi siano maturi per questo è stato provato il 4 novembre scorso, quando gli americani sono tornati a votare in massa e sono scesi in strada aspettando un risultato elettorale che rimarrà scritto nei libri di storia.
Gli americani, bistrattati dal resto del mondo per i danni che i due mandati Bush hanno provocato a tutta l’umanità e divisi al loro interno dal collasso strutturale del sistema capitalistico su cui il Paese è fondato e dalla Grande Crisi finanziaria ed economica, hanno dato un segnale di proporzioni storiche a tutti noi. Credo fermamente che la strada sia quella mostrata dagli USA e che il mondo ha la stessa opportunità di seguirla, mentre il vecchio sistema  collassa nell’oscurità di una brutale recessione. Dobbiamo cambiare per sopravvivere e quella che ci viene offerta dal destino è un’opportunità unica di cambiare per il meglio un sistema sociale ingiusto, basato su valori ormai tramontati con lo scorso secolo, che non rispecchia più le necessità della gente, sempre più disillusa e distante dal potere.
Obama ci ha ricordato che invece possiamo fare la differenza perchè il sistema è fondato sulle scelte che fa la gente ed è proprio dalla gente che deve venire la spinta per scardinare la casta che occupa la sala comandi di questa nave che affonda.
Per questo la crisi gioca un ruolo positivo nel cambiamento, dando il senso pratico della necessità e dell’urgenza che abbiamo di muoverci, di far sentire la nostra voce, di superare le divisioni ridicole che ci distraggono dal mettere ordine sulle priorità delle cose che devono essere affrontate per non continuare a fare danni irreparabile alla nostra società, scivolando verso la fine.
Questo è – se possibile – ancora più vero per noi, in Italia, con le nostre peculiarità, il nostro sistema bloccato e feudale, dove un Obama non avrebbe neanche avuto l’opportunità di competere (da noi sono i partiti a scegliere, non la gente…).
Credo fermamente nell’opportunità storica che ci si presenta di dimostrare che la gente di tutto il mondo (ed in prima fila gli italiani) vuole il cambiamento, perchè anche noi possiamo farlo: YES, WE CAN TOO.
La lotta è appena cominciata grazie all’elezione di Obama. Gli ostacoli sono tanti ed il pericolo di fallire è dietro l’angolo, ma ho visto i giovani scendere in piazza (non solo in America, ma in tutto il mondo) , smentendo le accuse di apatìa che veniva rivolta alle nuove generazioni, dimostrando di esserci e di avere un’energia ed una potenza insospettata e proprio per questo guardo al 2009 ed agli anni che verranno con ottimismo.

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