domenica 01 agosto 2010, 05:53

“Con questi dirigenti non vinceremo mai”

stor_3173737_04200 Ripropongo nel videoblog le parole quanto mai attuali di Nanni Moretti con dietro la sfinge di Francesco Rutelli a Piazza Navona: “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ero a Porto Alegre quel giorno a lavorare per un altro mondo urgente e necessario. Sono passati quasi sette anni e la profezia di Moretti si è avverata in tutta la sua durezza. Gli apparati hanno vinto contro la spinta dal basso della società civile progressista e hanno portato la sinistra italiana alla rovina.

I Rutelli (quello che consegnata Roma ad Alemanno ha subito preteso una poltrona più comoda) e non solo lui, hanno costruito il Partito Democratico nella peggior maniera e con le peggiori intenzioni. E’ il partito degli assessori dove si parla di potere e di soldi ma mai di politica. Il partito dove Paola Binetti può scavalcare a destra Gianfranco Fini su Chiesa e antisemitismo e su molti temi etici. Il partito dove molti potrebbero offrire la tessera a Mariastella Gelmini perché la pensano alla stessa maniera ma dove non c’è mai una parola chiara su nulla.

E non c’è perché l’unica cosa che conta sono le poltrone, i soldi, la spartizione delle tangenti come delle carriere, E Bocchino di Alleanza Nazionale (quello dei pizzini di Latorre) può dire che lui insieme al deputato del PD Lusetti e al faccendiere Romeo sono “un sodalizio”. E dove il caso Villari, ancor più di Pescara e Napoli ha messo a nudo l’incapacità di scegliere la classe dirigente di centro-sinistra. Hanno fatto un partito con il manuale Cencelli nel quale l’unica cosa che prevale oltre ai giochi di potere è il diritto di veto su tutto.

La moglie di Cesare, Veltroni… Non temono Silvio Berlusconi ma disprezzano Antonio di Pietro alla stessa maniera di come disprezzano il popolo di sinistra che non può accettare, che non accetterà mai che facciano politica per carriera e non per servizio. Un politico di centro-sinistra non può dovere la propria legittimità ad altri che non alla fiducia degli elettori, che sia un banchiere, un cardinale o un faccendiere come Alfredo Romeo.

Siamo così, illusi, stupidi, ingenui, non vogliamo la luna né la Rivoluzione e siamo perfino disposti ai sacrifici, ma se i dirigenti non sono degni di mettersi alla testa delle nostra ingenuità del volere un’Italia migliore allora dovranno rotolare le teste dei dirigenti. Una, dieci, mille teste dovranno cadere perché, come diceva Moretti, con questi dirigenti non vinceremo mai.

Fanno finta di non capire che non si può non consegnare una regione come l’Abruzzo alla destra più impresentabile se si va alle elezioni perché il nostro governatore, quello fatto votare dai cittadini, è stato arrestato per corruzione. Non si può governare come a Napoli negli ultimi anni. Dimettetevi. Non si può far finta di non vedere il disastro dei rifiuti. Non si può fare un governo ombra che è così ombra da essere impalpabile. Non si può candidare Riccardo Villari e chi ha messo in lista Riccardo Villari si deve dimettere. Non si può inciuciare con le destre (quelle destre) su tutto. Il garantismo non può significare la mancanza di qualunque codice etico, ovvero che fino a condanna definitiva (tra cent’anni) il politico, il ministro come il consigliere di circoscrizione, può fare quello che gli pare. Soprattutto non si può andare a cena con i palazzinari ma si deve andare a cena con gli inquilini. Se vanno a cena con i palazzinari allora questi politici non possono pretendere di rappresentare gli inquilini. E non solo perché il palazzinaro può essere un ottimo pagatore di tangenti.

E qui viene il punto. Non possono far finta che il problema siano due o dieci assessori corrotti e dirci che non dobbiamo fare di ogn’erba un fascio e continuare (a perdere) come se niente fosse. Il problema, come si diceva un tempo, è politico. Un dibattito veramente costituente sul PD non può non toccare i nodi centrali di cosa voglia essere il PD. Se non si ha una cultura propria, e il PD non ce l’ha, non esiste altro che la subalternità culturale alle destre (ma il PD è subalterno a chiunque), su tutto, dal modello economico, all’etica, al ruolo dello Stato come perequatore delle differenze sociali alla questione morale.

Gianfranco Pasquino solleva da tempo un problema semplice: perché avete liquidato la socialdemocrazia che con qualche ombra ma parecchie luci continua ad essere uno strumento per garantire in mezza Europa le parti più deboli della società pur all’interno di una società capitalista? Deragliato il treno del PCI era necessario scavalcare a destra la socialdemocrazia per finire nella palude dell’accettazione del modello? Non può essere quello ancora oggi un ancoraggio minimo dal quale ripartire?

