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Il bianco vince in dieci crediti

E dopo il successo della patente a punti ecco il permesso di soggiorno a punti. Un favoloso gioco modello fantacalcio, in cui i punteggi non li prendono i calciatori, ma gli stranieri, e in cui in palio non c’è una bella auto, ma il loro ritorno al paese di origine, dove ad attenderli, magari, una squadra della morte che esulta per la “grande” vittoria. L’idea della Lega Nord, che poi non è solo un’idea, ma anche un emendamento alla legge 733 in materia di sicurezza nazionale, è qualcosa ai limiti del disumano, un esercizio di pseudo nazional socialismo, che andrebbe condannato fin dentro le stanze più nascoste dell’Onu. Al cittadino straniero che chiede il rilascio del permesso di soggiorno sarà rilasciato un punteggio iniziale di dieci crediti in presenza dei seguenti requisiti:

1) livello adeguato di conoscenza della lingua italiana, certificato in rapporto agli standard minimi definiti nel Quadro di Riferimento Europeo Comune per le lingue del Consiglio d’Europa;

2) adesione alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione di cui al Decreto del Ministero dell’interno 23 aprile 2007;

3) conoscenza basilare delle regole fondamentali dell’ordinamento giuridico il cui rispetto costituisce un presupposto indispensabile per la convivenza pacifica.

In occasione del rinnovo del permesso di soggiorno, il cittadino straniero potrà incrementare i crediti attribuiti inizialmente attestando:

1) la mancanza, per il periodo di due anni, di violazioni di una norma di comportamento da cui derivi la decurtazione dei crediti (il che avviene in caso di: condanna per violazione di una delle norme del codice penale non soggetta all’ordine di espulsione del giudice; illeciti amministrativi; illeciti tributari);

2) il superamento di un corso atto a verificare il livello di integrazione sociale e culturale del cittadino straniero e il raggiungimento degli obiettivi di integrazione sottoscritti;

3) un livello adeguato di partecipazione economica e sociale alla vita della comunità nazionale e locale.

Nella proposta, dopo i criteri di decurtazione dei crediti, sulla falsa riga del sistema “patente a punti”, si ammette la possibilità di recupero con appositi corsi di integrazione “volti a coinvolgere lo straniero in attività socialmente utili”. Nel caso di azzeramento dei crediti è disposta la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione.
Ovviamente il suddetto accordo di integrazione non è un accordo (che dovrebbe presupporre l’incontro di due o più volontà), ma un editto, e allora non si parla di integrazione, bensì di mero adeguamento e tutto fa eco ad una sorta di rielaborazione di leggi a tutti ben note, di circa 80 anni fa.

Inoltre l’organo preposto a valutare periodicamente questo adeguamento è l’ufficio immigrazione della questura, ossia un organo di emanazione governativa che non può dirsi propriamente super partes. E così potrebbe anche venire il sospetto che dietro questa operazione estrosa si possa celare la volontà di tagliare arbitrariamente un certo numero di immigrati regolari, trovando una giustificazione scentifica e ragionata.

Ciò significa fondamentalmente, che se sei un buzzurro dell’entroterra italiano, che parla solo il dialetto locale, picchia la moglie e i figli, si alcolizza, andandoti male qualcuno finisce per denunciarti (cosa molto difficile) e ti becchi due anni con la condizionale, te ne stai a casetta tua, a continuare a bere e a picchiare moglie e figli, nel pieno status di cittadino italiano, emerito cittadino italiano.

Se invece sei uno straniero perseguitato nel tuo paese di origine, che perde il lavoro in Italia, fallisce un esame di italiano per quattro o cinque errori di grammatica, o addirittura commette un illecito tributario (come una multa per divieto di sosta), vieni rimpatriato e praticamente condannato a morte. Il paradosso è che, magari, l’ubriacone che picchia la famigia, è proprio il tuo datore di lavoro, e allora finisci per essere in balia dei suoi umori e delle sue minacce di licenziamento e possibilmente di una qualche falsa denuncia per furto.

Così giustizia è fatta e la razza padana può sentirsi superiore.

Luca

Noeikon: www.blogtrotters.org

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  1. Mi hanno preso gli Americani (VIII) - 1 dic 2008

    […] La vita degli immigrati deve essere gestita con permessi di soggiorno (addirittura “a punti”) senza nessuna prospettiva di stabilità e senza diritto di voto? Vogliamo davvero la reciprocità? […]

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