domenica 01 agosto 2010, 05:26

Che l’orchestra non smetta di suonare

si mangiaL’idea di Berlusconi sul crollo della scuola “è stata una fatalità” è la perfetta sintesi del personaggio, del tutto inadeguato alla politica. D’altra parte, per la scuola di Rivoli si era fatto tutto il possibile: il crocifisso era al suo posto. Dunque, una “drammatica fatalità“. Non esiste l’istituzione, non esiste la responsabilità istituzionale. Il cavaliere Berlusconi non lo fa per male, dentro di lui non esiste proprio l’idea. Nella sua testa è tutto privato: molte cose sono sue, le altre potrebbe comprarle. Ma quella scuola non l’aveva ancora comprata e dunque perché prendersela con lui? Ai genitori di Vito ci pensi Legrottaglie, anche se – certo – non è del Milan. Eventualmente lui – il Presidente – può dirlo a Kakà e Ronaldinho.

Ma basta perdere tempo con queste sciocchezze. Non si parlava di responsabilità? E allora noi cittadini smettiamolo di armeggiare su Facebook alla ricerca degli ex, smettiamola di mettere le foto del gatto e scoprire quale personaggio di Sex and the City sei. Tutto ciò non fa bene all’economia. Corriamo a consumare per evitare la crisi. Comprate, comprate, anche se Annie Leonard – stupida catastrofista, certamente di sinistra – non è d’accordo. Loro – i politici – vedano se riescono a completare la truffa Alitalia e a spostare il culo di Villari, ben piantato sulla sedia (curiosità: ma a quanto ammonta l’indennità per il presidente della Vigilanza Rai che, zitto zitto, Villari sta intascando?). Orlando no, Orlando non andava bene perché lui sa su cosa si fonda questa Repubblica di sangue. Lui conosce i mandanti delle stragi. E dunque stia lontano dalla Rai.

Queste le cose che contano nell’Italia che affonda. Mentre sono Zimbabwe e Mali i Paesi che ci fanno compagnia in tutte le classifiche, per fortuna esclusa quella del calcio e dunque non se ne accorge nessuno. Ma non era lui che era cambiato? Non era lui quello che l’antiberlusconismo è finito e stavolta farà bene perché ormai ha sistemato i suoi affari, non ha nulla da perdere e vuole essere ricordato come grande statista?

Era lui, e da noi millanta il 72% del consenso. Settantadue, attenzione, perché è il dettaglio che conta. Ma all’estero no. All’estero non hanno avuto trent’anni di Mediaset, all’estero si pensa a Berlusconi come uno si ricorda del compagno scemo che faceva le cazzate alle superiori. E gli albanesi sui gommoni invertono la rotta



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

- Vota cliccando su OK e Wikio, per saperne di più clicca qui -


RSS Feed for This Post 3 Commenti

  1. Andras | 27 novembre 2008 10:25 | Rispondi

    La frase “si era fatto tutto il possibile: il crocifisso era al suo posto.” è geniale ed emblematica dei tempi che viviamo.
    Complimenti per l’articolo.

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.