Perché ripartire si deve. Abbiamo il nemico in casa che sta facendo scempio da Palazzo Chigi del nostro paese, abbiamo 3 regioni e spezzoni di altre in mano alla criminalità organizzata. Abbiamo adottato un modello economico fallito e fallimentare che ha gettato nella disperazione della precarietà le nuove generazioni. Non s’illudano quindi e non celebrino quelli che da sinistra criticano giustamente il Partito democratico. Perché il PD o quello che verrà dopo il PD restano centrali per governare questo paese e senza una grossa forza di centro-sinistra che corrisponda all’SPD, al PSOE, al PSF e al Labour Party, questo paese lo governeranno Berlusconi e berluscones fino al 25 aprile 2045.

Non ci sono altre vie. Rigidi codici etici per i quali vogliamo sapere anche se il candidato sindaco ha preso una multa per divieto di sosta, e sennò non si candida e va (o torna) a lavorare. La presunzione d’innocenza deve valere solo rispetto al processo, non rispetto alla carica che si occupa ed è necessario un vero salto generazionale, un profondo rinnovamento della classe dirigente attraverso primarie vere su tutto. E la nuova classe dirigente del PD deve finalmente decidere. Sulla scuola e sulle staminali, sul PSE e sull’ambiente, su tutto quello che fino adesso non ha deciso. Perché noi non siamo come loro.



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RSS Feed for This Post 29 Commenti

  1. marco_l | 18 dicembre 2008 13:40 | Rispondi

    Un alto motivo per cui non vinceremo mai…
    Ho appena ascoltato un intervista su Radio 24 al segretario regionale PD della Campania, che tristezza.
    Per tre volte l’intervistatore gli ha chiesto se secondo lui il sindaco di Napoli si sarebbe dovuto dimettere.
    Per tre volte la risposta è stata assolutamente evasiva, in stretto politichese. Non poteva rispondere SI oppure NO ???
    Ci mancava solo che cantasse il gallo.
    Ma come parlano, le parole sono importanti, diceva Moretti.

  2. Eliolibre | 18 dicembre 2008 13:53 | Rispondi

    Il fatto è che il PD non solo ha liquidato la socialdemocrazia, ha liquidato anche il riformismo in nome del RIFORZISMO! A me sembra che siano in perfetta sintonia con Forza Italia: sedie, potere ed amicizie con i potenti, dei problemi reali della poplazione e di rappostarsi con essi nemmeno se ne preoccupano. Se non con finte primarie ed amenità del genere per poi tornare ai loro interessi prediletti. Ma non è rimasto più nessuno dentro il PD che sappia indignarsi e dire apertamente che quell’esperienza è miseramente fallita? Poi si potrà cominciare a ragionare su come e da dove ricominciare. Altrimenti non resta che la Rivoluzione. Se debbo essere sincero penso che sia l’unica strada ancora praticabile ed in grado di coinvolgere chi non ne può più di queste politica ridicola e vuole un vero cambiamento. Sudamerica dcet!
    Ma il socialismo è poi così rivoltante? Basta condirlo con un pò di pensiero libertario e si può veamente costruire una società libera e giusta.

  3. Gennaro Carotenuto | 18 dicembre 2008 13:58 | Rispondi

    Una cosina… ma qualcuno non aveva parlato di un effetto Obama?

  4. Raffaele Della Rosa | 18 dicembre 2008 14:09 | Rispondi

    A sinistra del PD non c’è niente da celebrare…anche perchè non c’è niente, in senso assoluto. Gruppetti e gruppazzi di compagne e compagni più che rispettabili (di cui faccio parte anche io) testimoniano solo della volontà di non arrendersi, anche fino all’assurdo….ma non sono un soggetto politico.
    Sono anche d’accordo (del resto non è la prima volta che lo dico) sulla necessità di una grossa forza di centro-sinistra (del resto il vecchio PCI, che cacchio era ?, al netto dell’URSS e di una spolverata di marxismo filtrata dal togliattismo) che contenda il potere alla destra.
    Sono comunque del pari convinto che senza un soggetto politico di sinistra più radicale ed antagonista al 7o, meglio al 9 per cento e senza una rinascita di un vero sindacalismo, le istanze dei soggetti più deboli e marginali, le forzature innovative, nell’economia come nella cultura, avrebbero ben poche speranze di essere presenti nel dibattito politico vero e proprio.
    Resterebbero istanze partorite nelle parti più sovversive degli ambienti accademici…penso, tanto per fare un esempio, a quando tanti anni fa lessi uno studio, pubblicato su il manifesto, di taluni specialisti USA che dimostravano come trasporti urbani gratuiti, i cui costi fossero a carico della fiscalità generale, avrebbero comportato notevoli economie complessive, specialmente nei comparti della sanità e della previdenza ed in quello della logistica. Senza parlare del miglioramento della qualità della vita.
    Penso poi alle 35 ore, al pacifismo ed all’ antimilitarismo….
    Correggo, ora che ci penso il mio inizio, in
    “A sinistra del PDL (di berlusconi) non c’è niente da celebrare…anche perchè non c’è niente, in senso assoluto”

