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Agnoletto: “A Genova rischiai l’arresto. Alla Diaz catena di comando vicina alla sinistra”

“A Roma i vertici politici e delle forze dell’ordine avevano deciso di arrestare me, Luca Casarini e gli altri portavoce del Genoa Social Forum subito dopo i funerali di Carlo Giuliani. Non è accaduto solo perché nessun magistrato di Genova se l’è sentita di dichiarare il Gsf ‘associazione sovversiva’ e firmare l’ordine di arresto”.Questo uno dei retroscena rivelati ieri sera da Vittorio Agnoletto alla Camera del Lavoro di Milano, alla serata di presentazione del video di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani Fare un golpe e farla franca.

Presenti, oltre agli autori, anche Haidi Giuliani – secondo cui “Carlo non è stato l’unico morto di Genova: l’impunità di cui da allora si sentono investite le forze dell’ordine sta alla base di altre tragedie come quelle di Federico Aldrovandi o delle tante morti poco chiare in carcere” – e il cronista del Resto del Carlino Lorenzo Guadagnucci, una delle vittime del pestaggio alla scuola Diaz, che riporta come “al processo il senso di omertà tra gli imputati era una sensazione fisica. I pm non sembravano gli accusatori ma gli accusati, perché lo Stato stava dall’altra parte”.

L’intervento più scottante è però quello di Agnoletto: “Dagli atti dei processi risulta una netta separazione di responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico a Genova. Il venerdì, l’attacco al corteo in via Tolemaide terminato con l’uccisione di Carlo Giuliani è stato portato dai Carabinieri, che hanno ignorato gli ordini provenienti dalla Questura, verosimilmente per seguire le indicazioni della centrale operativa di Forte San Giuliano dove erano presenti Fini e altri esponenti di Alleanza Nazionale”.
“La repressione del sabato e l’assalto alla Diaz sono invece stati gestiti dalla Polizia, agli ordini di De Gennaro e di una catena di comando vicina alla sinistra. Fuori dalla Diaz tra i dirigenti di polizia non c’erano esponenti di destra: i Carabinieri responsabili delle violenze del giorno prima erano consegnati in caserma fin dal mattino.”
“Ecco perché – come si vede nel film di Deaglio – quando in Parlamento D’Alema definisce ‘fascista’ l’irruzione alla Diaz l’unico esponente dei ds a non applaudire è Luciano Violante, notoriamente vicino a De Gennaro e ai suoi uomini. Non ci si deve quindi stupire se anche parte della sinistra ha sempre ostacolato la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta”.

Dichiarazioni che meriterebbero di essere discusse pubblicamente. Ma nel nostro paese si è ormai deciso che di Genova non si deve più parlare.

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