Paola Caridi, gente di mare
Hanno affrontato la burrasca per salvare 650 immigrati che stavano tentando di raggiungere le coste siciliane. Sono i pescatori
di Mazara del Vallo, città della Sicilia occidentale che già ha dimostrato di essere uno di quei posti dove la convivenza non è parola vuota o pia illusione, bensì pratica quotidiana.
E’ una di quelle notizie che riempie il cuore perché va al di là di quello che è successo: dimostra che l’Italia non è solo il paese razzista che sta diventando. E forse ha ragione un mio amico egiziano, grande intellettuale, che dice che le persone non sono i governi.
I governi, come il nostro, parlano di classi separate. I pescatori vanno invece a salvare proprio quelli che nelle classi separate dovrebbero andare a finire. E’ come il vocabolario mediterraneo che mi immagino: quello vero, profondo, della cultura materiale e del mangiare comune. In quel pasto insieme, le alici sono le stesse, che le peschino gli uomini di Mazara o quelli di Casablanca. Pesce povero e saporito, offerto anche allo sconosciuto. Senza alcuna nostalgia per la miseria, ovviamente.
http://invisiblearabs.blogspot.com/
Yani Alvaro su http://www.gennarocarotenuto.it
















Paolo Camatini | 1 dicembre 2008 23:17 | Rispondi
Queste sono le notizie che mi riempiono il cuore di gioia e di orgoglio ! grazie