  5. Raffaele Della Rosa | 18 dicembre 2008 14:10 | Rispondi

    replicando a Gennaro
    Gli USA teneno Obama e nuie tenimmo Ocaxxx

    sorry and cheer

  6. mariarubini | 18 dicembre 2008 15:00 | Rispondi

    Raffaele dobbiamo continuare a non arrenderci, anche fino all’assurdo. L’Obama de noatri si è dimostrato l’Obama de… (non lo dico ma mi rifaccio alla tua replica a Gennaro)
    Considera poi anche che il PD rischia di essere distribuito uniformemente tra S.Vittore, Regina Coeli e Poggioreale. :-)
    Addà a passà ‘a nuttata, no? (pardon per il mio pessimo napoletano)

  7. foscalontana | 18 dicembre 2008 15:44 | Rispondi

    Caro Gennaro, io sono ancora più drastica: devono dimettersi coloro che, con la farsa delle primarie, cooptano “dirigenti” di siffatta specie.Molto probabilmente non ne “rimase più nessuno”. La qualcosa non sarebbe male. Io non ho votato né per le primarie, né per il Pd, mi chiedo però, perché gli/le elettori/trici del Pd, ma anche (ex)Ulivo,gruppi di/a sinistra, estrema sinistra, gruppettari et similia, sono andati a ratificare negli anni, quello che in maniera appropriata Scarpinato, ha definito”la pratica feudale del delfinato imperiale… (per cui) il popolo dei senza poteri ratifica a posteriori illudendosi di scegliere”(Scarpinato, Il ritorno del Principe).
    Sodalizio o comitato d’affari(massonico) sempre più Cosa Loro è.
    Non siamo di fronte ad una “questione morale”? Sarebbe bene che i vertici di questa nomencleatura, si andassero a ri-leggere ciò che affermò Berlinguer, in merito alla degenerazione dei partiti in macchine di potere.
    Sarà che a Berlinguer, nessuno gli chiese mai un consiglio in merito agli “chef”…

  8. andbene | 18 dicembre 2008 18:17 | Rispondi

    “A sinistra del PDL … non c’è niente, in senso assoluto”

    Buon segno vuol dire che se ci si impegna dal basso c’è spazio da riempire. Pensate che il ceto politico “arcobaleno” sia significativamente diverso da quello del PD ? Non scherziamo, frequentateli un po se non ci credete. Se non ricostruiamo qualcosa, alle prossime elezioni l’alternativa sarà di destra.
    Ricordatevi del clima economico simil 29 e di cosa il passato ci ha insegnato.

  9. Giaco | 18 dicembre 2008 18:27 | Rispondi

    Scusate io non sono capace di pensare come voi e fare disamine molto precise su quello che sta succedendo alla sinistra in generale (e ci metto anche il Pd che di six a livello nazionale ha ben poco, purtroppo), però volevo chiedervi una cosa.
    Eliolibre parla di Riforzismo e sono d’accordo con lui, ma poi dice che bisogna resettare tutto e partire da zero.
    Va bene, ma con quali persone?
    Chi dovrebbe guidare un nuovo partito a sinistra che ci possa nuovamente far uscire la testa dalla merda e farci respirare un pò?
    Giustamente Raffaele dice che a sinistra del Pd è peggio del deserto e che ci vorrebbe una forza radicale del 7/8%.
    Giusto, ma io credo che se al congresso di rifondazione non si fossero fatte carte false per arrivare alla segreteria, oggi forse, con Vendola ci sarebbe un partito di sinistra con qualche idea in più.
    E questo lo dico non perchè abbia particolari simpatie per Vendola, ma da pugliese vedo come gestisce la Regione e nonostante qualche errore, credo abbia dato alla Puglia degli indirizzi con delle vere politiche di sinistra.
    Ho letto su questo sito qualche post che non parlava benissimo di Vendola, ma allora, ripeto, ditemi voi chi dovrebbe guidare un nuovo centrosinistra.
    Un dirigente non lo si inventa all’improvviso.
    A questo punto non resta che affidarci a dirigenti locali che si siano distinti nelle loro funzioni, che siano onesti, che si facciano carico realmente dei problemi della gente e che abbiano un minimo di palle.
    Quì in Puglia ci sono degli esempi positivi di governo e con Vendola c’è Emiliano (sindaco di Bari del Pd), Stéfano (sindaco di Taranto del Pdci) e Blasi (sindaco di Melpignano del Pd).
    Però è chiaro che bisogna che si faccia un repulisti a livello nazionale e che chi ha gestito il pd, e tutto quello che c’è a sinistra del pd, vada a casa.
    Si torni tra la gente, si aprano sezioni dove ci si possa discutere e si ritorni a fare POLITICA.
    Saluti

  10. mariarubini | 18 dicembre 2008 19:37 | Rispondi

    Caro Giaco, anch’io sono vivo in Puglia, pur essendo di Milano. Sono di Rifondazione ma antivendoliana convinta. Non fraintendermi. Sono orgogliosa della gestione Vendola, il Partito è riuscito a fare grandi cose nell’unica regione in cui ha governato, l’ultima quella di ieri dell’approvazione della legge antidiossina che ha scatenato già un movimento. Immediatamente si sono mosse le associazioni che chiedono sia applicata a livello NAZIONALE. Ti porto la parte finale della bella lettera che Pacelink ha spedito ieri alla Prestigiacomo. “La legge antidiossina della Regione Puglia è un esempio di civiltà che gode a Taranto del sostegno di tutta la popolazione, sia di quella che vota a destra, al centro e a sinistra. Quella legge supplisce allo Stato centrale che si è fino ad ora inginocchiato di fronte ai poteri forti. Adesso lo Stato deve rialzarsi in piedi ed essere al servizio dei cittadini.Lo Stato dimostrare che non si inginocchierà mai più di fronte al profitto ma unicamente di fronte alle tante famiglie con malati di cancro. Di fronte a tanto inquinamento e a tanta sofferenza oggi Le chiediamo un gesto di giustizia promovendo una normativa nazionale identica a quella voluta dal Presidente Vendola al fine di evitare qualunque possibile conflitto normativo.”
    bene. Questo è il risultato di una certa politica, non di Nichi (senza nulla togliere a lui). Non è più tempo dei lider per la sinistra, ma di progetti chiari e limpidi.Dobbiamo ripartire dal basso e stare con la gente e PER la gente. Ed è un lavoro lungo che non si può improvvisare. Non possiamo più affidarci a NESSUNO, purtroppo, perchè a sinistra la perdita delle poltrone ha generato quest’ansia di assemblaggio a freddo che non porterà da nessuna parte. Ecco perchè sono antivendoliana.Il 7-8% la sinistra radicale già ce l’ha, ma è frantumato.e va bene così x ora, perchè gli elettori si devono rispecchiare nella loro cultura politica. Sta a noi lavorare insieme con obiettivi comuni,e riaquistare credibilità

  11. Luca Romeo | 18 dicembre 2008 20:03 | Rispondi

    Perchè parlare del PD come di un giocattolo che è stato rotto? Forse il nome evoca, soprattutto in periodo di sbornia obamiana, organizzazione partitiche ben oliate e congegnate. Ma il PD italiano è sempre stato questo, quando da sinistra si diceva, me compreso, che il PD avrebbe svelato la vera natura democristiana di DS e DL, arrivavano addosso critiche e insulti sulla “sinistra che attacca gli amici”.
    Ma il PD non è mai stato amico della sinistra, forse lo era l’ulivo, ma dell’ulivo il PD non ha nulla, ne ha rifiutato la storia, fatta di lavoro di unità a sinistra, ne ha rifiutato il fautore, Prodi è stato fatto fuori da Veltroni e non da altri.
    Il PD non può cambiare, sarebbe come chiedere ad uno con i capelli biondi di diventare castano con la forza del pensiero.
    Le vicende giudiziarie a cui assistiamo non hanno origine da un periodo successivo alla nascita del PD, affondano le loro radici nella storia di DS e DL.
    E nonostante la campagna soft di Veltroni, il PD ha preso oltre il 30% di voti solo perchè dall’altro lato c’è ancora Berlusconi, contro un altro avversario, tipo Casini, la sconfitta sarebbe stata anche peggiore.
    Il problema è politico sì, ma nel senso che il PD non offre una prospettiva di società diversa da quella delle destre, nessuna politica economica alternativa, nulla di nulla, solo il mantenimento dello status quo, e alle scorse elezioni, nemmeno l’arcobaleno l’offriva, per questo è fuori dal parlamento.

  12. Giaco | 18 dicembre 2008 20:51 | Rispondi

    Certo Maria anche io non prediligo i leaderismi e sono d’accordo sul fatto che bisogna partire dal basso, l’ho anche scritto; bisogna aprire le sezioni del partito alla gente e discutere dei problemi, fare politica, insomma.
    Infatti da noi tutto il programma di legislatura è stato scritto tra le varie componenti che partecipano al governo regionale, mettendo in primo piano i bisogni dei più deboli.
    Però non bisogna dimenticare chi sta alle spalle di chi appare;
    ad esempio c’è un giovane ma molto bravo segretario di rifondazione di nome Nicola Frantoianni che, portato a Bari dalla Toscana, ha fatto un ottimo lavoro in un territorio che non è propriamente di sinistra.
    Ecco io vedo che questa è la gente che deve portare avanti i nostri bisogni e le nostre necessità perchè sa ascoltare e non si intrattiene nei salotti ma frequenta le sezioni di partito e la strada.
    Ognuno fa il mestire che sa fare meglio, io non saprei fare il politico e delego, ma questa delega il rappresentante la deve meritare.
    Poi, scusami, va bene che non possiamo affidarci a nessuno ma, una volta stabiliti gli obiettivi comuni e riacquistata una certa credibilità, qualcuno dovrà pure rappresentarci e governare (se mai ci riuscissimo).
    Dopo tutto nella nostra storia c’è sempre stato chi aveva una intelligenza che lo portava ad essere un punto di riferimento, buon ultimo Berlinguer.
    Saluti
    Saluti

  13. mariarubini | 18 dicembre 2008 22:05 | Rispondi

    Esatto Giaco. Qualcuno ci deve rappresantare. Ma deve rappresentare una linea politica,e ad oggi, non mi sento rappresentata dalla linea di Vendola. Ti spego. Sai che in Rifondazione c’è chi vuole mantenere la “parola” comunista, cioè la linea di lavorare in basso a sinistra, coscienti che sarà un duro lavoro rischiando di non tornare per un pezzo in parlamento (anche se non è vero, la linea coerente ha pagato subito perchè in Abruzzo è stato appena eletto Maurizio Acerbo)e c’è chi come Vendola vuole “superare rifondazione comunista”con Sinistra Democratica avventurandosi in un progetto ambiguo che ha l’obiettivo di mantere lo status quo. Nella pratica che significa? Significa che il Partito ha deciso pochi giorni fa che alla scadenza elettorale non vi possono essere allenaze con l’UDC,e con il PD si confronteranno i programmi.Il tutto deve essere compatibile con la questione morale in primis (quindi uscire da certe giunte)e se sui programmi ci sono incompatibilità tipo privatizzazioni ecc. non si può stringere alleanza. E’ obbligatorio anche il simbolo. Cioè allenaza ma di soggetti autonomi. Ma nel nostro partito non vi è più il famoso centralismo democratico a cui si rifà spesso Gennaro. Che significa? Significa che nella nostra regione in cui nel congresso ha vinto Vendola, si persegue non l’obiettivo POLITICO di rifondazione, ma quello del suo superamento. Proprio con Fratoianni al congresso regionale qualche settimana fa abbiamo avuto un forte scontro. Loro non intendono seguire la linea politica. Loro intendono procedere con l’aggregazione della sinistra diffusa,tutti insieme, chi ci sta sta(per raccogliere voti) e questo significa che non vi è NESSUN veto per le alleanze. Capisci che, con tutto il bene che si può dire di Nichi e di Nicola, oggi come oggi io non mi sento più di dare loro la mia fiducia.E come me tutti coloro a cui tengono al Partito della Rifondazione.Che è sempre lo stesso.Sono loro che non sono più gli stessi.
    Un caro saluto anche a te.

  14. mariarubini | 18 dicembre 2008 22:41 | Rispondi

    Gennaro perdonami se insisto, ma è per chiarire un po’ la situazione di questa nostra martoriata sinistra.

    Voglio riportare a Giaco la dichiarazione di tommaso Sodano in sostegno a Ferrero sulla questione morale.Ferrero dà le direttive ma i vendoliani “non sentono”. Tommaso Sodano era un vendoliano (al congresso di luglio) che se n’è uscito dal progetto suicida della costituente di Vendola e Fava. Nessun nostro assessore o consigliere è coinvolto per fortuna, ma il partito chiede con forza l’uscita dalle giunte.

    «Non c’è più da aspettare. La situazione politica a Napoli e in Campania è di una tale gravità che l’unica cosa da fare è prendere atto della fine di un ciclo politico e tornare al voto» Tommaso Sodano, già senatore Prc, da anni in prima fila nella denuncia dell’intreccio tra politica e affari in Campania, non ha dubbi. Rifondazione deve subito togliere il sostegno al Sindaco di Napoli e al Presidente della Regione e ritirare i suoi assessori dalle giunte. «La magistratura – continua Sodano – faccia il proprio corso, possibilmente in tempi rapidi e certi, ma il giudizio critico sulla incapacità dei governi territoriali, in primo luogo la Regione e il comune di Napoli, va ben oltre gli ultimi gravi e inquietanti accadimenti. Siamo di fronte ad istituzioni bloccate, ridotte alla sopravvivenza, paralizzate dagli scandali. Una sorta di barricata di potere nel Palazzo, che ha lacerato il rapporto con la gente e perso ogni credibilità. Bisogna mettere fine a tutto questo. Mi batterò affinché Rifondazione Comunista esca dalle giunte e avvii un percorso per restituire la parola al popolo. Non si può affermare che un ciclo politico si è chiuso e continuare ad essere all’interno di giunte che, nella migliore delle ipotesi, sono incapaci, e nella peggiore, come si vede in queste ore, risultano colluse e corrotte.

    Oggi l’unica strada per ricucire una speranza tra la gente è lavorare ad un’alternativa, partendo dalla chiusura delle esperienze attuali di governo».

  15. Paolo Camatini | 18 dicembre 2008 23:47 | Rispondi

    Gennaro, questi sono già morti. Il PD non si può riformare da solo e non si farà mai da parte per dar spazio a nuove entità o a giovani capaci. Parlo al singolare perchè sono un tutt’uno. Vi porto come esempio uno dei ” giovani ” Andrea Sarubbi che tiene un blog: http://andreasarubbi.wordpress.com
    Basta leggere un paio di articoli per capire chi è il loro vero nemico e cosa pensano. Ragazzi , voi fate dei bei ragionamenti sui movimenti, sulla partecipazione della gente, sulle idee e mi trovate pienamente d’accordo; ma qua è un problema ETICO. Ma io sono anche preoccupato per le sparate del nostro presidente della repubblica e dei giornali principali che spingono per le ” riforme condivise “. Io sono MOLTO PESSIMISTA.

  16. Alessandra | 19 dicembre 2008 10:03 | Rispondi

    Ma ancora state ad aspettare il PD? E’ ancora il vostro partito di riferimento???
    A sinistra ci sarà poco, ma c’è voglia di fare, onestà, coerenza.
    Questo articolo in cui ci si attarda sulla socialdemocrazia, un sistema che manifestamente ha fallito ed è oggi anacronistico, mi sciocca.
    La sinistra va rifondata ed è compito di tutti noi, nel rispetto dei partiti esistenti o anche fuori. Senza approssimazioni e generalizzazioni sui deserti. Con questi dirigenti non vinceremo mai, ma neppure con questi militanti se permettete.

  17. Raffaele Della Rosa | 19 dicembre 2008 11:15 | Rispondi

    Sono stato fino agli inizi del 2004 iscritto a RC di Caserta. Non mi ero dimesso perchè in una situazione dove il dibattito (ed anche gli iscritti) era totalmente assente non mi sembrava il caso di dar troppa importanza, né a me stesso né a loro. A dicembre i compagni del Centro Soc. ExCanapificio decisero di uscire in modo ufficiale ed anch’io ho firmai il loro documento. Ero anche bertinottiamo convinto. Fino all’abbandono delle 35 ore. Non voglio discutere se sia stata una scelta giusta o sbagliata.
    Mi limito a sottolineare che una scelta di quella portata doveva essere validata dall’elaborazione di tutto il partito che invece formalmente non è mai stato chiamato a discuterne, e questo oltrechè un problema di linea è un problema di democrazia.
    Salto per non annoiare lo squallore del congresso di Venezia con la pseudoscelta non-violenta e le porcherie (sotriograficamente oscillanti tra il demenziale e la consapevole falsificazione) sulla vicenda delle foibe.
    Sono davvero contento che in Puglia il mandato di Vendola abbia comportato avanzamenti del livello di civiltà, del resto di grossi scandali non si è mai sentito parlare e quindi….
    In Campania, dove vivo, le cose le sapete tutti. Il PRC è parte integrante della Bossolino connection, è in giunta regionale provinciale comunale a Napoli e quindi porta il peso, quantomeno politico, di scelte che sono scelte anche criminali, nel senso di aver permesso l’inquinamento del territorio a livelli da attacco bellico chimico batteriologico.
    Anche a Caserta dove sul tema delle discariche le amministrazioni sia comunale che provinciale sono completamente inaffidabili RC sta in Giunta.
    Quando il PRC (credo sia questione di mesi) si spaccherà, a prescindere da ogni altra considerazione, sarà un’operazione che riguarda il ceto politico….ed i suoi cortigiani. Di iscritti-militanti (che non abbiano anche in corso piccoli e malpagati incarichi con questo e con quell’ente pubblico) ce ne sono rimasti davvero pochini.

  18. Luca Romeo | 19 dicembre 2008 12:25 | Rispondi

    Concordo con Alessandra: Ogni paese ha i governanti che si merita, e ogni partito ha i dirigenti che meritano i propri militanti.
    L’Italia con le sue mafie e le sue tangenti ha Berlusconi. Il PD ha Veltroni.
    Fino a quando si continuerà col “io voto a sinistra ma non prenderei mai una tessera di partito e non entrerei mai in una sezione”, c’è poco da lamentarsi.
    Io, nel mio piccolo, sono entrato in un partito perchè non mi piace l’italia in cui vivo, e a chi mi dice “ma da solo che vuoi cambiare?” rispondo “se sono solo è per colpa di quelli che non vogliono spendersi in prima persona ma si lamentano dello status attuale”.

    Che Guevara diceva “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. A me non piace perdere in partenza, alla maggioranza degli elettori di sinistra evidentemente sì.

  19. mariarubini | 19 dicembre 2008 15:06 | Rispondi

    Comprendo bene quello che dice Raffaele. E condivido l’intervento di Alessandra e Luca. E’ inutile recriminare sugli errori fatti, perchè sono evidenti, altrimenti l’elettorato non ci avrebbe castigato in questo modo. Si può costruire qualcosa solo con fatti. Fatti politici e non fatti di lider. E la dimostrazione ce l’abbiamo con il PD, che è ben lungi dal tanto declamato “compromesso storico”. E’ un partito che evidenzia un forte arretramento culturale della sinistra, oltre che essere confindustriale sul piano economico. Quindi lungi dal definirsi sinistra. Altro errore è stato la costruzione del lider e lo svuotamento della base (quello che ora vorrebbe continuare a perpetrare Vendola & C. e che ha ben descritto Raffaele). Così si ottiene un partito con una testa forte ma con un corpo debole, che non può incidere su NULLA. Questo è lo stato della’arte nel PD. E l’unico che recita l’agonizzante mantra del buon senso in quel partito, rimane sempre Arturo Parisi. Finchè l’elettorato non si convince che si deve scegliere in base alle linee e non in base ai lider, non ne usciremo mai.Veltroni per di più non si è rivelato all’altezza del suo compito, quindi, non essendoci partito dietro, tutto va sfumando. Tanto che, se non ve ne siete accorti, c’è Fini che con qualche sua uscita tenta di soppiantare il grande Uòlter. Non potendo soppiantare Berlusconi, tenta di farlo con Uòlter. Riguardo proprio alla questione Napoli, faccio notare che chi non è d’accordo a mollare le poltrone, sono sempre i vendoliani. Per fortuna ora stiamo cercando di ridare la dignità che spetta a questo partito, e noi militanti non molleremo certo. Perchè non abbiamo scelto un lider.Abbiamo scelto una linea politica precisa. E questa vogliamo essere applicata. Questa è la differenza tra un partito con la testa forte e la base debole, e quella tra un partito con la base forte e la testa debole. In questa situazione chi se la ride è Berlusconi,ma se non ci mettiamo noi a lottare fin da ora,chi???

  20. Alessandra | 20 dicembre 2008 00:11 | Rispondi

    Non è giusto mettere sullo stesso piano chi vuole tenere Rif nelle giunte campane (Migliore e i vendoliani) con chi lotta per uscirne (Ferrero). A me noninteressa il massimalismo di chi fa di tutt’erba un fascio, credo che abbia già fatto molto male alla sinistra e al paese.
    Per inciso, è chiaro che Rif deve uscire, ma se tutte le regioni fossero a destra, staremmo meglio?

  21. Giaco | 20 dicembre 2008 01:28 | Rispondi

    @ Alessandra a me non sembra che la socialdemocrazia nei paesi più civili dell’italia abbia fallito. Comunque questi sono punti di vista, condivisibili o meno.
    @ Maria io non sono organico al partito quindi non posso mettere in dubbio quello che tu dici, ma se Vendola o Frantoianni seguono altre strade avranno i loro motivi.
    Se questi motivi porteranno alla scissione, come dice Raffaele, allora prendiamone atto e ognuno coltiverà il prorpio orticello.
    @Raffaele non capisco frasi come “Sono davvero contento che in Puglia il mandato di Vendola abbia comportato avanzamenti del livello di civiltà, del resto di grossi scandali non si è mai sentito parlare e quindi….”, cioè si spera che venga fuori qualcosa pur di sputtanare Vendola e la sua linea politica? Spero di sbagliarmi ma leggendo spesso i tuoi post, questi non hanno mai frasi lanciate lì per caso.

    Per concludere, ho fatto la mia carriera universitaria nella città di Napoli vivendo i primi anni dell’era Bassoliniana con quel fermento culturale e sociale molto frizzante e coinvolgente. Sono legato a Napoli da amici e situazioni lavorative e ci torno sempre con estremo piacere e vedere quello che sta succedendo (con sentori che avevo già “annusato” qualche tempo dopo) mi lascia deluso e amareggiato. Maria tu dici che i vendolliani non vogliono uscire dalla giunta, anche se corrotta, ma chi dirige il partito è Ferrero e, se la sua linea politica impone di uscire, allora la si faccia rispettare altrimenti si espelli chi non le segue.
    Inoltre io non credo che Fava debba prendere lezioni sull’etica o sulla morale neanche da Sodano (che ha tutta la mia stima per quello che fa) visto che si è sempre battuto per una politica lontana dalle mafie e dalla corruzione.
    Saluti

  22. Raffaele Della Rosa | 20 dicembre 2008 13:44 | Rispondi

    @Giaco…mi scuso sarebbe bastato aggiungere “non sto facendo dell’ironia” e avrei chiarito meglio.
    Poi, e lo dico sul serio, di questi tempi penso che facciano male anche scandali che vedono come protagonista gente di destra. Lo sputtanamento delle istituzioni in generale, e di tutto ciò che è pubblico in particolare, nuoce alla democrazia e colpisce sempre, SEMPRE, più la sinistra della destra.
    Ciò detto più grave e nocivo è, secondo me, quando le “porcherie”, vere o presunte, son sulla bocca di tutti però a livello istituzionale non succede niente.
    Disaccordo politico e magari anche antipatia personale a me non pare di averli mai fatti diventare motivo di attacco politico o culturale. Al massimo lo dico “tizio o tizia mi sta antipatico”….

    Però cavolo se Vendola dovesse mai avere disavventure giudiziarie….beh passare per fazioso non mi piacerebbe, MA ANCOR MENO ESSERE ADDITATO QUALE JETTATORE….sarebbe la prima volta in 62 anni

  23. Raffaele Della Rosa | 20 dicembre 2008 13:53 | Rispondi

    Sul fatto che Ferrero (né tampoco Veltroni per quanto di sua competenza) non riescano a schiodare certa gente dalle poltrone, questo denota la debolezza estrema dal punto di vista specificamente politico dei rispettivi partiti, non solo delle leadership, ma di questi organismi come soggetti politicamente efficaci.
    Negli anni successivi alla fine della prima guerra mondiale succedeva abbastanza sovente che la direzione del Partito Socialista votasse direttive che il gruppo parlamentare puntualmente disattendeva.

    Una proposta a Gennaro, di aggiungere quale sottotitolo a questo post che stiamo commentando:

    CON QUESTI DIRIGENTI NON VINCEREMO MAI

    Ma sicuramente PARTECIPEREMO alla spartizione del monte premi, e se va bene pure a quella del
    Monte dei Pschi.

  24. Raffaele Della Rosa | 20 dicembre 2008 13:54 | Rispondi

    pardon PARTECIPERANNO, PARTECIPERANNO , questi dirigenti….scusate, sorry

  25. mariarubini | 20 dicembre 2008 16:00 | Rispondi

    Caro Giaco, nessuno dà lezioni a nessuno, tantomeno a Fava come persona, che tra l’altro ha vinto il premio come miglior deputato europeo 2007. Ognuno ha i suoi buoni motivi per fare delle scelte, io le faccio su basi politiche e non denigrando l’avversario, chiunque esso sia (credo di averlo dimostrato)perchè è questo che a me interessa. E’ interessante la tua proposta di esplusione. Caro Giaco, non conosci la dialettica interna del partito e probabilemte non sai quello che sta succedendo attorno a noi in termini di insulti e accuse. Ma forse qualcosa sai, visto che hai detto che se noi al congresso avessimo fatto vincere Vendola non staremmo così. Si presuppone che anche tu segui la libera e disinteressata informazione dei nostri giornali, che guarda caso TUTTI, dalla Repubblica al Corriere, il giorno dopo Chianciano invece di intervistare almeno x delicatezza Ferrero, visto che era stato eletto, hanno fatto pagine intere di interviste a Vendola, Bertinotti. Che hanno sparato a zero. Non contenti altre pagine di interviste a D’Alema per sapere cosa ne pensava del giocattolino che stavano costruendo e che noi settari stalinisti siamo riusciti a rompere. Ecco Giaco, se cacciamo dal partito qualcuno per qualsiasi motivo (Sansonetti comrpeso)passeremo alla storia come i peggiori stalinisti mai visti prima in questo paese.
    Così stanno le cose Giaco.
    @alessandra. certo che non staremmo meglio se le giunte fossero tutte di destra, infatti Rif non esce da TUTTE le giunte,ci mancherebbe. Ma si abbisogna di una testimonianza coerente x mettere fine a certi circoli viziosi. Tanto mettiamocelo in testa: la deriva populista non può essere fermata e arginata, dopo tutto questo. Il PD è in agonia, noi siamo fuori parlamento, e il berlusca x ora non lo ferma NESSUNO. E’ triste ma è così. Allora sarebbe bene tutti si lavorasse per costruire seriamente un’alternativa che darà frutti non si sa quando. Ma non possiamo non agire.
    Ciao

  26. Giaco | 20 dicembre 2008 17:54 | Rispondi

    @ Raffaele non devi chiedere scusa di niente, mi fa piacere la tua precisazione e per carità non volevo assolutamente additarti come jettatore.
    Per il resto sono d’accordo con te anche per quanto riguarda la questione morale a destra, anche se da loro questo è un problema relativo.
    Ad esempio in Abruzzo, secondo te è etico (credo si possa anche rilevare il reato di voto di scambio) andare dai tifosi del Pescara ed esortarli a votare per Chiodi in cambio dell’acquisizione della società da parte di Berlusconi? Oppure promettere un lavoro lasciando il curriculum al gazebo del candidato?
    A loro il fatto che è andata a votare solo il 50% degli aventi diritto non frega niente, l’importante è aver vinto e ritornare a gestire la cosa pubblica come prima di Del Turco.
    Noi, per fortuna, abbiamo una coscienza e piuttosto che votare questa gentaglia preferiamo restare a casa.
    Saluti

  27. Giaco | 21 dicembre 2008 09:48 | Rispondi

    No no Maria, non mi fraintendere.
    Io seguo anche la “libera e disinteressata” informazione, però se frequento anche questo sito vuol dire che cerco di informarmi meglio e capire quello che succede intorno a noi.
    Mi offendi, però, se pensi che segua il corriere per le vicende politiche.;)
    Ad essere sinceri non lo seguo proprio.
    Per quanto riguarda l’elezione di Ferrero a me non è piaciuto quello che è successo, ho cercato di capire qualcosa in più ma non ho trovato sufficienti informazioni (anche per mancanza di tempo), magari potresti scrivere tu qualcosa.
    Le parole di Bertinotti e D’Alema, sinceramente non mi interessano per niente, credo che dovrebbero mettere in pensione la loro lingua visti i danni che hanno combinato a noi.
    Sono d’accordo sul fatto che bisogna unirci per cercare di creare una forza alternativa e spero di riuscire a vedere, un giorno, una forza di sinistra di governo.
    Alla prossima, un caro saluto

  28. Raffaele Della Rosa | 21 dicembre 2008 13:45 | Rispondi

    Sansonetti e Fede, due splendidi esempi di una nuova figura di reato:
    AUTOCIRCONVENZIONE DI INCAPACE

  29. Raffaele Della Rosa | 22 dicembre 2008 18:45 | Rispondi

    Raffaele Carotenuto, consigliere al Comune di Napoli, Romano Malagoli, consigliere alla Provincia di Parma, due dei più recenti abbandoni ddel PRC, questi manco aspettano la scissione….emorragia spontanea…

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  1. Da Chiacchiere da Blogsfera: eutanasia piddina | Ibrid@menti | dic 18, 2008

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